DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Stefano Zoboli

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Stefano Zoboli

Salve readers, oggi vi presenterò un autore che mi ha fatto conoscere un genere per me nuovo: il distopico. Permettetemi di accogliere nel salotto di Recensioni Young Adult l’autore di I giorni della Chimera: Stefano Zoboli.

Benvenuto Stefano, parlaci un po’ di te…

Ciao! Innanzitutto vi ringrazio per avermi invitato. Mi chiamo Stefano, sono al mezzo secolo di età circa, e da sempre vivo nella umida pianura tra Reggio Emila e Parma (un Parmigiano Reggiano praticamente, anche se mia madre è Toscana). 

Lavoro nel campo della meccatronica per una multinazionale e vivo con la mia gatta Nina da 14 anni. 

Amo la montagna d’estate, camminare nel verde, stare immerso nella natura, visitare posti isolati fuori dalla civiltà e registrare le sensazioni che mi suscitano: storie che prendono vita nella mia mente distorta e che poi cerco di riportare sulla carta. 

Sono cresciuto con i Dylan Dog e con un debole per Lara Croft, che hanno alimentato e coltivato in me il fascino per il mistero, per le leggende, l’avventura.

1) Come ho più volte sottolineato, il tuo libro è stato il primo distopico che ho letto, e ti giuro, mi hai aperto un mondo. Dimmi com’è nata l’idea per questo libro?

Quando incappavo in storie del genere rimanevo abitualmente con un punto interrogativo. 

Sentivo che mancava qualcosa. Si tende spesso a sviluppare la parte distopica ma non la causa scatenante, limitandosi a un breve accenno. 

Io ho voluto riempire questo buco: sono partito dal primissimo “tocco” e ho portato il lettore a seguire passo passo il percorso che ha portato alla distopia.

Un’altra cosa che vedo nei romanzi di questo genere è che ci troviamo di solito di fronte a due figure rappresentati il bene e il male (esempio L’ombra dello scorpione). Io ho scelto di far vedere due ideologie diverse. 

Non c’è un vero bene o un vero male, ma due concezioni differenti, in contrapposizione, ma che sotto un certo profilo sono entrambe giuste, e che portano allo stesso fine: il futuro è nei bambini. E saranno proprio loro i veri eroi.

 

2) Nel corso della narrazione hai affrontato la storia da più angolazioni, raccontandola da più punti di vista, mi spieghi questa scelta?

È un modo per portare il lettore vicino ai personaggi, farglieli conoscere meglio. Immergersi nei panni di un personaggio, vedere attraverso i suoi occhi, sentire i pensieri e l’emozioni, diventi parte integrante di lui e della storia, perché te la fa vivere in diretta.

 

3) Nel libro ci sono vari personaggi, alcuni positivi, altri meno, ma Jasper è davvero speciale. Sei riuscito a conferirgli un’anima così bella da trasparire da ogni pagina. Hai delineato un uomo che ha amato, che ha sofferto, un uomo tenace, un amico sincero, un leader naturale. Come hai fatto? Ti sei ispirato a qualcuno?

Questa mi fa sorridere. Mentirei se dicessi che non è ispirato alla mia persona, almeno per il 70%. La parte tecnica, l’intelligenza pratica, sono cose che ne faccio uso quotidianamente nel mio lavoro. 

Anche il fatto di stare dalla parte dei più deboli, aiutare gli altri, dare molta importanza al legame dell’amicizia, il rispetto, l’onestà, cercare di non farsi mettere i piedi in testa, fanno parte della mia personalità. 

Poi sono stato anche un ex sportivo (ho praticato per 20 anni calcio) quindi gli ho trasmesso l’agilità.

 

4) In questo momento storico devi ammettere che lo scenario apocalittico che hai descritto sembra fin troppo realistico, quasi una visione del futuro. Era questa la tua intenzione? Volevi darci un’immagine di quello che potrebbe accadere in futuro?

