DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Giulia De Martin

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Giulia De Martin

Amante della letteratura inglese, del vintage, dei pancakes e scrittrice dallo stile indimenticabile, Giulia De Martin sarà intervistata dalla nostra Eleonora che ha letto e recensito il suo romanzo Come la pioggia e la Scozia.

Ciao Giulia, è un piacere avere con noi un’autrice così talentuosa. Visitando il tuo profilo IG (giuliademartinbooks) si evince il tuo amore per la cultura anglosassone, il neoclassicismo, l’eleganza del vintage e dell’antico. Da cosa nasce questa tua passione?

 

Prima di tutto colgo l’occasione per ringraziarti, Eleonora, sia per la bellissima recensione, sia per la possibilità di essere intervistata da voi.

Detto questo, rispondo alla tua domanda: sono da sempre affascinata dalla storia e dalla cultura anglosassone e questa passione si è acutizzata quando ho cominciato a studiarne con dedizione i classici; ho infatti una prima laurea in letteratura inglese. 

Sarà per il suono della lingua stessa, il romanticismo, la magia, il mistero… ma quando apro un classico inglese mi sento a casa! Credo di avere un’anima antica *risata* o di essere vintage dentro… fuori non ancora!

 

Nella mia recensione al romanzo Come la pioggia e la Scozia ho sottolineato il valore aggiunto delle scene descrittive. 

Hai raccontato i paesaggi della Scozia ed i salotti della borghesia Inglese così bene che, chiudendo gli occhi, il lettore si sente quasi catapultato in quel periodo e in quei luoghi. 

E’ tutto frutto della tua immaginazione o hai fatto ricerche accurate e visitato i paesi di cui hai scritto?

 

Direi che si tratta di un mix! 

Da una parte sfrutto le mie competenze accademiche e faccio anche moltissime ricerche prima, durante e dopo la stesura dei miei romanzi; dall’altra mi piace mescolare elementi reali a ciò che immagino e costruisco con la mia fantasia. 

In ogni caso, però, cerco sempre di rimanere aderente al reale: ogni dettaglio che aggiungo è plausibile e corretto all’interno del periodo storico che ho scelto per la narrazione.

Purtroppo stavo pianificando un viaggio in Scozia per i miei 30 anni, ma il Covid ci ha messo lo zampino e non sono potuta partire. Appena possibile, però, non perderò l’occasione di andare a visitare di persona le location delle mie storie.

 

Il tuo romanzo è un regency diverso da quelli che ho letto in precedenza e in cui i protagonisti hanno personalità decisamente forti e di spicco. Quanto c’è di te in Freya ed Henry?

 

Non saprei dirlo con certezza, ma qualcosa sicuramente. Come Freya amo Shakespeare e la classicità; inoltre sono una persona molto ligia al dovere, che cerca sempre di cavarsela da sola e che chiede raramente aiuto a qualcuno. Inoltre non sono amante degli alcolici e non reggo più di qualche sorso di vino. Come Henry, invece, amo i viaggi e sono molto curiosa.

 

Il tuo libro mi ha fatto riflettere molto sul fatto che spesso noi ragazze del ventunesimo secolo guardiamo con distacco i drammi delle donne nate nel periodo regency (perdita dello status sociale, mancanza di una dote, reputazione ecc). In realtà credo che, seppur in modalità diverse, passino i secoli ma i problemi restino gli stessi. Basti pensare che anche oggi l’apparenza spesso è più importante della sostanza. Condividi anche tu questa visione?

 

Io credo che non ci rendiamo nemmeno conto di quello che hanno dovuto sopportare le donne in passato: angeli del focolare, senza una voce, relegati a soprammobili e non considerate creature pensanti… non abbiamo ancora raggiunto la piena parità dei sessi, ma spero che i miei figli, se mai ne avrò, vivranno in un mondo di basato sull’uguaglianza di genere.

Per quanto riguarda l’apparire invece, credo che non sia cambiato poi così tanto: viviamo in una realtà guidata dai social media dove, se vogliamo, possiamo perfino crearci identità fasulle e vite che non esistono. Io sono un’esteta e sono convinta che il bello ci salverà sempre, ma l’importante è ricordarsi che la sostanza è più importante di un volubile feed di Instagram.

 

Freya è una protagonista indimenticabile ed un esempio di tenacia e dignità che lancia un messaggio forte: pur di raggiungere il suo obiettivo non si vergogna di svolgere un lavoro umile e di imparare da colore che, fino a qualche tempo prima, lei vedeva solo da lontano. Ti sei ispirata a qualcuno per questo personaggio?

 

Per quanto riguarda Freya non mi sono ispirata a un personaggio in particolare, ma credo che sia la donna che vorrei diventare: determinata, caparbia, forte e passionale, un mix meraviglioso! Se dovessi scegliere però un personaggio di oggi a cui paragonare Freya direi la brillante politica americana Alexandria Ocasio-Cortez.

 

Il protagonista maschile, Lord Henry Stuart Conte di Suffolk , è un uomo burbero ma pieno di passione e pathos.  Pensi che, con un personaggio femminile più accondiscendente, sarebbe riuscito ugualmente ad abbattere i suoi muri e superare i traumi del passato?

