ANTEPRIMA

Titolo: C’era una vodka

Autrice: Sara Pratesi

Genere: Commedia romantica/ Chick lit

Casa editrice: Darcy Edizioni

Recensione

C’era una vodka – Sara Pratesi

Salve readers, ho appena finito di leggere C’era una vodka. È sempre colpa del mare, di Sara Pratesi, in uscita il 24 Ottobre.

Questo è il sesto o forse il settimo libro che leggo della Pratesi, il suo stile sempre molto ironico mi piace parecchio, ma in questa storia ho trovato qualcosa di diverso dagli altri…

«Wow» sento dire dall’uomo che emette un fischio. «Un caratterino niente male.»

«Non è una buona giornata, è stato il mio compleanno, l’ho festeggiato con il mio vicino ottantenne e sono sola, la mia casa è un disastro, stamani ho pestato la merda di un cane e ora sono qui a chiamare le persone che non fanno altro che offendermi e lanciarmi contro anatemi.»

«Beh, la stai mettendo giù pesante. Mi fai sentire in colpa per aver risposto male.»

«E fa bene a sentirsi in colpa, dovrebbe farlo!»

«È il tuo compleanno?»

«Sì, perché le interessa?» ribatto pungente, dovrei mettere giù, ma ancora non sono pronta a metter fine a questo alterco.

«A cose normali no, non mi interesserebbe, ma trovo curioso il temperamento che hai appena mostrato.»

C’era una vodka. È sempre colpa del mare, è diverso, è una storia  particolare, al limite dell’impossibile, uno scenario assurdo, ma reso così maledettamente reale, da sembrare vero. 

Di solito impiego molto poco per leggere un libro, in questo caso mi sono serviti due giorni, cosa molto insolita, perché mi sono crogiolata nella loro storia, nei dettagli, nelle paure, nei ricordi dolorosi così come nelle assurde fobie. 

Mi sono persa nei testi delle canzoni, le ho messe in cuffia mentre leggevo e mi sono lasciata trasportare dalle parole come fossero dedicate a me, è stato assurdo!

E poi un altro boato, grido e mi muovo senza cognizione, ubriaca e, all’improvviso, mi sento cadere nel vuoto. 

Muovo le mani nell’aria e riesco ad acciuffare qualcosa, o è qualcosa che acciuffa me, mentre sento gridare il mio nome. E poi non sento nulla.

E poi sento freddo.

E poi sento bagnato. Acqua. Cazzo, sono nell’acqua!

All’inizio, Renée, la protagonista, non mi piaceva, troppo vittima, troppo sfigata, rinunciataria, ma quando si è buttata in mare, e ha nuotato da sola in mare aperto, prendendo finalmente di petto le sue paure, lì ho cominciato a rivalutarla, a vederla sotto una luce diversa. 

Per Kilian invece è stato amore dalla prima riga, forse perché amo i protagonisti che portano dentro di se un po’ di tormento, forse perché Sara lo ha dipinto come un uomo estremamente bello, sta di fatto che lui mi ha colpito subito. 

Il tormento di Kilian nasce da eventi traumatici, ricordi di morti, di guerra, di dolore, di un amore perso per sempre. Kilian è un protagonista completo: è bello, è fragile, è responsabile… ma si sente vuoto, immeritevole di ricevere amore.

I suoi occhi brillano sotto un sole che mi sembra meno caldo del suo alito sulle mie labbra, ci fissiamo ancora.

Le afferro il viso tra le mani, lei fa lo stesso.

Ci fissiamo. Ci desideriamo. E la bacio. Cazzo, se la bacio.

C’era una vodka. È sempre colpa del mare, può sembrare un cliché, ma in realtà esplora molti lati insoliti di quel genere di storie. 

Ho amato la durata del periodo in cui sono rimasti isolati, un tempo ragionevole per sviluppare dei sentimenti per una persona. 

Il modo in cui si evolvono le cose una volta tornati alla civiltà è reale, nel senso che ho trovato credibile la reazione di entrambi al rientro, scostante  freddo lui, disperatamente amareggiata lei. 

Gli incubi del passato e le bugie del presente però, metteranno un punto alla loro storia, ciò che Kilian ha nascosto è più di quello che Renée può sopportare… 

Forse vi ho detto troppo, quindi vi dirò ancora solo che la storia è raccontata per lo più dal pov femminile, con alcune incursioni anche del pov maschile, vi dirò anche che i dettagli forniti arricchiscono molto la storia e che la dedicata ai suoi animali mi ha strappato un sorriso. 

Ora tocca a voi, buona lettura, Jenny.

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Trama

C’era una vodka – Sara Pratesi

Non tutti i naufragi vengono per nuocere.

Renée è una trentenne cui la vita non fa che rovinarle i piani! 

I suoi più cari amici sono un gatto troppo grasso, un vicino ultraottantenne e un bicchiere di vodka… Ha un sogno nel cassetto, ma è costretta a barcamenarsi tra due lavori precari e insoddisfacenti. 

Eppure, per il suo compleanno, arriva un regalo inaspettato: una crociera ai Caraibi. Sarebbe fantastico, se solo non soffrisse di mal di mare e non avesse persino la batofobia. 

Ma non può ammettere le sue paure e lei salirà su questa nave e, giusto per non farsi mancare niente, incontrerà un sexy militare, scorbutico e urticante, con un segreto nascosto, che le darà il tormento.

Tuttavia, al peggio non c’è mai fine e se sarà difficile evitare questo scontroso uomo sullo spazio troppo angusto di una nave da crociera, come sarà cercare di farlo su un’isola deserta? 

Un naufragio, battibecchi e tanti guai sono gli ingredienti di questa storia ironica e irriverente in cui l’amore galleggia in un mare di m****

C’era una vodka – Sara Pratesi
Buona lettura, jenny.

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