Titolo: Delitto a Lovers’ Leap
Autrice: Catherine Coles
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: giallo soft, cosy mysteries, narrativa contemporanea
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TRAMA
Inghilterra, Berkshire, 1947. E’ il giorno di San Valentino e l’umore di Martha Miller non potrebbe essere peggiore. Il marito è ormai un lontano ricordo, visto che dal giorno della sua scomparsa non si hanno più sue notizie, e i rapporti con Luke, il vicario del paese e suo amore segreto, si sono decisamente incrinati dopo le ultime vicende. Per distrarsi Martha decide quindi di uscire a fare una passeggiata, ma invece che fare il suo solito giro, per cambiare abitudini e deprimersi ancora di più decide di dirigersi verso il posto che tutti chiamano Lovers’ Leap, il Volo degli Innamorati. Che potrebbe sembrare un luogo romantico, ma in realtà non lo è. La leggenda narra infatti che in tempi lontani una ragazza del villaggio si fosse invaghita di un giovane che i suoi genitori avevano giudicato inappropriato per la loro figlia. Le avevano proibito di rivederlo e il padre lo aveva minacciato dicendogli che gli avrebbe sparato con il fucile, se si fosse riavvicinato alla loro proprietà. Dalla disperazione, il giovane si era buttato da quel ponte nel fiume in piena sottostante. E il giorno dopo il suicidio, la ragazza aveva seguito il suo esempio. Per rendere ancora più reale la leggenda, poteva Martha, proprio quel giorno e sotto quel ponte, non imbattersi nel cadavere di Steven Strickland, un adolescente del paese? Se si sia buttato, se l’abbiano spinto o se l’abbiano portato lì già cadavere sono solo alcuni degli interrogativi che Martha e Luke si pongono immediatamente. Come sempre, a niente varranno i moniti dell’ispettore di polizia di stare lontano dalle indagini. Loro devono assolutamente scoprire cosa sia successo. Come mai Florence, la sua ragazza “a intermittenza”, si aggirava vicino al luogo del ritrovamento poco prima che Martha scoprisse il cadavere? O è forse Dennis, il becchino del villaggio, a sapere come sono andate esattamente le cose, specialmente visto che anche lui viene trovato cadavere qualche giorno dopo Steven? Gli imprevedibili Martha e Luke cercheranno di fare luce, a loro modo, sul terzo e quarto delitto di Westleham.
RECENSIONE
Bentornati book lovers!
Ve la ricordate Martha Miller?? Un anno fa, a maggio per la precisione, leggevo e recensivo per voi Delitto all’ora del tè. Era il secondo libro di Catherine Coles con protagonista questa curiosa signora, a metà tra Agatha Christie e Agatha Raisin. Beh, se vi è mancata sappiate che è tornata in questo terzo episodio della serie The Martha Miller Mysteries, nel libro Delitto a Lovers’ Leap, edito sempre da Newton Compton Editori.
Siamo sempre nel cuore del Berkshire, nella campagna inglese, e siamo sempre nel 1947. E come sempre dico, non è esattamente un seguito ma sono inevitabili rimandi ai primi due libri. L’autrice fa spesso riferimento a episodi avvenuti nei libri precedenti, molto utili per inquadrare i protagonisti e la loro storia. Nonostante ciò, lo potete anche leggere in solitaria.
Come il precedente Delitto all’ora del tè, anche Delitto a Lovers’ Leap mi è piaciuto molto. E’ leggero ma coinvolgente, la trama scorre e ti invoglia a scoprire cosa sia successo e cosa succederà. In questo libro, molto più che nel precedente, ho apprezzato che il contesto storico sia parte integrante della narrazione: spesso si fa riferimento ai mariti che non sono più tornati dalla guerra, al razionamento del cibo, alla tessera annonaria. Il peso del periodo c’è e si sente ma senza intristire troppo il lettore, sempre con un velo di ironia.
