SUPERNOVA - ERICA DE MATTEIS
SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

Aron è abituato ad avere tutto dalla vita. Jane è cresciuta faticando per ottenere ogni piccola cosa. 

Aron ha 29 anni, è arrogante, presuntuoso, egoista, egocentrico, poco affidabile e bello, così bello da togliere il fiato. 

La sua vita era stata già scritta dalla sua famiglia, come il suo lavoro nell’azienda del padre.

Jane ha 23 anni, è bellissima, sicura di se, saccente, distaccata dal mondo e concentrata sul suo futuro. 

La sua vita è stata piena di sacrifici, sofferenze e lavoro. Ha sempre contato solo su se stessa, sulle sue forze, sulla sua tenacia. 

Due universi differenti in perfetto contrasto che entrano in collisione. 

Aron non sa che la sua galassia verrà presto stravolta, che la sua vita sarà accecata dalla stella più luminosa di tutte.

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SUPERNOVA - ERICA DE MATTEIS

1 capitolo

SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

Aaron.

Sento la sveglia suonare.
Suona e rimbomba nella mia testa.
Non voglio aprire gli occhi, mi sento stordito, stanco.
E’ Lunedì, uno schifoso Lunedì. Dovrei alzarmi dal letto, fare una doccia veloce e correre in ufficio.
Il mio ufficio nell’azienda di mio padre.

Al suo solo pensiero divento nervoso e ricordo il motivo della mia poca voglia di iniziare questa giornata. A dire il vero non ricordo un solo giorno in cui sapere di raggiungere quel posto mi abbia reso felice.

Mi giro nel letto, allungo un braccio e la mia mano incontra qualcosa.
Capelli.
Decido di aprire gli occhi piano, e mi sforzo di ricordare.

Non sono a casa, ed una ragazza mora dorme profondamente nel letto con me…nuda.
Mi torna in mente la serata del giorno prima con Logan e Justin a bere in quel pub di Brooklyn. La ragazza nel mio letto è una delle cameriere del locale, la più carina aggiungerei: corpo formoso, sodo e seno assurdo! Come piace a me.

Io ed i ragazzi passiamo sempre le nottate in quel posto, ed erano mesi che questa tipa voleva portarmi a letto, non che io fossi contrario.

Questa settimana ci sono andato giù pesante, lei è la quarta ma si aggiudica senza dubbio il primo posto per tutto! Figa e scopa da Dio!

Ora però, devo alzarmi da questo letto e togliermi di torno il prima possibile. Non voglio che mi trovi qui, non deve farsi strane idee. Io sto bene da solo, mi vedo con chi mi pare, quando mi pare, vado a letto con chi dico io e le tengo lontane.

Non cambierei questo lato della mia vita e di me per nulla al mondo. Sono così da ventinove anni e ne sono felice. 

Non sono fatto per i sentimentalismi, amore o stronzate varie. Vado d’accordo solo con me stesso. Forse ultimamente nemmeno questo, ma ad ogni modo non mi è mai fregato nulla di nessuna in particolare.

Non ho mai trovato nulla di interessante, non che abbia poi approfondito chissà quante conoscente durante le mie nottate brave, ma sto bene. 

Sono cresciuto da solo, mi sono sempre fidato solo di me stesso ed è sempre andata benissimo. Non ho mai avuto tempo di frequentare qualcuna, ne di approfondire “amicizie” visto che lavoro tutto il giorno per l’azienda di mio padre.
Sempre se mi è concesso chiamare padre uno stronzo come quello. 

Almeno è felice a sapermi nell’ ufficio accanto al suo, crede di potermi controllare ma in realtà io lì dentro ho sempre fatto come volevo, e lui non ha mai avuto il coraggio di dirmi nulla per paura di un confronto. Solo falsi sorrisi e conversazioni sterili.

Non si è mai meritato una donna come mia madre, lui non l’ha mai amata ma lei era meravigliosa.
Mi alzo dal letto con questi pensieri e non posso fare altro che irrigidirmi.

Entro in bagno, tolgo i boxer ed entro in doccia. L’acqua scorre fredda per qualche secondo prima di diventare calda e mi sveglio del tutto. 

Vorrei essere nel mio bagno, nella mia casa, ma ieri ho deciso di spassarmela con…Shana, Shila, non ricordo come si chiama e sono dovuto venire in questo albergo poco distante dallo skyline dove lavoro.

Io non porto donne a casa, quello è il mio posto, il mio angolo di mondo dove sono solo io e nessun altro. L’unico posto dove sono me stesso. 

Lì c’è tutto ciò che sono e non permetterò venga rovinato o contaminato da altre persone. Solo Justin e Logan sono venuti qualche volta per le nostre serate davanti l’ X-Box, ma loro non contano, siamo cresciuti insieme giorno dopo giorno, sono la famiglia che mi sono scelto, i miei complici. Ci sono sempre stati e ci saranno sempre.

Esco dalla doccia, mi avvolgo nel telo bianco che danno in dotazione nei bagni degli alberghi, cerco di asciugarmi più in fretta che posso anche se sono perfettamente consapevole di essere già in ritardo, ma non mi interessa.

Indosso i vestiti della sera prima e cerco qualcosa per asciugarmi i capelli, vorrei tagliare la barba ma non ho nulla con me quindi sarò costretto a rimandare.

La tipa si sveglia, probabilmente a causa del casino che ho fatto per prepararmi, mi raggiunge in bagno, si appoggia sul lavandino ed inizia a fissarmi:

«Buongiorno eh!»
Prova a sfoderare un sorriso malizioso, mi gira in torno e prova ad abbracciarmi da dietro.
«Ho sempre pensato fossi un figo da paura lo sai?! Sono stata benissimo questa not…»
«Grazie.» La interrompo

«Sono contento di non aver deluso le tue aspettative, devo andare a lavoro e non c’è bisogno di parlare troppo.» concludo.

Lei mi guarda stranita raggiungendo la porta.
E’ sicuramente abituata a uomini che le sbavano dietro, è bella certo, ma non vedo più il fascino di ieri sera. Direi un pò insipida, a parte le tette pazzesche che ha.
«Ti sei appena svegliato e sei già nervoso sig. Cooper ?»

