Voodoo Child - Andrea Gatti, RECENSIONE

Titolo: Voodoo Child

Autore: Andrea Gatti

Editore: Nua Edizioni

Genere: Narrativa Contemporanea

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Recensione

Voodoo Child – Andrea Gatti

Salve readers, oggi vi presento un altro libro che ho avuto il piacere di leggere in anteprima per la Nua Edizioni, si tratta di Voodoo Child di Andrea Gatti, in uscita oggi 29 aprile.

Questa settimana ho letto un libro stupendo, ma molto “doloroso”, perciò avevo bisogno di qualcosa di completamente diverso e Voodoo Child ha risposto perfettamente alle mie esigenze.

Non conoscevo questo autore, ma l’ho apprezzato davvero tanto, una penna da tenere d’occhio, una scrittura fluida, ironica e squisitamente sarcastica, un racconto apparentemente leggero che tratta temi importanti.

La leggerezza con cui vengono affrontati temi come la morte, la religione o il razzismo, non deve essere confusa con la superficialità, perché non è così, nessuna parte del racconto viene raccontata in modo superficiale, anzi, ma è stata limata ogni parte che potesse giudicare, risultare morbosa o condannare. 

Ogni aspetto viene affrontato in modo molto rispettoso e accurato.

Andrea Gatti ha scelto come protagonista una bimba di dieci anni che ha perso prima la madre e poi anche il padre. 

Rimasta orfana e affidata alle cure della matrigna, Emeline, non si da pace, dopo la sepoltura il corpo di suo padre è sparito dal luogo del suo riposo, e tutti dicono sia diventato uno zombi. 

La bimba nata e cresciuta in mezzo ai riti Woodoo, non accetta di perdere il suo adorato padre in quel modo, e decide di chiedere aiuto agli spiriti del Bayou, ad uno in particolare, a Baron Samedì, il Loa della morte, ma secondo voi può essere andato tutto liscio? No, infatti!

Ozee, è il Loa che ha risposto all’invocazione della bambina al posto di quello che lei ha chiamato, ma è un nuovo Ghede, non sa neanche come tornare indietro.

Louis Armstrong è un altro personaggio di rilievo, è un bimbo di colore di otto anni e accompagnerà la piccola Emeline, per quasi tutta la sua avventura. 

I bimbi accompagnati da Ozee percorreranno il Mississippi in lungo e in largo, faranno avanti e indietro tra il Bayou e New Orleans, ci porteranno nel mondo magico degli houngan e dei mambo, dei bokor e degli incantesimi, ci faranno assistere all’ascesa del jazz e alla nascita di una stella, il tutto mentre combatteranno contro un malefico bokor e un diabolico Loa assetati di potere, e senza scrupoli.

La voce era nasale, quasi ridicola, ma non fu questo il primo pensiero di Emeline.

«Ehi, tu non sei Baron Samedi!» Questo fu il suo primo pensiero, e non tardò un attimo a dargli voce.

Ne aveva sentito parlare, aveva visto dei disegni, e quello lì, chiunque fosse, non assomigliava per niente al Loa della morte. 

Non era vestito da becchino, indossava dei pantaloni neri gessati e un gilè con bottoni d’ottone sopra una camicia viola e una cravatta rosso sangue.

Sulla testa, invece della tipica bombetta, portava con disinvoltura un tricorno dalle finiture in velluto rosso e una grossa piuma gialla un poco sofferta.

Emeline non sapeva se a turbarla di più fosse il fatto che a indossare quel completo fosse un nero, come lei, che mai aveva visto in abiti formali, o il fatto che sotto al cappello, a mo’ di maschera, portasse un teschio a cui mancava solo la mandibola per essere completo, e che due occhi azzurro ghiaccio la stessero squadrando dalle sue orbite.

«Sei tu che mi hai chiamato, chérie?» Emeline sbuffò sonoramente. «No. Io ho chiamato Baron Samedi, non il tirapiedi strampalato.»

