DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Mâg

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Mâg

  1. Hai sempre sognato di diventare una scrittrice?

No. In realtà fino a qualche anno fa non credevo neanche di poter scrivere un racconto breve. 

L’approccio alla scrittura è stato improvviso, nato in seguito al bisogno di impegnare la mente dopo un lutto significativo. 

Ho sempre avuto tante storie in testa e volevo crearle sottoforma di fumetto, ma alla fine la scrittura mi ha rapita (ciò nonostante, non mi faccio mancare grafiche e disegni all’interno dei miei romanzi).

  1. Hai scelto di ambientare il tuo Room7 in Italia, una scelta che ho molto apprezzato. Ci hai pensato su o è stata una decisione spontanea?

È stato un caso. Avevo voglia di scrivere un racconto ambientato nella mia città, Matera, alla quale ho accostato Roma, la città dei miei sogni. 

Le opere ambientate all’estero sono affascinanti, tuttavia, il nostro è un bellissimo Paese ed è emozionante viverlo fra le pagine.

  1. Qual è il tuo libro preferito e perché?

Non ne ho uno in particolare. Leggo (e scrivo) d’amore, non solo romanzi rosa ma anche fantasy. 

L’importante è la componente amorosa e se i due personaggi sanno trasmettermi la loro passione, allora quello diventa uno dei miei libri preferiti (come “I passi dell’amore” di Nicholas Sparks o “La Bellezza del Vuoto” di Giulia Calligola).

  1. Com’è nata l’ispirazione per Room7 e soprattutto l’idea del primo incontro in motel?

Room7 è nato in seguito a un concorso a cui ho partecipato su Wattpad. Bisognava scrivere una scena hot in un motel e ho deciso di elaborare un incontro fra due estranei. 

Il racconto si concludeva con quello che ora è il primo capitolo e sono stati i lettori che mi seguono sulla piattaforma a chiedermi di continuare la storia; 

poiché anch’io sentivo che Francesca e Davide avessero tanto da dire, ho dato vita a molto più di un semplice incontro in motel.

  1. Al posto della protagonista, tu avresti perdonato Davide?

Sì. Il pentimento di Davide è evidente, sebbene non sia facile metabolizzare quanto accaduto fra i due protagonisti. Una seconda opportunità la meritiamo tutti (o quasi).

  1. Cosa c’è di lei in te?

Tanto. Oltre al fatto che Francesca vive a Matera come me, lei è laureata in psicologia, percorso di studi che avevo intrapreso anch’io, ma ha dovuto abbandonare la sua aspirazione a causa di un imprevisto, cosa che è accaduta anche a me. 

Ama le serie tv e i manga, non le piace fare le pulizie, le piace il cappuccino, ha dei genitori apprensivi a cui vuole molto bene… tutte cose che mi appartengono. 

Anche d’aspetto non siamo tanto diverse. Francesca potrei essere io in una realtà alternativa!

  1. Davide è un personaggio molto misterioso, come nasce un personaggio così?

Nasce dall’idea di unire il fascino del classico “bel tenebroso”, un po’ alla Mr. Grey, a un uomo normale. 

Difatti, Davide fa un lavoro comune, per quanto poco citato, e ha aspirazioni di vita semplici. Ciò che mi piace di lui è la parte psicologica. 

Do sempre molta importanza alla psicologia in ogni mio racconto e la vita di Davide è divisa in due, fra passato e futuro.

  1. Il feedback più significativo ricevuto da un lettore?

Mi è stato detto che Francesca è molto vicina a tante realtà odierne, il che, oltre a facilitare la condivisione dei pensieri del personaggio, ha regalato una sorta di rivalsa a chi vive situazioni simili alle sue. 

Un fidanzato bugiardo, un lavoro che non le piace dove viene discriminata perché donna, una vita che non la soddisfa, dove ogni giorno è uguale all’altro… Quante vite di sopravvivenza? 

Toccare l’esistenza del lettore rende un libro vivo, non più semplici parole su carta.

  1. Prossimo libro nel cassetto? Qualche anticipazione?

Ho tantissime idee, così tante che non mi basterebbe una vita! Ho da poco pubblicato il sequel della serie “The Royal Love” (“I’m Not a Princess” è stato il primo romanzo approdato su Amazon), mentre adesso sono al lavoro su un racconto che al momento è in anteprima su Wattpad, ma non so se sarà questa la mia prossima pubblicazione. 

Ho voglia di tornare a scrivere un racconto fantasy e c’è un’assassina dal cuore gelido che mi aspetta trepidante nel cassetto!

  1. Un consiglio per chi ha la tua stessa passione.

Se la scrittura non è solo un passatempo ma passione pura, allora la parola fondamentale diventa “impegno”. 

Non basta ideare una trama, bisogna studiare, raccogliere informazioni, pareri professionali e costruire partendo da solide fondamenta. 

Uno scrittore diviene bravo quando ogni giorno impara qualcosa, quando non si ferma mai e riversa anima e cuore in ogni parola. 

Ci vuole tanto impegno, sia per rispetto verso se stessi (si sa che esporre una propria creazione è come mettersi a nudo davanti al mondo) e sia nei confronti della storia stessa. 

Creare un racconto è come accudire un bambino: bisogna trattarlo con la massima cura, ma essere severi quand’è necessario affinché possa affrontare il mondo quando sarà pronto.

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Recensione