Cerca di smorzare la tensione con un sorriso forzato. Non vuole essere piantata così ovviamente, ma non mi va di spiegarle che si, mi è piaciuto scopare con lei ma non c’è altro. 

Non mi va di spiegarle che farebbe meglio a lasciar perdere, vestirsi e tornare alla sua vita.
Così evito di rispondere, la guardo scocciato, la supero prendo la mia giacca ed esco dalla stanza.
Finalmente respiro.

supernova

2 capitolo

SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

J.

«Benvenuta al tuo ultimo anno di college cara.»

La voce sarcastica di Sasha piomba nella mia nuova camera del dormitorio più forte e squillante che mai, mentre cerco di sistemare le ultime cose nell’armadio.

«Buongiorno anche a te.» rispondo non troppo convinta.
L’ultimo anno, il temutissimo ultimo anno.
Felice che finalmente questo percorso giunga al capitolo finale.

Sono già proiettata al “ futuro”, a quello che sarà il mio lavoro, alla mia vita.
Il college, lo studio, la carriera, il futuro sono sempre stati al primo posto per me, nessuna distrazione, dritta verso l’obiettivo. Ho vinto ben tre borse di studio che mi hanno aiutata a sostenere i costi annuali dell’istituto.

Sono determinata, e quando ho in testa una cosa metto tutto il mio impegno per riuscire ad ottenere ciò che voglio.
I miei genitori non mi hanno mai potuto dare sostegno economico, ma sono riusciti a trasmettermi dei valori sacri. Grazie a loro so cosa vuol dire sacrificio, grazie a loro devo la mia determinazione.

Per loro faccio tutto questo. Per guadagnarmi un lavoro degno di questo nome e per aiutarli.
La mia vita si divide tra studio e lavoro.

Il lavoro che momentaneamente non ho più. Il locale dove lavoravo ha chiuso baracca, troppi debiti e poca clientela, quindi la sottoscritta è stata licenziata su due piedi, senza alcun preavviso.

Non venivo pagata molto, ma era pur sempre un lavoro fisso che mi garantiva un piccolo, piccolissimo stipendio. Fortunatamente quella non era la mia unica entrata. Da poco lavoro come ballerina il Sabato sera nel locale di Lucas per arrotondare e vivere tranquilla.

Amo ballare, non ho mai avuto la possibilità di studiare danza in una vera scuola ma dicono sappia muovermi molto bene e Lucas ha bisogno di me nel suo locale.

Ora sono ufficialmente una delle sue otto ballerine, ma so di essere la sua preferita. Ci sono sempre tanti clienti del locale che vengono per vedere me ultimamente, ci sono sempre tanti clienti che non fanno altro che fissarmi mentre ballo.

Attiro l’attenzione e lui ne è felice. Mi vorrebbe anche il Venerdì e la Domenica ma non ho voglia di togliere tempo allo studio, anche se ora come ora, potrei accettare in attesa di trovare un lavoro.

«Come ti vesti questa sera?» Sasha mi riporta alla realtà.
«Sta sera? Perchè, dove andiamo?»
«Santo cielo Jane! C’è la festa da Lucas!»
Cerco di ricordare.
«L’avevo dimenticata! Dobbiamo per forza andare?! Io domani ho la serata e almeno la mattina speravo di studiare ribatto.»
«Jane, cara Jane…» esordisce sedendosi sul mio letto
« Dobbiamo andare, non esiste scusa che tenga. Rimarremo poco, ma dobbiamo andare!»

Anche Sasha lavora nel locale di Lucas. Non come ballerina ma come cameriera, è paziente , dolce, e veramente figa.

Lucas è un caro amico oltre che datore di lavoro ed effettivamente non presentarsi alla festa non sarebbe carino, soprattutto da parte mia che non riesco mai a prenderci un caffè fuori dall’orario di lavoro.

«Comunque è casa di Lucas, come vuoi che mi vesta?!»
«Io pensavo di mettere quel vestito corto azzurro che abbiamo comprato insieme l’altra settimana!»

«Mh, si carino!»
«Solo carino?! Jane è pazzesco! Questa sera ci sarà pure il tipo dell’altra settimana. Lucas ha un amico in comune, un certo Logan…Ti giuro, voglio solo che mi veda e che si penta per avermi trattata in quel modo!»

Già, guai a chi la rifiuta.
Sasha è una gran bella ragazza, ne è consapevole, si diverte in giro, si diverte con i clienti, riesce ad avere chi vuole ma ora si è fissata con questo tipo che l’ha brutalmente allontanata dopo essere andato a letto con lei.

Uno stronzo si, ma insomma non è che lei sia una santa.
«Ma che ti frega! Sai quanta gente ci sarà, trova qualcun altro!»
«Scopa da Dio, lo rivoglio. Solo per poi avere l’occasione dopo di mandarlo a quel paese.»
«Come ti pare!» rispondo frugando nell’armadio «metto questo»
dico mostrando alla mia collega e compagna di corso un tubino nero semplice, lungo fino a sopra il ginocchio, scollato sulla schiena.

«Già sei pazzesca, con questo coso attillato sta sera scopi sicuro anche tu!»
Sono pazzesca. Lei e questo suo modo di fare complimenti.
«Lo sai che non succederà» la fulmino con lo sguardo.
«E perche’? Smettila di fare la santa e goditi i tuoi ventiquattro anni. Una scopata non ti distrarrà dal tuo amato esame!»

Una scopata non mi ha mai distrutta da nulla, semplicemente non mi va.
Non riesco ad essere come lei, non riesco ad avere voglia di farmi uno a buffo solo per divertimento.
«Ci vediamo dopo, ti passo a prendere alle otto!»
Esce dalla mia stanza ed io mi metto finalmente a studiare.

Sono le sette, chiudo i libri ed inizio a prepararmi.
Entro in doccia, mi rifugio sotto il getto di acqua calda che
lentamente bagna i miei capelli. Non sono convinta di mettere quel vestito nero, è sicuramente sexy, ed oggi non mi sento un gran che, è una giornata strana.

