DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Jenny Carboni

Salve readers, Il nostro Blog si occupa principalmente di storie d’amore, di libri dove l’amore e la passione la fanno da padroni, ma a volte bisogna affrontare anche generi diversi, argomenti seri e che possano essere d’aiuto a noi e a chi ci legge. 

Per questo oggi nel nostro salotto di Recensioni Young Adult ospitiamo un’autrice che conosco personalmente, una ragazza che, da che ne ho memoria, si è sempre rifugiata in un mondo di parole e colori. 

La vita l’ha messa più volte alla prova, e lei ne è sempre uscita vincitrice, diamo il nostro benvenuto all’autrice di Vorrei Fosse Sempre Primavera: Jenny Carboni.

Jenny parlaci un po’ di te…

 

Un saluto a tutte grazie per avermi accolta in questo meraviglioso salotto.

Ho 40 anni, sono madre single di un meraviglioso adolescente e amo la vita. Come dici tu, il mio mondo sono le parole e i colori, e i problemi li risolvo con la creatività e positività. Molte volte sono state le mie armi di sopravvivenza.

 

1) Ho letto il tuo libro qualche anno fa spinta dalla curiosità che una ragazza di mia conoscenza avesse scritto un libro, puoi immaginare il mio sgomento quando ho capito di cosa trattasse. 

Cosa ti ha portato alla decisione di mettere nero su bianco quella parte della tua vita?

 

Ho sempre amato la scrittura; come racconto nella prima parte del libro ho avuto un’infanzia insolita e solitaria; vivere senza energia elettrica mi ha fatto nascere in un mondo tutto mio e venivo isolata dai coetanei. 

Scrivere era l’unico modo per sfogare ansie e desideri.

Scrivere “Vorrei fosse sempre primavera” mi ha salvata. Ho dovuto nascondere le violenze subite da adolescente e negli anni stavo morendo dentro. 

Recitavo serenità ma in realtà mi stavo spegnendo. Scrivere è stato come parlare a me stessa e quando l’ho finalmente finito è iniziata la mia rinascita.

 

2) Di solito faccio domande su come siano stati ideati i protagonisti dei libri che leggo, ma nel tuo caso, essendo un autobiografico, ho già queste informazioni. 

Non ti chiederò nemmeno domande cosa ti sia successo, preferisco che le nostre lettrici lo scoprano leggendo il tuo libro. 

Da te vorrei sapere se e come è cambiata la tua vita dopo la pubblicazione di Vorrei fosse sempre primavera.

 

Un po’ mi commuove questa domanda. Sono passati 9 anni da quando ho pubblicato la prima volta. È stata una decisione non facile quella di andar allo scoperto. 

Nessuno sapeva, compresi i miei genitori.

Sono cambiata io. La Jenny chiusa e riservata ora si mette timidamente in gioco perché negli anni molte persone, donne e uomini, sono stati aiutati dal mio racconto.

Ora penso che le brutte esperienze debbano esser messe al servizio del prossimo in modo da mettere in guardia, in modo da poter aiutare.

Aiutare è ciò che ha cambiato la mia vita.

 

3) Seguendoti un po’ sui social, so che per te l’arte non finisce con la scrittura, raccontaci quali altre passioni alimentano la tua anima.

 

Si! È vero. Amo tutto ciò che è arte.

Amo l’animo degli artisti. Per questo motivo ho mischiato diverse esperienze e nel mio piccolo creo eventi culturali, o eventi a tema dove con la mia manualità allestisco le location.

Amo dipingere, disegnare. Sono Kamishibaià, cioè una racconta storie che usa un antico metodo giapponese che tramite disegni e parole tramanda antiche leggende.

Inoltre, la scrittura mi ha portata ad esser ingaggiata per la stesura di sceneggiature di film e spot pubblicitari. 

Mi è anche capitato di recitare in uno spot per un noto marchio, e devo dire che è stata una bellissima esperienza.

 

 

4) Leggendo Vorrei fosse solo primavera mi sono sentita parte di quella storia, oltre ad aver riferito i fatti, lo hai fatto in un modo molto coinvolgente. 

Viste le tue capacità, pensi che scriverai altro in futuro?

 

Assolutamente si! Essere madre single con mi lascia molto tempo per me stessa, ma mio figlio sta crescendo e tifa per me. È lui a dirmi “Mamma da quanti giorni non scrivi?”

Spero a breve di riuscire a finire un racconto a cui tengo tanto, molte persone lo stanno aspettando, e lo devo a tutti a loro.

 

5) Nel libro descrivi scenari diversi: abusi, violenza e banditismo, pensi che la pubblicazione del libro sia servita ad evidenziare queste tematiche e magari arginarle?

 

Non sarà sicuramente il mio libro da solo a riuscire ad arginare tutta la cattiveria che viviamo in tempi dove invece dovremo già esser arrivati alla pace, ma se un po’ né parlo io, se un po’ né parli tu, se un po’ né parla un’altra, sono certa che tutti insieme siamo in grado di salvare molte persone in pericolo. 