Nessun personaggio risulta piatto, ognuno ha il suo spessore e la sua importanza all’interno della narrazione, forse come storia potrebbe essere più adatta ad un lettore più giovane di me, ma devo ammettere di essermelo goduto dalla prima all’ultima pagina.

Dentro la bocca la lotta continuava. Ozee si era rannicchiato, con i piedi che affondavano nella lingua, le ginocchia piegate e le mani che tentavano di puntellare il palato dell’animale.

«Erano le mie… caramelle!» urlò di colpo, scattando in piedi e squarciando l’alligatore in due. 

Un sonoro crac accompagnò la rottura della mandibola e ogni resistenza cessò. Ozee continuò ad avanzare, lacerando il corpo fino alla coda, poi si accucciò e iniziò a rovistare nello stomaco dell’alligatore, tra fiotti di sangue nerissimo. 

Pochi secondi dopo sgusciò fuori con il pugno chiuso. Insanguinato, ma vittorioso, mostrò a Emeline le tre deliziose caramelle nella sua mano. Lei non le trovava più così deliziose.

«Ne vuoi?» «Ehm… no, grazie. Mangiale pure tu.»

I ragazzi saranno costretti ad affrontare tanto le proprie paure, quanto i propri desideri, in entrambi i casi, non sempre ciò che crediamo di sentire corrisponde a verità. 

Woodoo Child ci ha portato a New Orleans in un periodo storico in cui le persone di colore non potevano nemmeno sedersi dove volevano, dove un rito magico e l’apparizione di uno spirito erano considerati normali, ci ha portato in un luogo in cui un ancora sconosciuto Louis Armstrong e una baby sacerdotessa Woodoo possono diventare migliori amici e affrontare la morte a viso aperto.

«Wow! Davvero? Però io sogno che sono io a fare cose bizzarre, non qualcun altro,» disse Louis.

«Perché i ricordi del piccolo angelo si mischiano con i tuoi, quindi vedi te stesso, nei ricordi, anche se non c’eri,» intervenne Emeline, che sapeva già tutte queste cose, più o meno. 

Nella sua tribù facevano catechismo il sabato, anche se a insegnare non era il sacerdote, ma la signora Freeman – una vecchia ubriacona –, quindi alcuni concetti erano piuttosto fumosi.

Credo d’avervi detto tutto ciò che potevo, non mi resta che augurarvi buona lettura, Jenny.

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Trama

Voodoo Child – Andrea Gatti

Ci troviamo in una buia palude. Forse perché è notte. Anzi no, forse perché siamo in Louisiana, nel 1909, in un piccolo villaggio di praticanti voodoo. E in più è notte.

La protagonista è Emeline, una bambina orfana di dieci anni. La piccola è testarda e odia chiedere aiuto, ma è costretta a evocare uno spirito per salvare il padre, Auguste, divenuto zombi per opera di uno stregone.

Peccato che lo spirito che le risponde, Ozee, sia l’ultimo arrivato e non abbia le idee molto chiare circa i suoi poteri; per di più indossa un teschio bianco a mo’ di maschera e non sa nemmeno quale sia il suo volto.

Lei desidera recuperare il padre scomparso, lui compiere il suo dovere di spirito; sotto sotto, però, Ozee vuole scoprire la sua natura e qual è il suo posto nel mondo, ed Emeline non vuole restare sola.

Ad accompagnarli saranno Louis Armstrong, prima della fama, quando ancora era solo un bambino loquace e timoroso, cresciuto nella povera e dura New Orleans d’inizio secolo; e il capitano di battello J. W. Simmons, superstite dell’uragano più letale d’America, ora dedito all’alcol e alla diffusione della musica jazz, navigando su e giù per il Mississippi con un complesso di neri.

Voodoo Child – Andrea Gatti
Buona lettura, Jenny.

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