Asciugo i miei capelli lisci come spaghetti, faccio qualche onda con la piastra per capelli per dare un pò di volume. Odio i miei capelli senza senso.

Infilo il vestito e torno in bagno per truccarmi, o almeno per eliminare le occhiaie da studio. Correttore, blush, mascara e rossetto rosso.
Sasha è puntualissima.

Esco dal dormitorio, raggiungo il cancello e me la ritrovo in quel vestito azzurrino, troppo appariscente e succinto per i miei gusti.
Quando si mette in testa una cosa non c’è nulla che la trattenga.
Tutto questo è solo per quel tipo che la sta facendo impazzire.
«Un pò troppo non credi?» Dico osservandola dalla testa ai piedi.
«Sicuro non potrà evitarmi!» Risponde con un sorrisetto.

Arriviamo a casa di Lucas esattamente dieci minuti più tardi.

Casa?! Quale casa? Lucas ha un attico pazzesco all’ultimo piano di uno dei grattaceli più fighi di Brooklyn, pensandoci bene il tubino nero con il tacco a spillo è stata una scelta perfetta.

Lucas e le sue feste in grande sono conosciute da tutti ormai.
Sulle scale si sente la musica, le voci, un caos…
«Ragazze! Finalmente!» Lucas è felicissimo di vederci.
«Scusaci, ci abbiamo messo un pò, ma guardaci! Tutte per te!»

Lo saluta in maniera plateale.
Sasha non ha mezze misure, è eccentrica, ama essere la
protagonista indiscussa delle serate, ama essere guardata, e farsi notare. Non posso dire lo stesso di me.

Lucas mi sorride e mi squadra dalla testa ai piedi.
«Ah ma allora non indossi solo jeans!»
«Dovrei prenderlo come un complimento?» Rispondo incerta.

«E’ un complimento! Lo sai che ci proverei con te ora, se solo non lavorassi per me!» Mi cinge la vita accompagnandomi oltre l’ingresso.

Un mare infinito di persone, musica a tutto volume e vestiti
microscopici. Inizio a rivalutare il mio abbigliamento.
Sasha corre in terrazzo, afferra un cocktail e mi trascina con se fuori.

Si guarda intorno senza darsi pace, so benissimo che sta cercando quel cretino del tipo con cui è stata qualche notte fa, ma questo suo atteggiamento mi infastidisce.
«Smettila. Sembri pazza!»
Mi guarda ed accenna un sorriso.

«Mi piacerebbe avere la tua fermezza, credimi, ma proprio non ci riesco.»
«Me ne sono accorta, ma vedila così: se è destino vi troverete!»

Lo dico ma non sono convinta, il mio unico fine è quello di tranquillizzarla.
Non capisco se sia in fissa con questo ragazzo solo per il due di picche che le ha dato o perché le piace sul serio. Cerca di fare la dura, vuole farmi credere di volersi solo vendicare, ma non le credo, la conosco bene ormai.

E’ una donna alla continua ricerca del principe azzurro, peccato che non fa altro che trovare casi umani pronti a portarsela a letto, ma troppo disinteressati per provare a conoscerla.

Lucas ci raggiunge con un suo amico e finalmente vedo Sasha rilassarsi.
«Ragazze vi presento il mio amico Logan! Diteglielo voi che deve passare più spesso al locale!»

Logan è un tipo alto, moro, con un fisico atletico ed un bel sorriso ed ovviamente Sasha lo nota, ma subito dopo sposta lo sguardo esattamente dietro l’amico di Lucas e l’espressione che fa mi dice chiaramente che la sua preda è arrivata.

«Non ami quel genere di locali Logan?» Domando più per cortesia e per conversare che per reale interesse.
«Certo che si, ma sono sempre fuori per lavoro, soprattutto quando ci sono serate interessanti! Se mi garantisci che troverò te tutte le sere farò un salto!» E nel dirlo mi fa l’occhiolino.

Santo cielo, un mondo di morti di figa.
Non conosce neppure il mio nome e già ci prova?! Lo ignoro,
Lucas capisce e lo distrae con una domanda.

Mi sposto leggermente verso Sasha, alzo lo sguardo, e finalmente lo vedo.

supernova

3 capitolo

SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

Logan mi ha trascinato a questa festa promettendomi di presentarmi qualche tipa “interessante”, spero mantenga la parola.

Il suo amico Lucas è il proprietario del Night Club dove andiamo tutti i Giovedì sera, non mi stupisce che qui ci siano donne da urlo. Tutte rigorosamente mezze nude che ti sorridono e ci provano.

La giornata in ufficio è stata assurda. Il mio unico pensiero in questo momento è trovare una distrazione e rilassarmi un pò.

Troviamo questo Lucas, un tipo singolare, massiccio, non tanto alto. Dopo le presentazioni ci accompagna sul terrazzo e dice a Logan che vuole presentargli delle ragazze. Finalmente.

Arriviamo al tavolo, la tipa mora di spalle si gira e…cazzo.

La riconosco, non perché mi sia rimasta impressa ma perché si tratta della ragazza con cui ho passato la notte qualche giorno fa.

Sono amici.

Come fare figure di merda in un secondo.

Lei mi fissa. Non dice nulla ma tiene il mio sguardo.

Sento Logan parlare con qualcuno alle mie spalle ma io continuo a fissare Sarah, forse Shana…lei non sembra turbata, anzi accenna un sorriso. Non un sorriso innocente ma un sorriso compiaciuto.

E vestita in maniera appariscente,  intravedo il suo seno dalla scollatura. La guardo e lei continua a sorridermi. Nonostante il modo in cui l’ho trattata mi guarda così?!

Beh, ottimo. E’ stato più facile del previsto.

Si avvicina a lei una testa bionda, leggermente più bassa, vestita di nero.

Alza lo sguardo e mi trafigge con due occhi verdi che mettono paura.

Non paura nel senso letterale del termine. Paura perché sono…troppo grandi, troppo verdi, e dannatamente belli.

Lei sembra incazzata. Mi guarda fissa negli occhi e si, credo proprio sia incazzata.

