Titolo: Space. Lo spazio che ci unisce

Autore: Penny Reid

Editore: Always Publishing

Genere: New Adult

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Recensione

Space. Lo spazio che ci unisce – Penny Reid

Salve readers, il libro di cui voglio parlarvi oggi è il secondo volume della serie: Le leggi della fisica, della bravissima Penny Reid edito per noi dalla Publishing, sto parlando di Space. Lo spazio che ci unisce.

Per fortuna non ho dovuto attendere tanto per questo secondo volume, perché il primo mi aveva lasciato in bilico, in un punto della narrazione in cui si cercano risposte, in cui si vuole sapere di più e attendere a lungo sarebbe stato davvero orribile.

Anche in Space. Lo spazio che ci unisce, la scrittura della Reid si è dimostrata scorrevole nonostante il vocabolario complesso di Mona, ironica, sarcastica e leggermente tensiva, quel pizzico necessario per continuare a tenerci sulla corda in attesa del terzo volume, quello conclusivo. 

La narrazione dal doppio pov alternato è stata incalzante e molto emozionante, i sentimenti di ogni personaggio sono risultati estremamente vividi, palpabili, veri.

Nel primo volume, Mona dopo aver trascorso una settimana con Abram sotto mentite spoglie sparisce senza rivelargli la verità, senza salutarlo, senza dirgli cosa sente per lui. È devastata, ma non poteva tradire Lisa.

Abram, al suo risveglio si ritrova davanti una Lisa che non è la “sua Lisa”, non capisce subito cosa sia successo, ma nel corso dei due anni trascorsi da allora, i pezzi del puzzle cominciano a tornare al loro posto, i suoi ricordi e le sue sensazioni cominciano ad avere un senso, ma non per questo la sua rabbia, il suo rancore sono diminuiti. 

Ognuno di loro ha cercato di dimenticare, di andare avanti, ma nessuno dei due ci è riuscito, così quando si ritrovano insieme nella dimora di Aspen della famiglia DaVinci, le cose tra loro esplodono.

Non guardare. Non guardare. Non guardare.

Guardai.

Vestiti e altri libri e…

AH! SMETTILA DI GUARDARE!

Serrai gli occhi e tirai fuori la busta. Con un solo occhio aperto, lasciai la lettera sul comodino, sopra al cellulare invece che sul cuscino, che all’improvviso mi sembrò un posto troppo intimo, e mi girai per uscire. 

Trattenendo il respiro, riuscii ad arrivare alla porta senza sbirciare ancora la sua roba, me la chiusi alle spalle e mi voltai per tornare in cucina a mangiare i waffle di Lila.

Ed eccolo lì.

Sbigottita, rimasi pietrificata.

Ogni sentimento represso, rabbia, dolore, amore, desiderio, paura, gelosia, tutto cerca una crepa nelle loro corazze per potersi manifestare.

Il dolore e la rabbia di Abram sembrano più evidenti delle altre emozioni, ma sono solo una maschera che lui si impone, così come il senso di colpa, la freddezza e la logica lo sono per Mona. 

Lei sa di aver sbagliato e di meritare “l’odio” che crede di vedere negli occhi del suo poeta, lui vuole capire, ma ha paura di non poter sopportare la spiegazione, ha paura di sentirle dire che per lei è stato solo un passatempo, uno scherzo…

Sarcasmo.

Quello era sarcasmo.

Poe lo usava per prendermi in giro, e io per prendere in giro lui. Le nostre interazioni sarcastiche erano benintenzionate e mi aiutavano a mantenere sani il mio senso dell’umorismo e la mia percezione di me. 

Rabbrividivo al pensiero di quanto sarei potuta essere chiusa se non fosse stato per Poe, Allyn, Lisa e in parte Gabby che mi prendevano in giro e mi facevano rimanere con i piedi per terra.

Il sarcasmo di Poe era amichevole. Ma l’affermazione di Abram era dell’altro tipo di sarcasmo, quello ostile.

Mona deve restare ad Aspen per una settimana, Abram solo per quattro giorni, ma entrambi sono intenzionati a fare il possibile per chiarire le cose, per capire come sono andate le cose due anni prima e a che punto si trovano ora, dopo un primo disastroso tentativo, viene loro in aiuto l’alcool. 

Infatti, una Mona molto ubriaca perde ogni filtro e racconta tutto ad un Abram scioccato e incredulo, ma felice. 

Da quel momento entrambi affrontano le cose in modo diverso, ma sul loro cammino ci sono ancora problemi: un tour di dodici mesi e la convinzione di Mona che i musicisti non siano monogami. 

Riusciranno questi due ragazzi a trovare la loro dimensione nel mondo? Riusciranno a trovare un luogo e un tempo per vivere ciò che sentono l’uno per l’altro senza filtri, senza protezioni e soprattutto senza paure?

All’interno c’era un foglio a righe che sembrava essere stato strappato da un quaderno. Lo spiegai, premendo con cura sulla piega, e lessi le parole.

I pensieri arrivano più facilmente di notte.

In una stanza piena di luce,

non vedo che l’assenza di te. Il buio, anche se non posso vedere,

mi abbraccia.

Sono accecato, ma ho una visione chiara.

Sembra possibile che tu sia vicina, presente, qui.

Perciò quando guardi il tuo cielo della sera,

Allungati verso la notte e lì mi troverai.

Questo non è un addio.

Tuo per sempre, Abram

Di Space. Lo spazio che ci unisce non posso dirvi altro, se non che ho amato questo capitolo della storia anche più del primo e non vedo l’ora di leggere come andrà a finire. 

Quindi ora dovete mettervi in pari e attendere anche voi il terzo capitolo di questa bellissima storia che uscirà il 6 maggio, a me non resta che augurarvi buona lettura, Jenny.

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Trama

Space. Lo spazio che ci unisce – Penny Reid

Mona DaVinci è una donna geniale, riconosciuta come una delle più grandi menti della sua generazione. In cerca di riposo e relax, si rifugia nello chalet di famiglia ad Aspen, il suo posto preferito per rilassarsi quando riesce a prendersi una pausa dalla sua vita frenetica. 

Tutti i suoi piani dettagliati però vanno in fumo quando arriva ad Aspen e trova la baita di famiglia occupata dal fratello, Leo, e i suoi amici, tra i quali c’è anche il ragazzo da cui quasi tre anni prima Mona è scappata via, e a lungo lo ha rimpianto. 

Abram, oggi, è il frontman di una band di successo: ha scalato le classifiche con le sue canzoni ed è in procinto di partire per una tournée. 

Mona ha sofferto molto per il modo in cui lo ha ingannato. Ancora innamorata di lui, prende la decisione di offrirgli la sincerità che gli aveva negato, anche se in ritardo. 

Ma Abram non è disposto ad ascoltarla. Tradimento, rabbia e desiderio di vendetta ancora gli infuriano dentro. Ferito dal raggiro e dalle bugie di Mona, è convinto che per lei quella settimana trascorsa insieme non sia stata altro che un gioco, che non le sia mai importato niente di lui. 

La voglia di punirla lotta contro il desiderio di amarla, contro la chimica che li aveva già uniti e la mancanza di onestà che li aveva distrutti.  

Mona e Abram avranno una sola settimana per rimettere ordine nei loro cuori. Ci riusciranno? Lui è in cerca di vendetta. Lei desidera il suo perdono. Chi avrà la meglio?

Space. Lo spazio che ci unisce – Penny Reid
Buona lettura, Jenny.

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