Titolo: Anche i girasoli hanno le spine
Autrice: Laura Rocca
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: Romanzo contemporaneo
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TRAMA
Dopo la morte della madre, Hazel è costretta a lasciare la sua casa di Londra e a trasferirsi in Scozia da Jacqueline, una lontana parente che non aveva mai sentito nominare. Tutto meno che entusiasta, la ragazza proprio non riesce a darsi pace per la piega che hanno preso gli eventi. Non solo, il suo sogno di studiare negli Stati Uniti per diventare ballerina professionista è ormai quasi irraggiungibile. Una volta giunta a destinazione, però, ha una sorpresa: Jacqueline vive nell’immenso castello del conte di Lilburn, dove lavora come istitutrice per Hayden, il figlio del proprietario. Tanto affascinante quanto distaccato, Hayden è un mistero dagli occhi di ghiaccio, che sembra nascondere mille segreti. Sin dal loro primissimo incontro, l’antipatia tra Hazel e Hayden è immediata, ma ben presto scoprono di avere in comune più di quanto si aspettavano. Tra enigmi e verità non dette, i loro sentimenti mutano e l’attrazione diventa irresistibile…
RECENSIONE
Un altro bellissimo romanzo intenso e struggente in pieno stile Laura Rocca .
Ho trovato molte somiglianze con Il compositore di sogni infranti della stessa autrice ovviamente sempre per Newton Compton.
Per chi lo ha letto troverete anche dei richiami e delle belle sorprese riguardo al precedente romanzo e ai protagonisti, anche se entrambi i romanzi sono assolutamente autoconclusivi e leggibili indipendentemente l’uno dall’altro.
Anche qui il protagonista maschile Hayden e’ un musicista prodigioso al pianoforte ed anche lui ha un gran bel caratteraccio. Scaccia ogni forma di amore non sentendosene meritevole , anzi pensando proprio di essere causa di dolore o sventura per ogni persona che potrebbe amarlo , a causa di una rara malattia che lo potrebbe condurre a morte o a grave situazione neurologica.
Ha perso la madre da piccolo e il padre lo ha affidato a istitutrici private e servitu’ relegandolo nel loro castello in Irlanda e tenendolo praticamente nascosto al resto della società, soprattutto l’alta società’ di cui fa parte essendo Conte, impegnato alla camera dei Lord a Londra.
Hayden si e’ sempre identificato come un “albero storto” come lo definì da piccolo suo padre e ha rinnegato la possibilità di vivere una vita normale pensando di morire giovane .
In ogni suo romanzo Laura Rocca ci descrive alcune malattie rare grazie ai suoi personaggi ed ognuno di loro si rifugia nella musica trovando la propria natura in essa e potendo esprimersi al massimo attraverso la stessa. Hayden lo fa attraverso il pianoforte ma non mostrandosi mai a nessuno. Egli suona in solitaria nel suo castello fin da piccolo e decide di usare uno pseudonimo col quale carica i suoi brani su spotify senza mai rivelarsi. In questo modo si è reso immortale regalando al pubblico la sua arte raffinata e superlativa che mai morirà come invece pensa succederà presto a lui a causa della sua condizione di salute.
Anche in questo caso ci sarà la figura femminile della protagonista a supportare il povero Hayden ma dovrà scontrarsi col suo brutto carattere e i suoi modi a dir poco bruschi per mantenerla lontana da lui.
Hazel si ritrova orfana di madre poco prima di diventare maggiorenne, la sua passione e ragione di vita è la danza classica . Si ritrova catapultata da Londra a Luss in Irlanda dove andrà a a vivere con una lontana amica della madre a lei sconosciuta, proprio nel castello del bel musicista tenebroso, burbero ma affascinante .
Dal titolo emerge subito l’importanza dei girasoli all’interno della storia.
Una bellissima abitudine quella di Hayden di piantare girasoli speciali ogni volta che vive situazioni piacevoli o importanti, degne di memoria. Ne conosceremo di vario tipo e legati a situazioni sia piacevoli che dolorose ma comunque uniche.
