DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Susanna Bronzino

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Susanna Bronzino

Salve readers, oggi ho invitato nel nostro salotto di Recensioni Young Adult l’autrice della trilogia Back to Me, di cui ho già letto il primo volume: Never, che è appena uscito. Lei è una mamma, una moglie, ama leggere e cucinare e qualche anno fa ha trovato sfogo nella scrittura, diamo un caloroso benvenuto a Susanna Bronzino!

Grazie per aver accettato il nostro invito Susanna, ti va di parlarci un po’ di te?

Ciao Jenny e grazie per questa opportunità!

Come hai detto sono una moglie e una mamma di due figli, 18 e 21 anni. Cerco di dedicare loro il tempo che mi chiedono, mi piace parlare di tutto e ascoltare ogni cosa vogliano dirmi. Ho anche una bella (e varia) cerchia di amici con cui mi piace ritrovarmi e interagire.

1)Leggendo la tua biografia nell’ultima pagina del libro, non ho capito se ti stessi riferendo ai fatti narrati in Never o se esistono altri tuoi libri che io non ho trovato su internet. Quindi Never è il tuo primo libro? Come nasce la storia?

Never è il mio primo libro. In realtà la serie Back to me è il mio primo romanzo, poiché  inizialmente era nato come libro singolo. Dividerlo in tre parti è stata un’idea del risultato nato da un confronto con Triskell edizioni. E ne sono molto contenta.

Per quanto riguarda la storia, non so di preciso quando ho iniziato a pensarci, ma ho cominciato a scrivere per me e le mie amiche con l’intento di riuscire a trasmettere qualcosa che suscitasse emozioni intense. Così mi sono trovata a pensare ai momenti felici e a quelli meno felici che mi hanno accompagnata nella vita. Quasi ogni giorno prendevano forma le idee che mi venivano in mente, poi le annotavo su qualsiasi cosa avessi a portata di mano.

La storia di Claudia e Diego sarebbe stata la prima di tutte quelle che volevo scrivere.

 

2)Nella biografia dici d’aver romanzato la tua vita, quindi possiamo dire che scrivi libri tratti da storie vere?

Non proprio la mia vita, piuttosto situazioni vissute in prima persona o contesti che ho vissuto da contorno, romanzando il tutto con un po’ di fantasia.

Di sicuro il tema dell’amicizia emerge perché per me è importante. Le mie amiche fanno parte della mia esistenza quasi quanto i componenti della mia famiglia, quindi è inevitabile non prendere spunto dalle loro esperienze di vita.

3)Leggendo Never ho avuto la sensazione, che fosse un volume di prefazione, come una sorta di prequel. Un antefatto per spiegarci il passato di Claudia e Diego e come siano arrivati alla situazione attuale, mi sbaglio?

A essere sincera non l’ho mai visto sotto questa luce. Forse potrei dire , nel senso che, avendo scelto di dividere il libro in tre parti qualche mese fa, Never prepara il lettore a quello che avverrà in Again.

4)Nella narrazione di Never dai molta importanza ai personaggi secondari, dobbiamo aspettarci che abbiano un ruolo di particolare rilievo nei prossimi due volumi?

I personaggi secondari avranno sempre una certa importanza nei miei libri. Per questo motivo ognuno di loro avrà una storia vissuta da protagonista.

5)In questo capitolo della trilogia hai scelto di dare voce a Diego solo nel capitolo iniziale e in quello finale, sarà così anche nei prossimi o invertirai i ruoli cambiando prospettiva?

Quando ho iniziato a scrivere, non avevo preso in considerazione di dare voce a Diego. La scelta è arrivata dopo un bel po’, quando leggendo e rileggendo intuivo che mancava qualcosa per far girare meglio il corso degli eventi. Pertanto mi sono calata nei panni del mio arrogante e presuntuoso protagonista maschile. Quando ho visto che, con il suo punto di vista, la storia mi piaceva di più, ho deciso di dare la sua impronta iniziale e finale a tutti i tre libri.

6)Se devo essere onesta, le spiegazioni di Diego circa il suo comportamento di dodici anni prima, mi hanno lasciata un po’ perplessa, e spero ardentemente che nei prossimi volumi venga chiarita meglio la sua posizione, ma è possibile che quando ha saputo che lei era diventata mamma non abbia fatto i conti? Che non abbia avuto neanche il più piccolo dubbio sulla paternità di quella creatura?

