DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Luce

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di LUCE

Salve readers, oggi faremo quattro chiacchiere con l’autrice di Una farfalla bianca al chiaro di luna. 

Il suo libro è stato uno degli ultimi che ho recensito nel 2020, è il suo secondo lavoro, ma la sua scrittura è davvero potente. Diamo il benvenuto nel salotto di Recensioni Young Adult a: Luce.

Raccontaci qualcosa di te…

Ciao a tutti.

Innanzitutto ringrazio lo staff di Recensioni Young Adult per questa imperdibile opportunità. 

Sono iscritta alla facoltà di giurisprudenza e la giustizia, il diritto, tanto quanto la lettura e la scrittura, è la mia più grande passione. 

Sono mossa dall’istinto di proteggere e aiutare il prossimo, ma soprattutto amo da morire la verità. Anche se questa fa soffrire delle volte. 

Mi piace rintanarmi nelle storie che invento, perché immagino un mondo diverso e migliore aldilà dei nostri occhi.

 

1) Una farfalla bianca al chiaro di luna, un titolo lunghissimo e che non da alcun indizio circa il contenuto del libro. Come è nata l’idea di usare questa analogia come titolo?

La Farfalla bianca per me rappresenta l’immagine dell’innocenza, dell’anima, del ricordo. 

Quando perdiamo qualcuno crediamo di aver perso tutto di quella persona. Però, un giorno, mentre ero in campagna, mi è passata accanto una farfalla bianca ed è stato allora che ho percepito l’anima di un pezzo di cuore che avevo perso anni prima. 

D’istinto mi è capitato di alzare gli occhi al cielo per cercare tra le nuvole il volto di mio nonno. Non l’ho trovato, ma trovo il suo sorriso ogni volta al chiaro di luna. Ed è stato così che mi è parso chiaro il titolo. 

L’anima di chi amiamo (la farfalla bianca) vola accanto a noi ogni giorno e ogni giorno basta alzare gli occhi al cielo e sorridere alla luna per ricordare chi ci segue da lassù.

 

2) Quando ho letto la trama ho pensato che avrei letto una storia stile Bones, ma leggendolo, mi è stato chiaro fin dalle prime pagine che non avesse niente a che fare con la celebre antropologa forense della serie americana. 

Come ho scritto anche nella mia recensione, ho trovato molte analogie con una serie italiana, L’allieva, ma man mano che procedevo nella lettura ho capito dove finissero le similitudini e dove cominciasse a risultare evidente il tuo estro. 

La potenza della tua scrittura, la scelta dei termini, l’empatia che hai saputo creare… Raccontaci com’è nata la storia e se ti sei ispirata a una storia vera.

Assolutamente no, nessuna storia vera, ad eccezione della parte relativa al cancro. Lì mi sono immedesimata in alcune conoscenze, ma anche in me stessa se devo essere sincera. 

Purtroppo il cancro non lascia scampo a nessuno ed è sempre più presente nella vita di troppe famiglie.

All’università ho sostenuto come esame Criminologia ( amo moltissimo l’ambito penale ) e man mano che studiavo quelle pagine la storia prendeva forma dentro me. 

Non ti nego che molte persone hanno associato il mio libro alla serie L’allieva, e per me è un complimento. 

Però, quando ho iniziato a scrivere di Luna, avevo voglia di lasciare un messaggio importante, che andasse ben oltre gli omicidi e la medicina legale. 

Perché purtroppo si muore in tanti modi e ogni morte è un dolore per il cuore. Ecco, ho voluto raccontare una sofferenza, non so se sono stata in grado di descriverla bene. 

Però la domanda che mi ha permesso di scrivere le mie pagine è rimasta ugualmente: come si supera una perdita insuperabile?

 

3) Luna è una protagonista davvero particolare, cova il suo dolore nel petto, confidandolo solo al suo diario, non ne parla con nessuno, come se parlarne lo rendesse reale. 

Sei riuscita a farmi piangere e non è una cosa facile, ma il tormento che la divora, la paura e la voglia di amare, il senso di colpa davanti al dolore immenso che la aspetta, sono stati talmente profondi che non sono riuscita a trattenermi. 

L’hai caratterizzata in modo strabiliante, lei è innocente, ingenua, quasi infantile, ma è anche arguta, intelligente, dolce e tenace. 

Raccontaci qualcos’altro di lei e se ti sei ispirata a qualcuno nella realtà, quanto di te c’è in lei?

Hai colto completamente la Luna che ho descritto, è esattamente così. È determinata e ambiziosa e alle volte queste due caratteristiche vanno di pari passo con l’avidità e l’essere freddo alla vita. 

Lei però non è così, ci mette il cuore in tutto ciò che fa. Infatti, non è un caso se assorbe il dolore dei familiari delle vittime come fosse il suo. 

E questo a prescindere da quello che dovrà affrontare, perché ne è consapevole, anche se, alcune verità, purtroppo, non le si vogliono accettare.

Ogni volta che scrivo un personaggio spero sempre di lasciare un pezzo di me. Questa volta però posso affermare che Luna mi piace moltissimo e mi piacerebbe ogni tanto essere lei. 

Dolce al punto giusto e determinata, ma soprattutto buona. Perché chi decide di donare gli organi, come nel suo caso, sicuramente non è una persona cattiva. 