L’incontro tra i due giovani tormentati sarà praticamente un colpo di fulmine anche se Hayden maschera con abilità i suoi sentimenti, anzi appare sempre distaccato, irritato e scorbutico con Hazel. Nascondera’ non solo la sua malattia ma qualsiasi emozione e soprattutto la sua identità di pianista più famoso e bravo al mondo.
Hazel però adora quel pianista, ne conosce alla perfezione i tratti musicali e le sue mani, anche se non le sembra possibile associarlo allo stesso ragazzo schivo e a tratti cattivo nei suoi confronti.
Vivremo tramite i due giovani un susseguirsi di sentimenti contrastanti tra loro: amore e odio, fiducia e paura , solitudine e tristezza, felicità, amicizia, tradimento..
Ho sofferto davvero leggendo molte pagine, pianto dì commozione, sperato, amato e sorriso!
E’ davvero una bellissima storia che si svolge in un arco temporale di circa una anno in Irlanda , principalmente nel castello del conte Lilburn.
La storia tormentata di Hayden e Hazel viene raccontata direttamente da loro stessi tramite il POV alternato tra loro, in maggioranza da Hazel.
I personaggi corali non sono tantissimi, tra loro l’amica compagna di scuola di Hazel, Chrissy , l’amica d’infanzia pseudo fidanzata di Hayden , Abilene, il padre di Hayden il conte Lilburn e Jaqueline l’amica della madre di Hazel che la accoglierà con loro al castello.
Hazel sarà “Glitch”per Hayden, così la chiama fin dall’inizio, come un errore di sistema per un computer, lei sarà il suo errore che però ripeterà irrimediabilmente. La ballerina che sogna di ballare sulle note del pianista Thanatos. Riuscirà ad esaudire questo sogno prima o poi?
Non vi resta che scroprirlo leggendo Anche i girasoli hanno le spine , una storia d’amore e passione che vi sconvolgerà l’anima e che merita un ottimo sia per la trama che per la sapiente scrittura dell’autrice Laura Rocca.
Allego alcuni estratti,buona lettura, Orny T.
“Ho di fronte lo sguardo più cupo e profondo che io abbia mai visto. L’azzurro non è quello del cielo, ma del ghiaccio quando ci si riflette sopra il cobalto prima della notte. Il taglio è netto e l’arcata sopracciliare piegata in un’espressione di rabbia che ne accentua la forma allungata. Sono occhi così intensi da farti quasi perdere di vista l’insieme del viso. Un insieme fatto di labbra piene, mandibola decisa, pelle diafana e capelli così chiari da sembrare raggi di luna intorno a un volto spigoloso ed etereo. Se la statua di un angelo potesse prendere vita, sarebbe così.”
“Un giorno, mentre piangevo rassegnata tornando a casa, Spotify ha fatto partire per caso un brano di Thánatos. Quelle note mi hanno trafitto l’anima, hanno acceso qualcosa dentro di me. E così ho danzato. Ho creato la mia coreografia, ispirata dalla sua musica. Sono stata uno dei suoi primi follower, visto che quel pezzo era il suo primo componimento. Da allora, ogni volta che ho ballato, l’ho fatto con la sua musica. Ogni singolo passo è nato dalle emozioni che lui mi trasmette».”
“Voglio solo mostrare a tutti che non serve un corpo, non serve un volto né la mia voce per far provare emozioni. Innamoratevi della mia musica, non di me. Io non esisto. Io sono niente.”
“Ogni movimento sembrava una parola in una lingua segreta che solo il vento capiva. I suoi capelli neri, con le punte verde petrolio, fluttuavano come le ali di un uccello notturno, lasciando scie nell’aria. Era ipnotica. Forse per la passione con cui ballava, per la libertà che sprigionava, per il modo in cui il suo corpo interpretava la musica creando un’atmosfera di magia e incanto.”
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