Ora, io non vorrei offendere nessuno ma stiamo parlando di uomini! E noi donne sappiamo bene che, mentre noi siamo multitasking spiritualmente e fisicamente, loro sono un pelino più limitati!

A parte gli scherzi, bisogna tenere ben presente che Diego è sempre stato non ambizioso, ma anche orgoglioso a livelli esponenziali. Non vorrei dire di più se non che in Again ho approfondito il suo atteggiamento nei confronti di Claudia.

Ma se non dovesse bastare, io sono più che disponibile a parlarne.

7)Ho scelto di leggere il tuo libro prima ancora di leggere la trama perché amo alla follia il mondo del MotoGP. Per te è stata una scelta casuale o è qualcosa per cui anche tu nutri una passione?

Mi dispiace deluderti ma, ahimè, non capisco niente di moto. Diciamo che la scelta è scaturita da una parte, per merito di alcuni miei amici fanatici della Moto GP e dall’altra perché ritengo che questo sport sia un mondo affascinante.

 

8)Oggi è raro trovare autrici, che pur essendo italiane, scrivano storie ambientate in Italia, il trend è quello di far svolgere le storie all’estero: Inghilterra, America, Canada… Come mai tu hai scelto Como?

Principalmente ho scelto Como perché a questa città mi legano dei bellissimi ricordi (ho frequentato il liceo) e perché penso sia magicamente sensuale.

In ogni caso, volevo che la storia fosse tutta un made in Italy. Il motivo è semplice, anch’io leggo soprattutto storie ambientate all’estero e, sia chiaro, mi piacciono, però quando fanno riferimento agli italiani (e succede molto spesso), a me passa sempre quello stereotipo che non mi piace tanto. Ricordiamoci che siamo un popolo con profonde radici nella storia e siamo famosi in tutto il mondo per l’arte, la cucina, la moda, il vino, la pizza! Tutti talenti che ci invidiano e ci copiano, quindi ho deciso di scrivere qualcosa acquisita da esperienza diretta. E chi più di un’italiana lo saprebbe fare?

9)Hai descritto il padre di Claudia come un donnaiolo incallito, un uomo di cui lei non aveva più alcuna stima, poi lo hai fatto diventare un nonno perfetto riabilitandolo agli occhi della figlia, ma non ho capito: lui e sua moglie stanno ancora insieme nonostante tutto o si sono finalmente separati?

Allora… il padre di Claudia è esattamente come lo hai descritto, ma tra l’essere un padre e l’essere un nonno le cose cambiano. Conosco uomini che non sono portati per fare i mariti né tantomeno i padri. Poi, però, quando arriva un nipote si trasformano all’istante in persone fantastiche per quel ruolo.

I genitori di Claudia sono separati ma nei prossimi libri chissà…

 

10) Avendo ancora due volumi da leggere, non posso farti tutte le domande che vorrei, perciò mi limiterò a chiederti: chi sono i prestavolto di Claudia e Diego?

Questa domanda mi ha fatto ridere, in positivo ovviamente. Io penso di aver descritto bene i protagonisti e ho ben chiaro a chi potrebbero assomigliare, tuttavia preferisco lasciare all’immaginazione del lettore crearsi un avatar che rispecchi Claudia e Diego.

11) Cosa dobbiamo aspettarci da Again?

Amicizia, amore, passione, ma anche insicurezze, paure e debolezze delle persone.

12)Nella biografia a fine libro hai scritto che ami leggere, quali sono i tuoi autori preferiti e quale il tuo genere d’elezione?

Prediligo soprattutto il genere thriller e fantasy. Adoro Dan Brown e J.R. Ward perché mi stupisco sempre come questi due autori riescano a farmi vivere in prima persona quello che raccontano.

13) Se ti immagini fra cinque anni dove ti vedi?

Non lo so proprio. Spero a fare quello che mi piace con le persone a cui tengo.

 

14) Ultima domanda: hai già qualche progetto per il dopo trilogia?

Certo che sì! In questo momento mi sto dedicando a raccontare la storia di altri due personaggi che, in tutta la serie Back to me, avevano una parte secondaria.

Come con Claudia e Diego, anche con questi due ho un bel rapporto, quindi mi sto divertendo un sacco a scrivere di loro.

Susanna, grazie per essere stata con noi, per averci concesso il tuo tempo e aver fatto due chiacchere con me, a nome mio e di tutto lo staff ti auguro il meglio e ti do appuntamento a presto col tuo prossimo lavoro, Jenny.

Grazie a te, Jenny, e a tutto il tuo team!

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