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LA REGINA DI GHIACCIO – PRIMO CAPITOLO

PER I DEBOLI DI CUORE NON C’ E’ SPAZIO ❗️❗️
Siete pronti a farvi catturare in questa nuova appassionante avventura
Siamo lieti di comunicarvi una nuova collaborazione,
con un’autrice emergente che ha deciso di collaborare con noi e pubblicare qualche capitolo del suo romanzo in fase di stesura.
 

PRIMO CAPITOLO

Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, istituzioni, luoghi e avvenimenti

Sono frutto dell’imaginazione dell’autrice e non sono da considerarsi reali.

Qualsiasi somiglianza con fatti, scenari, organizzazioni o persone, viventi o defunte, veri o immaginarie è del tutto casuale.

Questo libro è riservato ad un pubblico adulto. Contiene linguaggio e scene di sesso espliciti. Non è adatto a lettori inferiori ai 18 anni. Ci si rimette alla discrezionalità del lettore. Tutti i diritti riservati.

La vita è davvero semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.

Confucio.

BUONA LETTURA

Faith

Controlla il respiro, regolarizza il battito, prendi la mira…. Spara!

Questo è il mio lavoro, sono un cecchino ben addestrato per togliere dalle palle la merda di mio padre, sono la figlia che serve all’occorrenza. Dire figlia è una parola grossa, per lui sono solo un esecutrice. Da quando mi ha messo nella mani la mia prima pistola, avevo solo cinque anni, cinque fottuttissimi anni…ho mirato senza prendere la mira ed ho centrato in pieno un innocuo passerotto che stava semplicemente beccando nel prato.

Quello è stato il mio primo omicidio. Un passerotto. Un innocente passerotto, che quel giorno non sapeva di dover incontrare la fredda sensazione della morte.

Questo era l’ultimo omicidio, da ora in poi dovrei essere libera, è stata la sua promessa, me lo doveva, ha rubato tutti gli anni della mia vita, per fare il suo stupido lavoro sporco. Non credevo che la mia vita sarebbe diventata così, non sono sempre stata una donna da mettere su famiglia, la classica ragazza che sogna il principe azzurro, il matrimonio e poi la famiglia perfetta. Le famiglie perfette non esistono, c’è sempre uno scheletro nell’armadio di ogni famiglia, solo che per alcuni è più piccolo e ad altri più grande. Di solito sono quelli più piccoli che fanno un gran casino.

Di certo non ho avuto un grande esempio di famiglia, forse inconsciamente è per questo che non credo nell’amore eterno tra due persone, ma vedo solamente interesse, estorsione o qualcosa da ottenere per vivere la propria vita come si vuole.

Mia madre era una donna forte ed indipendente, un bel giorno si è ritrovata tra le palle, quel subdolo stronzo di mio padre, che le ha fatto perdere la testa con i suoi modi gentili e da gentil uomo, certo lei ci credeva all’amore, mica come me, in fondo è cresciuta in una famiglia amorevole, con un padre ed una madre che avrebbero dato persino il cuore pur di farla vivere in salute e serenità. Ma questa è un’altra storia. Non è la mia.

Di ritorno alla base, per dare il benservito, al così detto stronzo che mi ha messa al mondo, sono in continuo conflitto sul da farsi. Di solito sono una persona decisa, non sono titubante nel prendere le decisioni, ma mi piace anche mettere in chiaro tutte le possibilità che si potrebbero presentare, tutti i pro e tutti i contro.

Mi avvicino sempre di più alla tana del bianconiglio, che bianconiglio non è, ma sento delle voci in lontananza e qualcosa non mi quadra. Non doveva esserci nessuna riunione, non dovevano esserci persone, non doveva esserci un cazzo di nessuno, allora perché aprendo la porta mi ritrovo davanti tutto il consiglio fidato di mio padre. Tra tutti i volti che riesco a scrutare trovo lui.

Thor lo spietato cecchino, la leggenda, colui che non ha mai visto nessuno in faccia. Il nemico numero uno di mio padrenegli affari, era seduto al suo fianco con fare disinteressato ed un bicchiere di Whisky nella mano destra.

Il mio piano è andato a puttane. Volevo far saltare qual posto, quella gabbia, per poter riprendere in mano la mia vita. Ma ecco sfumato un altro sogno. La mia vita era un continuo sfumare di sogni. Qualcosa mi diceva che la mia libertà era ancora lontana. La mia anima sarebbe appartenuta a quel posto per sempre.

Thor

Eccola lì, è entrata con tutta la sua sicurezza e determinazione riempiendo la stanza con quei suoi grandi occhi marroni e il suo culo sodo, anche le tette non erano male, ma quando è diventata così? Mi fissava, non si aspettava la mia presenza… in effetti è al quanto insolito che io sieda al tavolo del mio nemico, anzi è al quanto insolito che io sieda ad un tavolo. Non sono un uomo da piacevoli convenevoli, sono un uomo d’azione, di poche parole, lascio agli altri la cazzata del tieniti stretti gli amici ed ancora più stretti i nemici, ma io amici non ne avevo, rimanevano solo i nemici e per la più assurda delle ragioni ero seduto al tavolo del mio nemico numero uno.

