Titolo : UNA SPOSA IN PROVA
 
Autore : HELEN HOANG
 
Casa Editrice : Leggereditore

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Recensione

UNA SPOSA IN PROVA – HELEN HOANG

Khai Diep non ha sentimenti. Non conosce l’amore. Non sente odio né gioia. Totalmente insensibile al mondo che lo circonda. E, soprattutto, terribilmente infastidito dalle persone che lo circondano, che cercano di entrare in confidenza con lui, che magari gli modificano le abitudini.
O almeno ne è profondamente convinto. Khai Diep è autistico.

Per cui Khai Diep non è un essere incapace di provare sentimenti. Solamente li prova in modo differente da chi non ha un problema allo spettro autistico, da chi, come lui, ha un disturbo sensoriale che gli fa sentire dolore quando la sua pelle viene sfiorata. Infastidito dalle persone però quello sì, quello lo è, come si irrita quando qualcuno modifica le sue abitudini.

Tutto deve essere perfettamente dentro ai suoi schemi ma se qualcuno, anche a fin di bene, decide di inserire un elemento a lui estraneo la cosa potrebbe diventare per lui davvero difficile da accettare ma, soprattutto, da gestire.
E sua madre a un certo punto decide proprio di fare questo, inserire un elemento completamente nuovo nella sua vita ordinata, un elemento che Khai non desidera né vorrebbe,
una ragazza.

Non solo sua madre vola fino in Vietnam per trovargli la ragazza perfetta per diventare sua moglie, ma convince la giovane a prendere un volo e atterrare in America per poi
piazzarla in casa di suo figlio per tutta l’estate. Periodo alla fine del quale lui dovrà decidere: o la sposa oppure lei se ne torna a casa in Vietnam.

Era lei.
«Ciao» disse istintivamente.
Lei sorrise e il suo cervello iniziò a singhiozzare. Labbra rosso fuoco, denti dritti e bianchi, occhi stupendi. La gente avrebbe detto che era bella. No, era più che bella. Sexy.
Bellissima. Da togliere il respiro.

My è di razza mista, giovane, bellissima e sfortunata. Vive in Vietnam con la madre, la nonna e la piccola figlioletta di cinque anni, un errore di gioventù che le è costato carissimo. Ha dovuto lasciare la scuola, per cui niente diploma, ha scelto di tenere la bambina con sé, per cui una vita di stenti e fatica con un lavoro umiliante, pulire i bagni in un grande albergo.

A sua volta figlia di una relazione della madre con un americano sparito prima della sua nascita e che ha lasciato la donna a crescerla da sola. Un errore che la mamma di My avrebbe sperato di non veder ripetere alla figlia. Speranza andata vana ma che comincia leggermente a rifiorire dopo che a My una ricca donna vietnamita diventata benestante in America fa una proposta assurda ma che, forse, rappresenta la strada per uscire da una vita di povertà e miseria.

Andare negli Stati Uniti per l’estate e convincere suo figlio a sposarsi.
My si sente offesa dalla proposta, sua madre la vede come una grande opportunità. In fondo sarebbe una possibilità di dare una vita migliore alla piccola Ngoc Anh e, forse, di ritrovare quel padre che My non ha mai conosciuto. Lasciare la sua bambina per tanto tempo le spezza il cuore ma a fronte del futuro che potrebbe darle, qualsiasi madre farebbe un simile sacrificio.

Almeno questo è ciò che pensa My. Poco convinta di riuscire a sedurre il bellissimo Khai decide
di accettare comunque la proposta…
Una volta in America My, diventata Esme per tutti, si trasferisce nella casa e nella vita dello stranissimo Khai e, nonostante i sensi di colpa per tutte le bugie che ha detto sia a lui che a sua madre, decide di provarci, salvo scoprire che gli Stati Uniti rappresentano davvero un Paese
che potrebbe diventare un sogno, sia per lei che per la sua famiglia.

L’impresa di sedurre e far capitolare il bel Khai però si dimostra fin da subito complicata e ardua, anche se chiaramente lui prova attrazione nei suoi confronti. La convivenza tra i due fa emergere quasi subito gli ostacoli che dovranno superare.

Lui si girò immediatamente e si sfregò la spalla che lei aveva toccato. «Devi smetterla.»
«Okay, finisco dopo, ma…»
«No, non finirai niente. Devi. Smetterla. Capisci? Devi. Smetterla.»
La sua pronuncia lenta ed esagerata le fece tremare il labbro inferiore. «Non serve che parli così. Ti capisco.»

Ma l’amore a volte prende strane imprevedibili e tortuose per poter arrivare al cuore. Si
maschera da qualche altro sentimento, inganna facendo credere che non c’è e invece è lì sottopelle in attesa di dimostrarsi in tutta la sua potenza.