 

Credo che Henry non avrebbe degnato di uno sguardo un personaggio più accondiscendente *risata*

Lord Suffolk è un uomo particolare che rigetta la sua posizione e il ruolo che la società vorrebbe imporgli, ed è per questo che Freya è perfetta per lui: è una donna fuori dagli schemi, completamente libera, con una voce capace di sfidarlo e una tenacia invidiabile. Henry vede in lei non semplicemente una donna pronta a soddisfarlo, ma una pari, un’alleata, una compagna da amare, qualcuno che lo affianchi, lo sostenga e che possa comprenderlo fino in fondo.

 

All’interno del romanzo le scene di passione non sono troppo accentuate, eppure l’erotismo velato riesce a coinvolgere moltissimo il lettore. Nei prossimi romanzi pensi di approfondire maggiormente questo aspetto della narrazione o ritieni sia meglio lasciare molto all’immaginazione?

 

Io credo che ci possa essere dell’erotismo anche in una stretta di mano, in uno sguardo ben descritto o in un dettaglio apparentemente irrilevante. Se l’autore è in grado di creare il giusto pathos, due personaggi possono fare l’amore anche solo con gli occhi.

In generale io non sono un’amante delle scene troppo esplicite e, in alcuni romanzi, credo che non siano nemmeno necessarie. Vedo spesso però che il sesso nei romance viene inserito per mantenere alta l’attenzione del lettore, più che come elemento coerente con la narrazione. È un espediente che non è però nelle mie corde e non credo che lo inserirò mai nei miei scritti.

Tuttavia, ne “Le api di Waterloo”, in uscita a maggio di quest’anno, c’è qualcosina di più, rispetto a “Come la pioggia e la Scozia”…ho detto qualcosina! Niente alla “Cinquanta sfumature di grigio”! *risata*

 

Parliamo di te. Quali sono i tuoi titoli preferiti e quali ti hanno ispirata maggiormente nella vita?

 

Io sono una fan delle sorelle Brontë e credo che “Jane Eyre” e “Cime tempestose” siano i libri che mi hanno toccato di più in assoluto. Se devo scegliere un’autrice di storici direi invece Philippa Gregory e tutta la sua produzione di scritti dedicati alle grandi donne inglesi del passato. Tornando indietro negli anni, aggiungerei la saga di “Harry Potter”.

 

Quale processo c’è dietro i tuoi libri? Parti da una trama e scrivi di getto o crei una mappa concettuale?

 

Di solito parto da un dialogo, da una scena o da un’emozione e costruisco intorno a essa tutta la trama. Non preparo mai una scaletta meticolosa, ma ho un’idea abbastanza chiara in mente degli eventi principali e dell’evoluzione della storia. Lavoro maggiormente con una dinamica causa-effetto, molto logica: a ogni azione, come le tessere di un domino, corrisponde una reazione che dà inizio a un effetto catena. Ogni capitolo quindi è strutturato per avere un avvenimento focale che innesca quello successivo. Tutto quello che ci sta intorno è emozione, creatività e improvvisazione.

 

Sappiamo che molto presto leggeremo il tuo prossimo romanzo “Le Api di Waterloo” edito anch’esso  Words Edizioni.  Come sei passata dalla piattaforma digitale ad una casa editrice?

Totalmente per caso! Per chi non lo sapesse, ho iniziato a scrivere “Come la pioggia e la Scozia” nel 2019, pubblicandolo su Wattpad a puntate; la stessa cosa ho fatto per “Le api di Waterloo”, il cui ultimo capitolo è uscito sulla piattaforma a settembre 2020. Mai avrei però pensato che una casa editrice sarebbe stata interessata a pubblicare le mie fatiche! Quando ho vinto in Wattys nel 2019 con “Come la pioggia e la Scozia”, la Words Edizioni mi ha contattata chiedendomi se avessi mai pensato di trasformare la mia storia in un libro vero. All’inizio ho pensato che fosse uno scherzo e ci ho messo due mesi a rispondere *risata*, ma quando però ho capito che si trattava di una vera opportunità, ho deciso di buttarmi. Non avrei mai immaginato però che sarebbe stato apprezzato così tanto.

Spero in cuor mio che anche “Le api di Waterloo” entusiasmi tanti lettori come ha fatto il suo predecessore. Ormai manca davvero poco a maggio, quando uscirà su Amazon e in libreria, e non sto più nella pelle!

 

Infine, c’è una qualche sfumatura del romance di cui non scriveresti o che non leggeresti mai? E perché?

Non credo che ci siano libri che evito a priori come lettore: se la trama mi intriga, sono disposta a leggere qualsiasi cosa.

Come scrittore invece non credo sarei in grado di scrivere un romance contemporaneo drammatico, ma non escluderei un chick lit: sono una persona molto spiritosa e potrebbe essere una bella sfida!

Gazie a nome del team Recensioni youn adult!

Grazie infinite a voi e spero a presto! Giulia

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