Certo, è una delle possibili immagini. Come evidenziato nel romanzo, l’avidità e la ricerca della supremazia, purtroppo, ne fanno da padrone anche nella vita reale. 

Lo sfruttamento del popolo a discapito di pochi, la deforestazione, l’inquinamento, tutte cose che ci porteranno a una rottura insanabile se non ci fermiamo a riflettere.

Ma è proprio in questi momenti che non ci dobbiamo lasciare abbattere, e continuare a seguire quella luce che ci guiderà fuori dall’oscurità, una fiammella chiamata speranza.

 

5) Ho trovato geniale l’uso che hai fatto della leggenda dell’Isnashi, la paura per qualcosa di sconosciuto e orribile, che viene accettata più facilmente di una scomoda verità. Come ti è venuto in mente e come conoscevi “La bestia fetida”?

Sono un appassionato di leggende, ma questa non la conoscevo. Quando ho cominciato a pensare a un punto dove far partire l’infezione mi serviva qualcosa di sconosciuto e che avesse un qualche legame con l’uomo. 

Sappiamo che l’Amazzonia è sempre più soggetta alla deforestazione, e sappiamo che è il polmone più grande della terra con zone inesplorate, quindi mi sembrava il posto ideale per la mia storia. 

Così mi sono messo studiare certi tipi di animali che avessero un’attinenza con la rabbia e le varie leggende del luogo, così sono incappato in quella sull’Isnashi che calzava a pennello.

 

6) Farti domande senza fare spoiler diventa sempre più difficile. Pensi che quello che hai scritto possa alimentare le teorie complottiste con le quali siamo costretti a confrontarci sempre più spesso?

È possibile, ma credo che dia più una consapevolezza in noi.

 

7) Dimmi, come nasce lo Stefano scrittore?

Nasce soprattutto dalla lettura ma anche dalla tv. 

Quando leggevo (ma anche quando leggo tutt’ora) mi trovavo con la mente che a un certo punto prendeva la tangente facendo intraprendere ai personaggi un percorso diverso quanto trascritto sul romanzo, perché mi sembrava migliore o più affascinante. 

Quindi mi si creavano delle storie dentro di me, così ho provato a riportarle su carta.

 

8) Se pensi a te fra cinque o dieci anni, dove ti vedi?

Scrittore a tempo pieno, una casetta sulle Dolomiti d’estate e una al mare d’inverno, ed essere riuscito a entrare nel mondo del cinema (questo è uno dei più grandi traguardi che mi sono prefissato).

 

9) Dopo I giorni della Chimera, pensi di scrivere ancora romanzi distopici o pensi che scriverai anche altri generi?

Mi hanno già chiesto il seguito, quindi come posso dire di no. Ma al momento ho in cantiere un Horror e un thriller-horror.

 

10) Come lettore cosa ti piace leggere? Quali autori preferisci?

Vado a periodi, spesso cerco di leggere in base al genere che scrivo. Ultimamente mi sto concentrando sul Thriller e l’Horror. 

Non ho un autore preferito, me ne piacciono diversi, tra cui Martin, Grangé, King, Rollins, Carrisi, la Tuti, ma tendo a leggere anche molte voci nuove, preferibilmente che abbiano uno stile fluido e delle storie intrecciate (o incasinate).

 

11) Ultima domanda, stai già lavorando ad un nuovo libro? Puoi darci qualche anticipazione?

Come ho citato in precedenza, sto lavorando alla stesura di un Horror ambientato nel mio paesino, in un posto isolato immerso tra i canneti e sorgenti naturali, il tutto legato a una leggenda che incombe su un lago naturale, e ho in cantiere un thriller-horror ambientato nei pressi del Po.

 

Siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata, io e tutto lo staff di Recensioni Young Adult ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti diamo appuntamento a presto col tuo prossimo lavoro, Jenny.

Grazie a voi della bella compagnia. Un saluto a tutti i lettori. Ciao da Stefano.

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Stefano Zoboli