“Ragazze lui è Aaron, il mio capo e migliore amico!”

” Ciao Aron, credo di averti già visto da qualche parte!” Risponde la tipa con il nome che non ricordo. Cerca di essere ironica ed io decido di tenerle il gioco.

” Dici? Me ne sarei ricordato!” le sorrido.

La bionda non smette di fissarmi con irritazione.

“Jane vuoi da bere?” Chiede Lucas. 

La ragazza finalmente distoglie lo sguardo da me e si rivolge all’amico.

“Si grazie, portami qualcosa di dolce!” Risponde.

Jane.

Jane, persino la voce è sexy.

“Il mio nome è Sasha, memorizzalo bene” mi riporta all’attenzione la ragazza della scorsa notte.

“Ora non lo scorderò più Sasha!” Pronuncio il suo nome lentamente, sottolineando ogni lettera solo per imbarazzarla.

“Ti richiederà molto sforzo ricordare i nomi di tutte, è comprensibile tu abbia dimenticato il suo.”

Non è Sasha a parlare, ma Jane.

“Scusa?” Chiedo sorpreso.

“Lei è Jane, la mia migliore amica!” Interviene Sasha imbarazzata dall’uscita di Jane.

Jane continua a fissarmi ed io non riesco a distogliere lo sguardo dai suoi occhi. Sta cercando di difendere l’amica , saprà sicuramente tutto quello che è successo e soprattutto, è ovviamente a conoscenza del modani cui l’ho trattata.

Sasha cerca di parlare. Sembra aver dimenticato completamente il mio atteggiamento nei suoi confronti la scorsa mattina. La vedo interessata, cerca di avvicinarsi.

Ad un tratto posa la sua mano sul mio braccio ed io divento immediatamente rigido: non amo queste cose, soprattutto in pubblico.

Non posso fare lo stronzo anche questa sera quindi cerco di sorriderle e ritraggo il braccio con delicatezza. Spero capisca il mio disinteresse verso qualsiasi forma di relazione o effusione all’infuori del sesso.

Lei continua a parlare ed io mi fisso sull’amica.

Jane non fa altro che guardarsi intorno. Controllare il telefono e quando si ricorda della mia presenza lanciare occhiatacce a me.

Rispondo a Sasha con dei monosillabi, sono distratto da altro e non riesco a capire perché mi incuriosisca così tanto la sua amica bionda.

Bella è bella. Forse più che bella.

I capelli lunghi leggermente mossi le cadono sulle spalle e le incorniciano il viso. E’ visibilmente a disagio, non sembra avere molta voglia di trovarsi qui.

La guardo torturarsi le labbra e mi accorgo di quanto siano carnose e definite.

Si accorge che la sto fissando, tiene il mio sguardo per un secondo poi cede e finge di controllare il telefono.

Sarebbe assurdo provarci con la migliore amica di una che ti sei scopato? Secondo me Jane nuda è incredibile. 

Lucas e Logan tornano con i cocktail, lei afferra il suo ed inizia a sorseggiarlo lentamente. Sente il mio sguardo addosso. Capisco che lo sente perché fa di tutto per non incontrarlo.

“Jane mi diceva Lucas che sei una delle sue migliori ballerine al locale!”

Logan interrompe i miei pensieri e la conversazione inutile con Sasha che continua a non accorgersi del mio chiaro disinteresse.

“Non credo di essere la migliore ma si ballo nel suo locale!” Quasi si vergogna di rispondere, il che è insolito per una ballerina di un night club.

“Dovreste vederla! Ormai ho dei clienti fissi che vengono il Sabato esclusivamente per lei.”

Lucas le sorride ed io capisco in un secondo che quel ragazzo ha una cotta per lei.

Non sono stupito dal successo che ha nel locale. 

Avevo notato subito il suo corpo armonioso, peccato per il vestito che indossa: poco scollato e poco appariscente. Molto elegante, ma sono convinto possa permettersi di più.

Per l’ennesima volta mi sorprende a fissarla.

Questa volta la vedo infastidita, mi guarda seria poi alza gli occhi al cielo.

“Ho fame! Vado dentro a prendere qualcosa da mangiare, torno tra poco!” Risponde con la chiara intenzione di chiudere la conversazione e sottrarsi al momento imbarazzante.

La vedo allontanarsi. Ha un passo leggero, delicato, in evidente contrasto con la sua strana personalità.

“Ho fame anche io!”dico di getto.

Poi mi allontano dagli altri per seguirla.

quarto capitolo

4 capitolo

SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

Sasha è in fissa con quel cretino.

Arrogante e presuntuoso. La guarda come se non la sopportasse ma nonostante ciò, sta al suo gioco nella speranza ci caschi di nuovo.

Non gli importa nulla di lei, vuole solo divertirsi. Con chi è indifferente.

Al locale ne arrivano tutti i week end di persone come lui, piene di soldi, con la vita facile, abituati ad avere tutto e subito, belli, consapevoli di esserlo e strafottenti.

Con le mie occhiatacce credo di avergli fatto capire chiaramente il mio disprezzo nei suoi confronti. Ha cercato di sostenere il mio sguardo per un pò, e per il resto del tempo ha fissato la mia bocca mentre una delle mie più care amiche cercava di fare due chiacchiere con lui.

Sasha era in venerazione, tanto invaghita da non accorgersi del suo palese disinteresse.

Lei parlava e noi duellavamo con gli occhi.

Ha gli occhi nocciola, i capelli biondo scuro leggermente spettinati non molto corti, l’aria curata, vestito firmato dalla testa ai piedi ed è fastidiosamente elegante.

Continuiamo a fissarci in una sfida senza tregua, i suoi occhi invadono i miei. Sembra divertito nel vedermi nervosa.

Nonostante tutto, riesce a mettermi in soggezione. Forse è il suo sguardo insistente o i suoi occhi che non vogliono lasciar stare i miei.

Stufa della situazione mi allontano dal tavolo con la scusa di voler mangiare qualcosa.

Sono appena rientrata in casa quando sento qualcuno alle mie spalle:

“La tua amica è in grado di difendersi da sola”

“La mia amica è in grado di difendersi da sola, ma non di allontanare uno stronzo evidentemente.” Rispondo senza voltarmi.