È questa l’unione che fa la forza.

 

6) Nel tempo so che sei stata intervistata in svariate occasioni, e hai partecipato a varie manifestazioni contro la violenza sulle donne; secondo te questo genere di pubblicità quanto serve a mettere in guardia le ragazze dal trovarsi in situazioni simili a quella in cui ti sei trovata tu?

 

Ormai “Il parlarne e poterne parlare” è la prima arma che diamo a queste donne. 

Spesso ho partecipato alle manifestazioni con le adorate Donne di Snoq, ed è bellissimo, proprio perché molte portano la propria esperienza e ci mettono la faccia. 

Rendiamo reale il fatto che ne possiamo uscire e che non siamo sole.

I tempi per fortuna sono cambiati, 23 anni fa io non potevo parlare con nessuno.

 

7) Da donna a donna, nel concreto cosa consiglieresti ad una ragazza che si trovasse in una situazione simile?

 

Il primo passo per non incombere in questi pericoli è amare sé stesse. Amatevi e abbiate coraggio di proteggervi.

So bene che a volte nostro malgrado ci si trova dentro circoli viziosi di violenza e non sappiamo come ci siamo finite. In questo caso, chiedete aiuto. Ora ci sono i mezzi per “scappare”, per scegliere la libertà. 

Io so bene quanto sia difficile, ma ora abbiamo numeri di telefono pronti h24, abbiamo associazioni femminili, abbiamo persone che ci amano e sapendo ci aiuterebbero. 

Non scordiamolo. So anche che è dura confessare alle persone di famiglia, allora perché non confidarsi ad una persona più sconosciuta?

 

8) Spesso le ragazze, specie se sono molto giovani, non riferiscono queste situazioni in famiglia, non chiedono aiuto, alcune per vergogna, altre perché manipolate affinché pensino di meritare quei comportamenti. 

Secondo te cosa si potrebbe fare a livello sociale per aiutare chi si trova in situazioni simili?

 

Parlarne, parlarne parlarne.

Più se ne parla meno sembrerà normale stare zitte.

Dobbiamo insegnare alle piccole grandi donne del futuro a sentire campanelli d’allarme che le potrebbero mettere in guardia prima che qualcosa accada.

Se invece il fatto è già accaduto, come dico nella risposta precedente bisogna chiedere aiuto. Purtroppo, le leggi e i fatti accaduti negli ultimi anni ci lasciano basite. 

Uomini che stuprano in gruppo e frasi di giudici che recitano “Se l’è andata a cercare”… so che questo non da molta fiducia alle donne in difficoltà. 

Ma noi siamo tante a fare la guerra contro questi beceri retrogradi pensieri, e con noi, al nostro fianco, ci sono sempre più Uomini buoni. Vinceremo.

 

9) Nell’era del digitale e degli e-book, come mai il tuo libro si trova solo cartaceo, non credi che avresti potuto raggiungere più persone se avessi pubblicato il libro anche in digitale?

 

Si è vero, avrei potuto raggiungere più persone. In verità qualche anno fa ci provai per un piccolo lasso di tempo. 

Ma mio figlio cresceva, e non sapendo lui il contenuto del libro non mi sentivo serena al pensiero che tutti sapessero e che prima o poi qualcuno gli avrebbe detto qualcosa. 

Quindi ho bloccato tutte le presentazioni.

Di recente mio figlio ha letto il libro, ne abbiamo parlato a lungo, ha metabolizzato e ora sono di nuovo pronta a divulgare senza paura.

 

10) Come ti ha cambiato quel periodo della tua vita?

 

Ero così giovane che forse la mia vita non era ancora iniziata. Ma in quegli anni la Jenny bimba solitaria aveva trovato tanti amici, era un’esplosione di energia, di allegria. 

Dopo quei fatti, avevo perso me stessa. Recitavo sorrisi.

Ora, grazie al libro e alla nascita di mio figlio ho ritrovato la voglia di vivere, e amo la vita. 

Per quanto riguarda gli uomini ho tanti amici, ma nelle relazioni ho ancora paura, e aspetto una persona che mi levi gli ultimi strascichi del passato e che mi dia l’amore che mi merito.  

 

11) Ultima domanda: quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Essere serena. Questo lo posso fare solo accogliendo ciò che di buono la vita mi dona e seguendo me stessa. 

Voglio continuare a scrivere esperienze mie e altrui, perché raccontare per aiutare e ciò che mi mantiene viva, voglio continuare a stare in mezzo all’arte e voglio viaggiare.

I miei progetti mutano con me, sono in continua evoluzione interiore e la vita così mi sorprende.

 

È arrivato il momento dei saluti, a nome mio e di tutto lo staff di Recensioni Young Adult ti ringrazio e ti invito a tornare a trovarci con un nuovo libro di cui parlare, a presto, Jenny.

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Jenny Carboni