La scrittura è lineare e molto scorrevole; il linguaggio è semplice e fruibile a un largo pubblico, mai volgare. Le descrizioni della campagna inglese sono sempre delle belle pennellate di colore ma ridotte all’essenziale, senza divagazioni, ma sufficienti a far lavorare la nostra immaginazione. Il pov è in prima persona e chi narra è la stessa Martha.
E’ simpatico come, ormai al terzo episodio, i cittadini di Westleham si fidino più di Martha che della polizia per risolvere i casi, il che dona al racconto quel giusto pizzico di ironia noir, molto inglese, che tanto mi piace in questi cosy crimes. Come la stessa madre del defunto conferma:
“«Deve scoprire chi ha ucciso il mio Steven». Le lacrime rigarono le guance di Ivy.
«La polizia…».
Agitò con impazienza una mano davanti al viso. «So che cosa hanno detto, ma nessuno di loro conosceva Steven quanto me. Non si sarebbe mai tolto la vita. La prego, signora Miller, per favore trovi chi ha ammazzato il mio bambino».”
C’è un personaggio secondario degno di nota, una new entry, che è il padre di Luke. E’ chiaro fin da subito che i due non vanno d’accordo, e anche a Martha questa persona non convince. Che centri in qualche modo con l’omicidio? O è pura casualità che sia arrivato al villaggio per riallacciare i rapporti con il figlio guarda caso pochi giorni prima dell’omicidio?
“Vincent Walker mi metteva estremamente a disagio. Mentre Luke era fin troppo altruista, suo padre sembrava il tipo che non faceva mai nulla in cambio di nulla, il che mi portava a domandarmi per quale motivo si era presentato in casa mia.”
Per quanto riguarda la protagonista, è sempre lei, Martha Miller, una donna sulla trentina, senza figli e senza ormai più un marito. Stan infatti è scomparso e la situazione si fa sempre più pesante per Martha:
“Non potevo dichiarare Stan morto fino a che non fossero passati sette anni dalla sua scomparsa e non potevo divorziare dichiarando l’abbandono prima di tre anni senza di lui. Dunque, ero intrappolata nella vita che mi ero scelta all’inizio della guerra, quando sposarmi era sembrata la cosa giusta da fare per una ragazza della mia età.”
La sua unica vera compagnia rimane quella di Lizzie, il suo fedele setter irlandese, onnipresente e parte integrante del team investigativo:
“Lizzie, il mio setter irlandese, mi guardò con aria triste, come percependo chiaramente la mia delusione. E forse l’avvertiva sul serio, dopo aver passato mesi ad ascoltare i miei sfoghi sulla situazione. D’altronde, era la mia migliore amica e le confidavo tutto.”
Se, rispetto al libro precedente, Martha sembra sempre più affranta dalla sua situazione sentimentale e dalla piega che la sua vita sta avendo, il personaggio di Luke, il vicario del paese, sembra rimanere fisso nelle sue convinzioni:
“La data non aiutava, ovviamente. Il giorno di San Valentino era terribile per una donna sulla trentina che nutriva forti sentimenti per un uomo che non era suo marito. Sbuffai, abbandonandomi a una risatina ironica. Sperare che Luke mi mandasse un biglietto era davvero ridicolo. Ce n’erano diversi esposti nel negozio del villaggio, ma io non ero né “la donna che amava” né la sua “amata moglie”. E poi, peggio ancora, gli abitanti di Westleham si sarebbero scandalizzati se il pastore avesse acquistato un biglietto del genere, visto che era celibe.”
Divertenti le vecchie pettegole impiccione del paese: sanno sempre tutto senza sapere mai niente, le trovo esilaranti. Ma è involontariamente anche grazie ai loro pettegolezzi che Martha e Luke mettono insieme i pezzi del puzzle. Ce la faranno a risolvere il caso prima della polizia?
E ce la faranno vicario e parrocchiana a fare luce sui propri sentimenti?
Sta a voi scoprirlo tra le pagine di Delitto a Lovers’ Leap.
Buona lettura, Arianna
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