Aaron è alle mie spalle.

“Lo stronzo sarei io?”

Sbuffo infastidita.

“Non ne ho conosciuti altri questa sera!”

Arrivata nella cucina di Lucas trova finalmente il modo di pararsi davanti a me.

“La colpa sarebbe mia che le rispondo a malapena quindi?”

“Ed allo stesso tempo speri di portartela a letto di nuovo.”

Non risponde e torna a mettere i suoi occhi sulle mie labbra.

Si irrigidisce e fa un passo verso di me diminuendo la distanza tra noi.

“Cosa ne sai tu di quello che penso io?”

Mi guarda serio.

I suoi occhi questa volta sono nei miei, lo vedo nervoso e decido di attaccare.

“Non serve mi sforzi per capire cosa pensi.”

“E cosa hai capito?”

“La mia opinione non deve interessarti. Scopa con qualcun’altra ma non con Sasha.”

In quel momento il suo sguardo si fa più intenso. Si avvicina ancora di più ed io indietreggio finendo ad un soffio di distanza dalla parete.

“Decido io con chi stare.”

“Tipica risposta di un povero montato come te.”

Si avvicina ancora come volesse sfidarmi, mi guarda negli occhi poi avvicina la sua bocca al mio orecchio. La sua sfrontatezza mi lascia pietrificata. A malapena conosce il mio nome, siamo dei perfetti sconosciuti, ha capito che non mi piace, che lo trovo arrogante, eppure avvicina le labbra fino a sfiorarmi.

Il suo corpo sovrasta il mio. E’ alto e le sue spalle non mi permettono di vedere nulla.

Mi sento a disagio.

Con un braccio mi cinge la vita. Il mio corpo risponde con un sussulto impercettibile. Sento il calore della sua mano attraverso il vestito, lo sento stringermi.

C’è qualcosa di strano in lui, qualcosa che grida al mio inconscio di chiudere la conversazione il prima possibile ma allo stesso tempo mi tiene ancorata qui.

Così vicino riesco a vedere ogni particolare del suo viso, le ciglia folte, gli zigomi pronunciati, la pelle pulita e leggermente abbronzata.

Ok, sono ufficialmente impazzita.

Non esiste figo al mondo capace di far vacillare la mia psiche, devo scansarmi.

“La tua è proprio la classica risposta da ragazzina frustrata.” Interrompe così i miei pensieri.

Istintivamente alzo il braccio destro come per spingerlo via, ma lui lo blocca.

“Ho indovinato! Non preoccuparti quando finisco con Sasha torno da te.”

Non lo può aver detto sul serio.

Impongo a me stessa di mantenere la calma.


“Scommetto che portarmi a letto era il tuo obiettivo fin dall’inizio.” Non si muove, continua a tenere stretto il mio polso e a guardarmi divertito.

“Spiacente ma sono un pò troppo per te” aggiungo rivolgendogli un’occhiata sprezzante.

Aaron contro ogni aspettativa accenna un sorriso e allenta la presa del polso.

Lo sento rilassarsi, non è più teso, ma le sue labbra sono sempre lì, vicino al mio orecchio, ad un centimetro dal mio collo e non riesco a capire perché sentire il suo respiro sulla pelle mi metto a disagio. Tremendamente a disagio.

“Attenta Jane, non iniziare questo giochino.”

“Se no?!”lo provoco.

“Non vorrei mai che la migliore amica di una ragazza con cui vado a letto mi supplichi di…”

“Chi dovrei supplicare, te?”

“Perché non lo stai già facendo?”  risponde con un sorrisetto furbo accennando con la testa al terrazzo ed alla presenza di Sasha.

“Non è una supplica. Non ti supplicherei mai. Non vorrei mai assecondare il tuo ego. Ti ho chiesto gentilmente di lasciar perdere una brava ragazza che ha un’evidente interesse nei tuoi confronti. Pensi che sia bella come tutto il resto del mondo, e si, Sasha è bellissima ma è una persona, una persona estremamente buona. Nonostante la vita le abbia riservato sorprese poco piacevoli lei è così buona da non accorgersi di avere a che fare con un povero imbecille.”

Aaron torna a mangiare i miei occhi con i suoi, combattuto.

“Lasciala stare.”

“Cosa mi dai in cambio?”

“E’ un gioco per te?”

“Non sto giocando. Cosa mi dai in cambio?” ripete con tono serio.

“Nulla. Non ti do nulla”

“Mi basta il tuo numero.”

Sgrano gli occhi, sono irritata, sorpresa, a disagio ed agitata. Perché sono agitata?

“Perché vuoi il mio numero?”

“Fai sempre così tante domande?”

“Solo agli stronzi come te.”

C’è qualcosa nei suoi occhi che mi spaventa ed allo stesso tempo mi tranquillizza. Per un momento ho la sensazione ci sia dell’altro dietro questo muro di arroganza.

Mi perdo così, in un attimo infinito, dove nessuno dei due vuole far vincere l’altro ed abbassare lo sguardo.

Persi in un limbo dove la nostra conversazione continua silenziosa con gli occhi.

Mi sorride. Un sorriso appena accennato, debole.

E’ un perfetto sconosciuto, uno sconosciuto che è andato a letto con una delle mie migliori amiche.

Non mi piace questa sua prepotenza, non mi piace la sua sicurezza, ne il suo corpo così vicino al mio.

“Che c’è?! Andiamo, è solo un numero di telefono, hai paura?”

“Non ho paura di nulla, figurati se ho paura di te.” Dico abbandonando i miei pensieri.

Irritata, mi arrendo alla sua richiesta per il bene di Sasha.

“Dammi il tuo telefono.” Dico tutto d’un fiato.

Lui non risponde, ma accontenta la mia richiesta allontanandosi da me.

Scrivo velocemente il numero guardandomi intorno terrorizzata all’idea che Sasha possa vederci. Mi salvo in rubrica con una J., nulla di più. Non so quante Jane abbia in rubrica, almeno in questo modo riuscirà a distinguermi…un momento: per quale motivo mi interessa riconosca il mio numero, che non si confonda, che lo trovi velocemente?