Ecco, Luna per me è il buon esempio da seguire.

 

3) Diego e Mattia, così diversi e così simili, così complici prima e poi rivali. Ho capito le loro motivazioni iniziali, i motivi per cui cercano di tenerla a distanza, non ho capito invece, perché nessuno dei due le spiega il perché quando invece decidono di provarci. 

Perché nessuno dei due ha scelto la sincerità?

Non ti nascondo che è stata una scelta voluta la mia. Quando ho iniziato a scrivere Una farfalla bianca al chiaro di luna sapevo che la storia di Luna non poteva essere raccontata in un unico libro. 

Sapevo anche che ci sarebbe stata una perdita e, proprio come nella vita reale, non basta voltare pagina e riscrivere il finale. 

Quando c’è una perdita si affronta sempre un nuovo libro della propria vita: tocca rimboccare le maniche, darsi forza, guardare avanti e soprattutto camminare su una strada familiare in solitudine. 

Nel caso di Luna, Diego e Mattia sono stati due personaggi troppo importanti che ancora hanno tanto da dire. Spero di scrivere presto il secondo volume e sarà qui che la sincerità di uno dei due (forse) riuscirà a conquistare il cuore di Luna.

 

4) Che tipo di ricerche hai fatto prima di scrivere questa storia?

Come ho già spiegato prima, ho sostenuto Criminologia all’università ed è stato un esame di vitale importanza, in facoltà come per la mia storia.

 

5) Una domanda frivola: hai usato dei prestavolto per i protagonisti? Chi?

Sinceramente sì, specie per i personaggi maschili. 

Ho immaginato Can Yaman nei panni di Mattia e Birand Tunca nei panni di Diego. Praticamente ho immaginato i fratelli Divit della seria televisiva  turca DayDreamer – Le ali del sogno, anche se Mattia, per la sua estetica e per il suo comportamento è molto più vicino a Ferit Aslan del programma Bitter Sweet- Ingredienti d’amore.

 

6) Ho amato ogni personaggio del tuo libro, ma il nonno di Luna ha rubato il mio cuore. Come sei riuscita ad approcciarti al dolore di un padre in un modo così reale, così profondo, ma allo stesso tempo contenuto, composto?

Mio nonno paterno era un uomo così: contenuto e composto. Non mascherava i suoi sentimenti, le sue emozioni ma era il suo atteggiamento nei confronti della vita in generale a fare la differenza. 

Quando ho dovuto raccontare del dolore del nonno di Luna, mi sono chiesta: mio nonno come si sarebbe comportato? 

Ricorderai benissimo quando il nonno di Luna, aldilà di quel vetro ospedaliero, toglie il cappello e abbassa il capo. 

Ecco, mio nonno usava sempre un cappello grigio a righe e ho voluto lasciare nel mio libro parte di lui. Il cappello e la sua compostezza.

 

7) Ogni personaggio di Una farfalla bianca al chiaro di luna ha una sua funzione, il suo compito, la sua importanza, non sono i soliti personaggi secondari, è così solo in questo libro o è il tuo modo di scrivere?

È accaduto solo in questo libro a dire il vero. Nei prossimi spero che qualche personaggio secondario faccia la sua differenza.

 

8) Nella storia hai scelto di parlare di uno specifico tipo di cancro, perché la scelta è caduta proprio su quello piuttosto che su uno più conosciuto?

Come ho detto prima, la mia è una storia inventata però quando ho descritto del cancro ho fatto riferimento a una storia che conosco. 

Purtroppo, il cancro è sempre più presente nelle case di troppe persone e in questa casa c’era la parola Leucemia, parola per modo di dire (magari fosse solo una parola!). 

Mi sono interessata molto a questa storia e non ti nego che mi è entrata nel cuore in modo particolare e come tutte le cose che mi entrano nel cuore, belle o brutte, ho bisogno di esternarle prendendo carta e penna.

 

9) Hai lasciato un finale aperto, pensi di scrivere il seguito?

Spero proprio di sì. Il mio libro termina con il nuovo anno ( il 2020), perciò spero di poter raccontare una nuova storia che è nelle case di tante altre persone : il Covid. È la nostra storia, del mondo intero e spero di poter fare un buon lavoro.

 

10) Progetti futuri? Puoi regalarci qualche spoiler?

Sto ultimando un libro e per me rappresenta il finale romanzato de “La prima stella a destra”, il mio primo romanzo. 

Intanto ho iniziato a scrivere un nuovo testo, stravolgendo il mio stile e le mie protagoniste (solitamente sono dolci e femminili). 

Ti confesso che ho paura di questo cambiamento, però sarà una scommessa con me stessa. Come si dice ? Che Dio me la mandi bene. ���

 

Prima di salutarci consentimi di farti i complimenti anche per la copertina, l’ho trovata davvero bella e diversa dalle solite. 

Io e tutto lo staff di Recensioni Young Adult ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti diamo appuntamento al tuo prossimo libro, a presto, Jenny.

 

Sono io che ringrazio voi per il tempo che mi avete dedicato e per questa piacevole chiacchierata. 

Vi faccio i complimenti per la vostra cordiale gentilezza e per quanto cuore mettiate in questo lavoro, come in questa intervista.

A presto.

Con tanto affetto,

Luce.

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di LUCE