< Per quale ragione sono tutti qui senza che io non sia stata informata?> Disse Faith con fare di sfida. Era irritata, poteva sembrare come una retata nei suoi confronti non l’avrebbe mai accettato, ma io la trovavo al quanto sexy, quella riunione da strozzamento di palle stava diventando al quanto interessante.

< Passerotto, non è questo il modo di rivolgersi, avevi un affare importante da svolgere e la riunione è stata fatta nel più breve tempo possibile> Disse Kenzo-quell’uomo era il male in persona, cazzo, aveva due occhi neri come le tenebre, a sessant’anni ancora tutti i capelli neri e pochissime rughe d’invecchiamento, secondo me aveva fatto un patto con il diavolo. Io faccio un sacco di male nella mia vita, ma cazzo ho più capelli bianchi di lui e la metà dei suoi anni.

< Qual’ è l’argomento per la quale era impossibile interrompermi?> Faith non accettava essere colpita alle spalle.  Era incazzata nera, si sentiva messa all’oscuro della situazione.

< Passerotto non devi essere così irriverente, la riunione si è conclusa e non era necessaria la tua presenza. Spero che il colpo sia andato a buon fine!> disse l’uomo del male.

Che lurido pezzo di merda, la voleva tenere fuori da questo incarico, certo, era ovvio, c’era il rischio di una ripercussione violenta, non verso Faith, ma verso di lui. Aveva creato un mostro nel tempo, da lontano vedevo tutti i suoi colpi, l’ammiravo, anche se io in alcune occasioni avrei fatto di meglio, ovvio sono il migliore, il suo lavoro era sempre curato in ogni singolo aspetto e dettaglio, non sbagliava mai mossa, non lasciava nulla al caso, ed ogni volta l’uomo che si definiva suo padre la passava liscia. Ma il merito era solo di Faith. Mi sono sempre chiesto, perché non l’abbia messo mai nella merda. Perché è sempre stata così devota a colui che la sfruttava solo per il lavoro sporco? L’unica figlia avuta con Margaret, la donna che non meritava quell’atroce fine, una donna per la quale avrei lottato fino alla fine, ma non mi è stata concessa la possibilità, così è finita anche lei sottoterra come tutte le altre donne di Kenzo.

< Come sempre. Non sono una dilettante> disse Faith quasi offesa. Non era devozione la sua, era l’unica cosa che sapeva fare nella vita, non conosceva altro. Ma nei suoi occhi spenti, vedevo quella piccola scintilla che voleva esplodere. La vedevo era lì, solo che nessuno era stato in grado di farla esplodere. Forse avrei potuto provare io.

< Certo, certo passerotto. La riunione è conclusa, ci aggiorniamo appena avremo novità. Thor, spero che la nostra resa sia proficua per il nostro interesse.> concluse Kenzo. Ma certo il nostro interesse, stronzo. < Kenzo. Alla prossima.> dissi senza tante cerimonie.

Il tono di Kenzo era davvero irritante. Sempre lì a puntualizzare e a mettere in chiaro le cose, sadico. <Perché lui è qui?> disse Faith rivolta a Kenzo, ma sapevo che ero io il suo bersaglio. Ecco la piccola tigre che esce dalla gabbia. Glaciale ma al tempo stesso focosa. < Abbiamo dovuto mettere in chiaro alcune circostanze> disse Kenzo. concluse Faith. Aveva capito tutto ovviamente, era un killer, ed i killer sono perspicaci, una dote che pochi hanno, ma avevo come la sensazione che lei non sapesse perché io fossi li.  

<Passerotto, ti spiegherò tutto più tardi. Ma è una cosa che non c’entra con te. Non posso prometterti la libertà che mi hai richiesto, anche se guadagnata. Mi servi ancora. Devi fare altre commissioni per me.> disse Kenzo. Passerotto, ma che cazzo di nomignolo, era un leccaculo di prima regola, si vedeva chiaro sulla faccia di Faith che ogni volta che la chiamava così le ribolliva il sangue. < Faith, è stato un piacere vederti!> conclusi io. Le ho esplorato tutto il corpo con un languido sguardo, era arrapante e ben fornita, di sicuro non scopava da un po’. < Per me non lo è stato Thor, e non lo sarà mai un piacere.> rispose in tono acido Faith. Quanta impertinenza, ora ti faccio vedere io, fiorellino. < sarà il tempo a dimostrarlo>risposi. La sua faccia è stata impagabile in quel momento, il suo sguardo era di ghiaccio, nessuna espressione sul suo viso. Non l’avevo intrigata neanche un po’. Quella donna aveva davvero bisogno di una scopata con i fiocchi. Avrei preso il suo culo come prima cosa, l’avrei fatta piegare sulle ginocchia e le avrei fatto sentire tutta la mia grandezza. Il mio cazzo si è risvegliato a quell’immagine di lei a quattro zampe che aspettava solo di essere riempita. Ma non potevo mostrare debolezze in casa del nemico, perché anche se me lo faceva venire duro, lei era dall’altra parte degli alleati, non dalla mia. Kenzo era uscito dalla porta mentre noi battibeccavamo e nella stanza c’eravamo solo io e Faith.

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