Se lo riprende con calma ed io mi allontano.

Non voglio che qualcuno mi veda, non voglio sentirmi in colpa.

Alla fine l’ho fatto solo per il bene di Sasha, a me interessa solo che lasci stare lei.

Aaron colma di nuovo la distanza tra noi con un passo.

E’ di nuovo troppo vicino.

La cucina non è affollata, c’è solo un coppia intenta a bere birra che non presta la minima attenzione a noi. Siamo vicino al frigo, in un angolo ceco. Ho paura entri qualcuno, potrebbe entrare Lucas e vedere come mi guarda.

Cazzo, perché mi guarda così?

E lo assecondo?

Non facciamo altro che squadrarci.

“E’ stato un piacere Jane, ti chiamo domani.”

“Cosa? Mi vorresti chiamare? E perché?”

“Solitamente il numero di una persona si chiede quando si ha voglia di sentirla, non ti agitare.”

Non dovrei agitarmi secondo lui. E se chiamasse mentre sono con Sasha cosa le dico? Tranquilla, è per il tuo bene?

“Non credo tu abbia capito la situazione: non voglio sentirti o vederti intorno a Sasha e neanche intorno a me.”

“Magari prima o poi ti faccio cambiare idea.”

“Su cosa dovrei cambiare idea?”

“L’idea che ti sei fatta di me!Mi sembri convinta!”

“Lo sono diamine!” Esplodo “lasciami perdere ok? Anzi, chiamami, fai quello che vuoi tanto non riceverai nessuna risposta!”

Aaron afferra una birra dal tavolo dietro di lui, la stappa velocemente, beve due sorsi, si riavvicina per sussurrarmi qualcosa all’orecchio.

“Ci vediamo fuori.”

Lo vedo allontanarsi ma la sensazione di agitazione non mi abbandona.

Sasha non deve sapere nulla.

Torno in terrazzo dove lui non fa altro che fissarmi.

Mentre ridiamo e scherziamo lo scopro a guardami il collo, lo trovo a studiare le mie labbra, a cercare i miei occhi.

Ci sono tantissime altre ragazze questa sera, ce ne sono tante che lo puntano, si avvicinano, provano a parlarci, ma lui non si mostra interessato a nessuna.

Sono la sua unica distrazione, non mi perde di vista per un secondo.

Torno in dormitorio dopo la serata tesissima.

Mi butto velocemente sotto la doccia, asciugo i capelli, infilo un t-shirt ed un leggins e mi butto sul letto esausta.

Il mio telefono vibra.

E’ un messaggio da un numero sconosciuto, lo apro ma qualcosa mi dice di sapere già chi è il mittente:

“E’ stata una sorpresa, una gran bella sorpresa. A domani Jane. Aron.”

5 capitolo

SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

A.

Sono un coglione.

Come mi è saltato in mente di scriverle un messaggio ieri sera? Sono diventato matto.
Un’uomo di 28 anni che si comporta come un ragazzino di 15 con una ragazza carina. Jane non è “carina” purtroppo.
Jane è…imbarazzante tanto è bella.

Non bella da portartela a letto, ma bella da guardare, bella che ti mette a disagio, ti azzera il cervello.
Ovvio, ho pensato anche di portarmela a letto.

Ha delle labbra che non riesco a togliermi dalla testa, leggere lentiggini sul naso, occhi enormi che fanno mancare l’aria, quegli occhi che volevano parlare.

Sono nel mio ufficio davanti al computer e non smetto di pensare a ieri sera.
La mia mente viaggia, immagina la sua bocca su di me, il suo corpo senza vestiti, i suoi occhi che mi supplicano di baciarla ovunque.
Ok, sto esagerando.

Il pensiero di quella ragazza mi eccita, e non poco, ma è
impensabile che si lasci andare con me per una sana scopata dopo che l’amica le avrà raccontato per filo e per segno la nottata di sesso passata con il sottoscritto.

Missione della giornata: smettere di immaginarmi a letto con Jane.
Durante il giorno cerco di distrarmi, chiamo Marika per chiederle di vederci domani sera, mi immergo nel lavoro, in pausa Logan mi chiede di organizzare una serata Sabato nel locale di quel suo amico Lucas ed immediatamente i miei pensieri tornano a lei ed alla possibilità di rivederla.

Cristo sono proprio messo male. Potrei divertirmi con chiunque perchè complicarmi l’esistenza con una che mi odia solo per solidarietà femminile verso la sua amica?
Eppure accetto l’uscita con Logan e Justin. Sono curioso di
vederla ballare. Sono curioso di vederla e basta.

Può una donna, solo perchè ha due occhi che sembrano l’universo intero, attirarmi così?
Io, che non faccio altro che tenerle a debita distanza, come posso avere così tanta voglia di mordere quelle labbra?
E’ arrogante da morire e mi odia.

Non ha battuto ciglio neppure quando l’ho stretta e mi sono
avvicinato. Avrei tanto voluto sentirla debole, insicura, parlarle ancora un pò ma non faceva altro che guardarsi intorno terrorizzata.

Non ha risposto al mio messaggio di ieri e questo conferma
solamente quanto non voglia avere nulla a che fare con me.
Vorrei scriverle di nuovo, farle sapere che ci vedremo Sabato.

Afferro il telefono, apro la chat con lei ed inizio a digitare.
< Hai parlato con la tua amica? > scrivo. Non mi vengono in mente altre domande o scuse per cercarla.

Se le chiedo come sta sembrerei troppo strano persino a me stesso, se le chiedo di uscire penserebbe che ho intenzione di portarmela a letto che è vero, ma insomma, non vorrei le arrivi subito questo messaggio.

Ne ho viste di donne, ne ho avute di scopate, di flirt, ma cazzo con lei ci passerei tutta la notte a fare tutto.
Sono passati dieci minuti e non ha ancora visualizzato il messaggio ed io come un deficiente sono fisso sullo schermo del telefono.

Entra online e mi irrigidisco di colpo.
Visualizza il messaggio ma non risponde.
Torna offline.
Che stronza.