Per vederlo, riconoscerlo, però, molto spesso serve che questi dia una scossa alle persone, e persone come Khai di scosse ne hanno bisogno più di altri, magari una bella scossa come quella che riesce a dare la gelosia… e proprio per un attacco di gelosia quasi impossibile da controllare dall’ordinato Khai che gli equilibri tra lui ed Esme cambiano, che il loro rapporto si modifica prendendo una piega inaspettata, almeno da lui che sembrava fermamente convinto a non voler assolutamente avere alcun coinvolgimento né fisico né sentimentale con quella donna che nelle ultime settimane gli ha sconvolto l’esistenza.

Lei lo ignorò e tornò sulle scale. Stava andando da Quan. Sarebbe stata perfettamente felice. Senza di lui.
Qualcosa dentro di lui scattò e la sua razionalità venne meno. Una parte di sé che gli era sconosciuta prese il controllo. Aveva la pelle bollente. Il sangue gli ruggiva nelle
orecchie.

E alla fine l’amore e i sensi prendono il sopravvento, ribaltando tutto l’ordine prestabilito delle cose, costringendo Khai a rivedere tutte le sue posizioni in merito a quella sconosciuta ragazza, tanto da pensare di aver sviluppato una sorta di dipendenza da lei. Ma di amore no, di quello non si parla, è solo una dipendenza, un’abitudine ad averla intorno, ad averla nella sua vita.
Almeno di quello Khai vuole convincersi.

Ma cosa diavolo stava succedendo? Si era stufata di lui dopo che avevano fatto sesso?
Lui non si era stufato di lei. Al contrario, la voleva di più, non di meno. Aggrottò la fronte, lasciò il computer sul divano e la seguì. Fuori dalla sua porta fece un bel respiro, si stirò le dita e poi bussò.

Una storia dolce e delicata. Un amore che nasce lentamente, che viene costruito con pazienza certosina da una donna fragile ma determinata.

Un uomo convinto di non essere in grado di provare sentimenti che si ritrova a non riuscire più a vivere senza quella piccola intrusa che ha saputo entrargli sottopelle e dimostrargli che l’amore non può essere programmato o calcolato,
non è un conto che deve quadrare al centesimo su un registro come i numeri che lui ama tanto.

E alla fine anche Khai si deve arrendere. Deve accettare che le soddisfazioni non vengono solamente da un intervallo di tempo preciso o vedere che il conto del ristorante è un numero primo o un segmento della sequenza di Fibonacci. Ci sono altre soddisfazioni, altre emozioni che meritano di essere vissute e magari il lasciarsi coinvolgere e trasportare dall’amore non è una cosa tanto terribile e temibile come ha sempre immaginato.

Scritto con maestria dalla cifra stilistica fluida dell’autrice che riesce a compendiare tocchi di poesia pura con pennellate di intenso erotismo, fondendo amore romantico e passione esplosiva. Personaggi decisamente ben descritti e verosimili si uniscono a una trama coerente e coinvolgente. Il tutto completato da un ritmo narrativo né troppo veloce né troppo lento.

L’autrice ha avuto la sapienza di non indugiare eccessivamente nelle scene di sesso pur
descrivendole quasi minuziosamente. Il tutto risulta ben equilibrato per cui più che piacevole nella lettura.
Impossibile non parteggiare per la dolcissima My/Esme ma impossibile anche non provare empatia nei confronti del complesso ma sensibilissimo Khai.

Tutti gli altri personaggi di contorno svolgono perfettamente il loro ruolo e sono costruiti con bravura, come lo svolgersi degli eventi si inserisce perfettamente nel dipanarsi della storia d’amore tra i due, filone principale del romanzo.

Un libro decisamente consigliato a chi ama le storie d’amore non solo destinate a un lieto fine ma dove questo lieto fine viene raggiunto con sacrificio e convinzione.

Insomma per tutte quelle persone che sono convinte che l’amore, quello vero, supera ogni ostacolo, anche quegli ostacoli profondamente radicati dentro la nostra anima e le nostre paure.

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Trama

UNA SPOSA IN PROVA – HELEN HOANG

Khai Diep non ha sentimenti. Si irrita quando le persone lo costringono a modificare la sua routine ed è contento se i conti sui registri quadrano al centesimo, ma non conosce emozioni comuni come il dolore o l’amore. La sua famiglia sa che il suo autismo lo porta a gestire l’emotività in modo diverso; tuttavia, davanti all’ennesimo muro che Khai erige, la madre prende in mano la situazione e torna in Vietnam per trovargli la sposa perfetta.

Ho Chi Minh City. Esme Tran, una ragazza di razza mista, si è sempre sentita fuori posto e quando si presenta l’opportunità di andare in America a incontrare un potenziale marito, non si lascia scappare l’occasione di poter inseguire il suo personale Sogno americano.

Sedurre Khai, però, non è così semplice. Le lezioni d’amore da lei impartite sembrano funzionare solo su sé
stessa: cosa difficile da credere ma è irrimediabilmente affascinata da un uomo convinto di non essere in grado di provare amore per nessuno.

Ma Khai sarà costretto a capire che, forse,
alcune delle sue previsioni risultano avere un margine d’errore e che c’è più di un modo d’amare, basta crederci fino in fondo.

UNA SPOSA IN PROVA – HELEN HOANG
Buona lettura, Adele.

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