Titolo: Amore all’ultima vodka
 
Autore: Miss Ansia
 
Casa Editrice: PubMe

Recensione

Amore all’ultima vodka – Miss Ansia

Salve readers, oggi vi parlerò di un libro che è un inno al patriottismo, Amore all’ultima vodka di Miss Ansia.

Ho trovato la trama di questa storia sui social e mi ha molto incuriosito, perciò appena finito il libro che stavo leggendo mi sono fiondata su questo. 

In realtà l’inizio è stato piuttosto lento, monotematico e quasi  noioso, poi si è ripreso regalandomi una lettura tutto sommato piacevole.

 Amore all’ultima vodka è la storia giusta per chi ama la propria terra e non vorrebbe mai allontanarsi troppo, per chi ama il cibo della sua regione e non riesce ad apprezzarne altro, è il libro giusto per chi riesce a spiegarsi al cento per cento solo quando può farlo nel suo dialetto.

Miss Ansia è un’autrice che non conosco, ma ho apprezzato il modo ironico in cui affronta la storia, mi piace l’uso che ha fatto di svariate frasi in dialetto veneto, ma per il futuro le consiglierei di mettere le note con le traduzioni a pie di pagina, invece che a fine libro, per rendere la lettura più agevole.

Amore all’ultima vodka è la storia di Ginevra, giovane studentessa veneta, che per aver rubato cinque mirtilli a sua sorella è costretta a partire per un tirocinio di un anno in Polonia, invece che per sei mesi a Siviglia. 

La punizione di Dafne nei confronti di Gin sembra spropositata, in realtà la ragazza credeva di poter recedere dalla prenotazione dopo aver fatto prendere un colpo a sua sorella, ma non è così e Gin è costretta a partire. 

Potrà una ragazza che odia il freddo con tutta se stessa sopravvivere in Polonia? Riuscirà a farsi piacere il cibo tanto diverso dalla sua amata soppressa? 

E come farà senza il suo amato alcool? 

Ah, no, in quanto ad alcool anche i polacchi sanno il fatto loro.

Filip è uno dei figli della famiglia ospitante che accoglie Gin in Polonia, è alto, bello e terribilmente arrogante, ma è anche un bravo ragazzo e un buon figlio. 

Se Gin è attaccatissima al Veneto, Filip non è da meno, russo di nascita ci tiene alle sue origini e fra loro  è spesso scontro.

Le cose fra i due cominciano in modo assurdo, con una figuraccia epica di Ginevra, con battute sarcastiche, consultazioni immaginarie coi suoi idoli, i Rumatera, Cannavacciuolo, Cracco e Zaia, e proseguono con passeggiate stupende in luoghi sconosciuti e bellissimi, passando insieme giornate che nessuno dei due potrà scordare. 

Le cose fra loro sembrano andare nella direzione giusta, però prima è necessario che tirino fuori i loro scheletri dall’armadio, entrambi hanno cose di cui non vorrebbero parlare, ma devo farlo per poter far crescere il loro rapporto. Intanto il tempo passa e le cose cambiano, ma Filip compie un passo falso e Gin tornerà in Italia a leccarsi le ferite…

Basta  così, non vi dirò altro, adesso tocca a voi, buona lettura, Jenny.

Quindi sì, amare è un po’ come quel bacio di cui parlano i Rumatera: è un fuoco, è un ‘arma a doppio taglio ed è anche l’unico sentimento che ti rende una grandissima scema. 

Non te lo aspetti ed è proprio quando abbassi la guardia che si manifesta. Un po’ come è successo a me, mi sono ritrovata a bere più di prima, a parlare russo e a diventare una grandissima figlia di Putin.

Non riesco a restare seria e a rispondergli di ficcarsi su per il culo la lavatrice perché finalmente – per modo di dire – il rutto esce con arroganza dalla mia bocca. 

Lui rimane scioccato dalla mia risposta, Weronika si schiaffeggia la faccia sperando di non averlo sentito davvero e io sospiro. 

È fatta, un’altra figura di merda da aggiungere a questa prima giornata in Polonia.

“Sei tremenda come la pizza alle vongole”inizia facendomi ridere. “Sei rara come il sole in Polonia, sei stupenda come la vodka in Russia e sei sacra come la soppressa per un veneto”. 

Ha ripreso le parole che gli ho impedito di continuare a Venezia a Ottobre. Maledetto bastardo! Tutto questo, comunque, lo ha detto in italiano che fa ridere tutti, sia per l’accento che per le affermazioni.  

“Sai che ti devo dire di sì per forza dopo quest’ultima frase?”gli dico, con le lacrime agli occhi e il sorriso. “A cosa?”Finge di non capire. “Io non ti ho chiesto niente!”dice poi con teatralità. 

“Io ti voglio sposare, Gin. Mica ti devo chiedere il permesso”.                       

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Trama

Amore all’ultima vodka – Miss Ansia

CHE L’ALCOOL CE LA MANDI (IN MONA!)

Se per un italiano medio varcare il confine è solo un’innocua sfida, rinunciando all’idea del bidet e del nostro buon cibo, per un veneto invece è il vento della morte che comincia a sussurrare al proprio orecchio. 

Mettiamoci poi una veneta DOK, dedita all’alcool e particolarmente patriottica, che è costretta a partire per un paesino sperduto del nord-est Europa, (con un clima disumano e cibo dai nomi impronunciabili) allora il cocktail perfetto è servito. 

Sì, ma per un disastro di proporzioni epiche! 

Per la povera Ginevra Baldin, detta anche Gin, l’esperienza sarà un vero e proprio corso di sopravvivenza, perché dovrà destreggiarsi tra litigate colorite, alcool a fiumi e l’irriverente Filip Kowalski, pronto a darle filo da torcere. 

Ma se la peggiore vacanza della tua vita si trasformasse nel più bel regalo che il destino potesse farti? 

E se, proprio sul più bello, il cuore cominciasse a fare i capricci? 

Beh, se pensate che i guai siano solo la punta dell’iceberg per la nostra Gin, allora mettetevi pure comodi e versatevi da bere, perché avete proprio ragione.

Amore all’ultima vodka – Miss Ansia
Buona lettura, Jenny.

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