Capisco di non piacerle ma non sopporto l’indifferenza totale.
<Sto chiamando Sasha per dirle che Sabato verrò a trovarla a lavoro e magari dopo potremo prenderci qualcosa da bere! Sarà
felice!> la provoco.
E faccio bene perché la sua risposta arriva un secondo dopo.

< La finisci? > < Perché mi ignori? > le chiedo prima di rendermi conto di quanto possa suonare patetico.

<Non abbiamo nulla da dirci. Lasciami in pace. >
Ecco, lo ha voluto.
Apro la rubrica, cerco il numero di Sasha che mi ha dato lei stessa ieri sera.

Chiamo.
“Pronto, Aaron?” Risponde sorpresa.
“Sasha! Come stai? Ti stavo pensando!”
Per un attimo cala il silenzio.

“Oh, beh…fantastico! Io? Benissimo, tu?”
“Bene bellezza, ti chiamavo per dirti che Sabato io e Logan
verremo al locale dove lavori! Se poi hai voglia possiamo bere qualcosa insieme…”

Non ho voglia di passare del tempo con lei ma è l’unico
collegamento che ho con Jane, è l’unica persona che non la lascia indifferente.

“ Davvero? Wow! Si certo, dopo il turno possiamo stare insieme! Lo dico anche a Jane che ha adocchiato il tuo amico!”
Ha adocchiato chi?
Logan? Non ci credo.

“ Diglielo pure, poi magari io e te andiamo a fare un giro da soli!”
Esagero per sembrare credibile.
Lo faccio per avere attenzioni di lei.

Non può piacerle Logan.
“Ora torno a lavoro, ci vediamo presto Sasha!”
Mi saluta agitata ed emozionata, poi attacco.
Ma come è possibile che sia interessata a Logan?

Non l’ha degnato di uno sguardo ieri sera, anzi lo ha evitato.
Mi innervosisce il suo atteggiamento, e mi fa incazzare ancora di più l’idea che ci possa essere la possibilità che si sia sentita con Logan. Magari proprio in questo momento.
Chiamo Logan nel mio ufficio.

Sta lavorando in fondo al corridoio con la mia squadra di grafici per la copertina del numero di Febbraio della rivista con cui la casa editrice di mio padre collabora.
La consegna del lavoro è fissata per dopo domani, ma non mi interessa.

Devo sapere.
Diamine sembro proprio un povero cretino.
“Dimmi capo!” Risponde ironico quando lo chiamo.
“Puoi raggiungermi?”

Cinque minuti più tardi varca la porta di vetro del mio ufficio, gli chiedo come procede con il lavoro fingendo sia il motivo della convocazione.

“Ho chiamato la ragazza di ieri, Sasha, per chiederle se vuole unirsi a noi Sabato dopo il suo turno!”
“Non mi dire! Tu che chiami una donna! Ti piace proprio allora” dice divertito.

No, in realtà vorrei farmi l’amica bionda.
“Non più di tanto, ma almeno è figa!”
“Ah si, fighissima! Ma preferisco l’amica, Jane!”
Lo ha detto.
Ci mancava pure Logan.

“ Carina si”mento.
“ Carina? Aaron ma l’hai vista?” Molto bene purtroppo, “quale carina? E’ bella da matti!”
Vorrei silenziarlo, farlo smettere di parlare.
Lo so.

Cazzo lo so che è bella.
“Ma ce ne sono di belle ragazza, quella Jane è molto carina ma preferisco Sasha!” Cerco di smontarlo.
“ Beh menomale che ti piace Sasha allora! Io sta mattina ho
chiesto a Jane di uscire” dice con così tanto entusiasmo che mi irrita.

“E ti ha risposto?”
“Ovvio che si, perchè non dovrebbe! Ha detto che mi fa sapere questa sera.”
Meraviglioso.
Ora si che siamo a cavallo.

Sento il mio telefono vibrare nella tasca dei pantaloni, lo afferro, guardo lo schermo e scatto in piedi.
Jane mi sta chiamando.

Rifiuto la chiamata.
“Sono felice per te amico, ti dispiace lasciarmi solo? Dovrei fare una telefonata!”
Logan lascia il mio ufficio, ed io mi sento tremendamente in colpa perchè sto per richiamare la ragazze per cui ha una cotta.

“Io ti ammazzo, brutto stronzo!”
“Buon Lunedì anche a te!”
“Ti ho detto che non puoi giocare con lei. Accontentati delle altre mille oche che ti giravano intorno ieri sera!” Parla con così tanta irruenza che mi diverte.

“Non mi interessa nessuna di quelle “oche” come le chiami tu, voglio vedermi con Sasha che problema c’è?”

“Non vai bene per lei.”
“Per te vado bene?” Rispondo impulsivamente.
“Mai nella vita Aaron, fammi il favore di finirla.” Peccato piccola Jane che non sai quanto mi faccia impazzire questo tuo rifiutarmi di continuo.

Quanto mi fai venir voglia di sedurti, fare la parte dell’uomo perfetto solo per poi lasciarti senza niente quando ti accorgerai di volermi.

“Fai bene, Logan saprà trattarti proprio come una principessa! A proposito, ricordati di scrivergli questa sera. Aspetta con ansia la tua conferma!”

E chiudo la chiamata, un pò irritato, un pò confuso.

sesto capitolo

6 capitolo

SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS

Non capisco quale sia il mio problema con gli uomini.

Sono sempre, irrimediabilmente e completamente apatica.

Quel ragazzo, Logan, mi aveva solo chiesto di uscire, ma come al solito ho inventato una scusa per svincolarmi. 

Non è che non mi piaccia, lo trovo attraente e sembra simpatico, ma non credo sia il mio tipo. 

Non ricordo più l’ultima volta in cui sia stata con un uomo e che questo mi abbia emozionata o fatto provare una qualunque sensazione positiva. La mia ultima relazione “seria” risale a due anni fa con Daniel.

 Il mio non era un amore da farfalle nello stomaco, forse non dovrei neppure chiamarlo amore. Ci siamo lasciati quando mi sono trasferita a Brooklyn, lui voleva di più di quello che potevo dare in quel momento. 

