Titolo: Il cactus non ha colpa

Autore: Roberta Marcaccio

Editore: Triskell Edizioni

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Recensione

Il cactus non ha colpa – Roberta Marcaccio

Ciao Readers! Bentornate! Oggi voglio raccontarvi il romanzo di Roberta Marcaccio: il cactus non ha colpa. 

Non è un romance, ma un viaggio verso la rinascita. Si tratta di un romanzo intenso che mi ha emozionato molto, con tematiche molto importanti. 

Sempre più spesso si dà priorità al lavoro, trascurando o distruggendo amicizie, famiglia e affetti. Ne vale la pena? 

Io onestamente non credo, e anche Roberta Marcaccio ci vuole dire questo con il suo libro. Va bene provare passione per il proprio lavoro e impegnarsi per farlo bene. Non va bene annullare tutto il resto e sé stessi per il lavoro. 

 

il cactus non ha colpa. Lo so. Ma è la prima cosa che mi trovo in mano dopo aver sbattuto le chiavi sul tavolo e, ovviamente, la porta. 

Il lancio è tutt’altro che preciso, avrei potuto colpire il muro o, che ne so, il quadro del diploma idiota che mi hanno assegnato il secondo anno: migliore dipendente delle mie mutande. 

La povera pianta atterra sul divano di pelle color crema che tengo come una reliquia. 

 

Abbiamo una storia che parte un pò alla rovescia. Parte dalla fine. Abbiamo Rebecca in piena crisi, intuiamo il problema ma non viene ben spiegato, volutamente. 

Passiamo a capitoli dove ripercorriamo la storia di Rebecca, la sua carriera in continua evoluzione, la sua crescita personale. 

Viviamo con lei amicizie nate sul luogo di lavoro, rapporti che crescono e cambiano e potenzialmente potrebbero trasformarsi in altro, decisioni che influiranno sul suo futuro, fino ad avere un quadro ben preciso della sua storia. 

Mi ripeto, lo so, è un disco rotto la mia depressione. Penso e ripenso alle stesse cose da ore e quando arrivo all’altezza di Pavia la mia autostima ha ormai raggiunto l’asfalto: la sto calpestando con gli pneumatici. 

E’ una storia attuale, molto emozionante e in cui è molto facile identificarsi. Tutti possiamo scoprirci un po’ Rebecca o aver conosciuto un Giuliano, un Vittorio, una Ilaria.

Rebecca è raccontata in maniera esemplare, riusciamo a comprendere tutte le sue decisioni e mentre leggevo mi sentivo partecipe della sua vita, come se fossi io a viverla. Una scrittura appassionante e coinvolgente a tratti quasi soffocante tanto ci si immedesima in Rebecca e nella sua vita. 

 

Ripenso a ogni minuto di quel maledetto giorno, ho a sensazione di ritrovarmi nella vita di un’altra persona e ciò che ho visto e sentito non mi appartenga.

 

Molto veri anche i personaggi che ruotano intorno a Rebecca: Giuliano, Ilaria, Vittorio, Federico e tanti altri. Persone vere perchè questa, alla fine, è una storia vera.

 

Nel frattempo assumo la medicina che sbriciola il mio dolore e mi aiuta a guardarlo con occhi diversi: la narrazione. Io sono pronta. E allora che storia sia. 

 

E’ un viaggio quello raccontato da Roberta Marcaccio di caduta e di rinascita e traboccante di emozioni. 

Si percepisce perfettamente la disperazione, lo smarrimento, la frustrazione, i sensi di colpa, il senso di abbandono e tutto ciò che ruota intorno a delusione e perdita, fino allo scorgere della luce in fondo al tunnel e la speranza nata dalla consapevolezza che la vita non è finita, ma lo è solo un capitolo e ne sta per iniziare un altro.

La storia di Rebecca va gridata ai quattro venti, va diffusa al mondo per celebrare la forza che ha avuto nel rialzarsi e trasformarsi, rivedere quelli che sono stati gli obiettivi di una vita per voltarsi verso un nuovo e splendido futuro.

Grazie Roberta per averci regalato questa piccola perla di lettura.  Io non posso far altro che consigliare questo libro a tutti. 

Buona lettura, Simona.

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Trama

Il cactus non ha colpa – Roberta Marcaccio

Alla soglia dei quarantacinque anni Rebecca perde l’unico amore a cui ha dedicato vita, anima e cuore. Il suo lavoro. 

Una lettera, consegnatale personalmente dall’amministratore delegato dell’azienda per cui lavora, cancella ventiquattro anni di carriera e la mette di fronte alla scelta più difficile che abbia mai dovuto affrontare: rimanere fedele a se stessa e chiudere per sempre una porta alle sue spalle.

Ventiquattro anni di carriera fatti di rapporti umani, sedi di lavoro diverse, dalla Romagna al Piemonte, fino alla Valle d’Aosta, legami più o meno forti coi colleghi, amicizia e passione per un lavoro che a tratti diventa preponderante su tutto. 

La storia di Rebecca è brutalmente attuale. 

Lo ascoltiamo al telegiornale, lo leggiamo sui quotidiani ma quando capita diventa un duro rospo da ingoiare. Rebecca, Giuliano, Ilaria, Vittorio, non necessariamente in quest’ordine, sono i protagonisti di una vicenda in cui tante persone possono identificarsi. 

Il lavoro per molti è rifugio, consolazione, passione, si investono anni di vita e quando vengono a mancare certe condizioni ci si sente traditi, come se lo facesse l’amore della nostra vita.

Che strada sceglierà Rebecca? Riuscirà a dare una nuova direzione alla sua vita?

Il romanzo racconta con emozione, ma anche una punta di ironia, una storia come ne sono accadute tante e che non si augura a nessuno, anche se… non è forse vero che non tutti i cactus vengono per nuocere?

Il cactus non ha colpa – Roberta Marcaccio
Buona lettura, sIMONA.

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