Daniel aveva trentadue anni, stava cercando casa, le sue intenzioni erano serie, mi amava da matti. Come potevo ricambiare tutto quel sentimento a soli vent’anni ? 

Sognavo già di viaggiare, di studiare, di conoscere il mondo da cima a fondo mentre lui desiderava solo avere una famiglia con me.

Nonostante tutto, ogni tanto ci sentiamo, ci scriviamo, siamo rimasti in ottimi rapporti.

Sasha irrompe in camera piena di entusiasmo distraendomi.

“Amica mia! Sei pronta?”

“Pronta per cosa?”

“Per andare al locale! Io inizio il mio turno alle 21.00 questa sera, tu alle 22.00 motivo in più per venire con me!”

La mia voglia di ballare questa sera è pari a zero, ma devo andare. Non posso mettere Lucas nei casini.

“Sei un pò troppo felice di andare al locale oggi. Ti ha scritto di nuovo il tuo grande amore?” Domando ironica.

“Ci siamo scritti tutta la settimana! E’ stato veramente carino da parte sua chiedermi di vederci” dice sognante ” lo so che non ti piace, ma dovresti dargli una possibilità! 

Come faccio a dirle che non ha fatto altro che cercarmi questa settimana? Come le spiego che le scrive per dare fastidio a me?

Ho preso una decisione. 

Questa sera ci parlerò, cercherò un accordo e le chiederò di non illudere Sasha per l’ennesima volta.

Preparo la mia borsa con l’abito per la serata, o forse è meglio dire con il pezzo di stoffa. Durante le esibizioni indossiamo un vestito corto elasticizzato con un foro a goccia all’altezza del seno e mezza schiena nuda di color porpora, con qualche glitter e dei sandali da ballo con un tacco veramente troppo alto.

Per uscire indosso qualcosa di comodo, un jeans stretto ed un top con una felpa nera sopra.

Annuncio di essere pronta e Sasha mi guarda storto, come sempre. 

“E’ proprio necessario? Non puoi mettere qualcosa di più carino? Ti ricordo che a fine serata ti aspetta Logan!”

Magari ci fosse solo Logan ad aspettarmi.

La vedo frugare nel mio armadio afferrare un abito a maniche lunghe color crema ed infilarlo nella mia borsa. Odio quando fa così.

Arriviamo al locale in perfetto orario, io entro nei camerini a cambiarmi con le altre ragazze mentre Sasha va al bancone per prepararsi ad iniziare il suo turno.

Sistemo il trucco, aggiungo un tocco di colore con un rossetto bordeaux e raccolgo i capelli come le altre ragazze in una coda di cavallo alta e morbida.

Vedo il mio cellulare prendere vita davanti a me ed il nome di Aaron sul display.

< Sono propio curioso di vederti ballare. >

Ma perché fa così?

Visualizzo il messaggio e non rispondo.

Passa qualche minuti e vedo di nuovo il suo nome sul display.

Santo cielo questo ragazzo mi odia, non c’è altro motivo. 

< Jane, sul serio? Dobbiamo fare ogni volta questo gioco? 

Tu che non mi rispondi, io che ti mando mille messaggi senza senso, poi faccio qualcosa nei confronti di Sasha per farti innervosire ed in fine mi chiami incazzata nera. Non possiamo parlare come due persone adulte? >

< Detto da te fa veramente ridere. Parliamo dopo. > rispondo lapidaria.

Finisco di preparami, poi raggiungo le altre ragazze per riscaldarmi prima di iniziare.

Sono agitata, non vorrei esibirmi, non vorrei salire su questo palco. Cerco di pensare intensamente al perché lavoro qui ogni Sabato, al perché mi serve questo lavoro, al motivo che mi lega a questo posto, a Lucas.

Amo ballare, ma non farmi vedere. Amo ballare, ma non amo farlo mezza nuda con decine di uomini a fissarmi il culo. Il vantaggio è che Lucas mi paga bene, fin troppo bene per lavorare solo un giorno a settimana. 

Finiamo di ripassare le coreografie e contemporaneamente dal locale arrivano voci, risate, rumori di bicchieri, sedie. 

Lentamente sfumano la musica, abbassano le luci, e noi capiamo che si tratta del segnale che scandisce l’inizio del nostro momento, quello che tutti gli ospiti del locale aspettano.

Saliamo silenziose sul palco buio, prendiamo posizione. Siamo schierate ed io sono perfettamente al centro. Non mi sono mai sentita così, tremendamente tesa.

Questa sera mi pesa qualunque cosa.

Chiudo gli occhi.

Cerco di rilassarmi.

Sento gli applausi del pubblico maschile che si gode il nostro ingresso, sento gli occhi puntati addosso. 

Respira, non è detto che Aaron sia qui. 

L’idea che possa vedermi ballare mi agita. Ci sono tantissime persone, eppure lui è l’unica che non vorrei vedere durante l’esibizione.

Parte il pezzo, le luci si accendono ed io vedo tutto.

Inizio a muovermi seguendo la coreografia: il mio bacino si muove a ritmo, le mie gambe seguono i passi delle altre ragazze. 

Chiudo gli occhi, prendo un respiro, ed inizio ad interpretare la canzone. Ballo come mio solito, con passione, sensualità, fingendo di essere sola con la musica.

Il mio corpo si muove lento, a tempo, poi veloce.

Mi lascio trasportare dal ritmo, abbasso la testa, giro su me stessa, chiudo gli occhi, li riapro e lo trovo lì.

Il suo sguardo puntato su di me, che mi trafigge.

Improvvisamente non c’è più nessuno intorno a me, sono sola con il blu dei suoi occhi.

Lui mi guarda così intensamente da far vacillare il mondo. 

Logan gli parla, Sasha gli sussurra qualcosa, un ragazzo che non conosco vicino a loro cerca di distrarlo, ma lui guarda me senza mai smettere, ed io non mi sono mai sentita così bella come ora.

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SUPERNOVA – ERICA DE MATTEIS
Buona lettura, recensioni young adult

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