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Recensione: I bambini fortunati - Tiffany Reisz

mistery psicologicoTitolo:  I bambini fortunati 

Autrice: Tiffany Reisz 

Casa Editrice: Hope Edizioni

Genere: Mistery psicologico

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TRAMA

:  I giornali li avevano definiti “I bambini fortunati”.
Erano sette, orfani o bimbi abbandonati dai genitori, scelti dal leggendario filantropo e celebre neurochirurgo Vincent Capello, per andare ad abitare in una casa affacciata su un’incantevole spiaggia della costa Oregon: la Casa del Drago.
Allison era la più giovane dei bambini fortunati e viveva una vita idilliaca con la sua nuova famiglia, almeno fino al giorno in cui ha rischiato di morire e, per questo, è stata portata via dalla Casa del Drago e dalla sua famiglia adottiva.

Tredici anni più tardi, Allison riceve una lettera da Roland, il figlio maggiore del dottor Capello, che la avverte che il padre è malato e sta per morire. Allison decide quindi di tornare a casa e di affrontare i fantasmi del suo passato. Vuole scoprire cosa è successo davvero quel fatidico giorno: si è trattato di un incidente o, come ha sempre sospettato, uno dei membri della sua amata famiglia ha cercato di ucciderla?

Scavare nel passato può però rivelare delle inquietanti verità…
Quando Allison riuscirà a ricomporre i pezzi della sua storia scoprirà un terribile segreto che metterà a repentaglio la sua vita, una volta ancora.

RECENSIONE

Bentrovate care Readers! Oggi sono qui a parlarvi di un libro letto grazie a Hope Edizioni, ossia I bambini fortunati di Tiffany Reisz. E’ il primo libro che leggo di Tiffany Reisz e devo dire che mi ha piacevolmente conquistata. 

Una trama interessate e non banale, con una buona componente di suspense e di mistero, unita alla parte romance che accompagna Allison nel suo viaggio nei ricordi, o meglio alla ricerca dei ricordi perduti. Leggendo I Bambini Fortunati in nessun momento ho mai avuto l’impressione di aver già letto il libro prima, quindi ottima cosa.

“Quindi tu pensi che qualcuno mi abbia spinta?”

“Credo di si. E credo di sapere anche chi sia stato”

“Chi?” gli chiese Allison “Perché?”

Allison torna nella casa in cui ha vissuto dai sette ai dodici anni, perché il papà che si era occupato di lei sta morendo e vuole rivederla. Avendo appena concluso una relazione e non avendo praticamente alcun legame lavorativo o affettivo a trattenerla, Allison decide di fare questo viaggio e di rivedere i ‘fratelli’ che tanto amava da bambina ma con cui non ha alcun contatto da quando ha dodici anni. Tornare là, alla Casa del Drago, la fa sentire strana: è come non essere mai partita. I rapporti con i fratelli si riallacciano in un attimo, soprattutto con Roland, per cui da ragazzina aveva una tremenda cotta (la prima e forse l’unica), e tutti si comportano come se Allison non se ne fosse mai andata. Nessuno parla del perché lei sia stata costretta ad andarsene e del perché non ne abbia memoria. Perché c’è qualcosa che non torna nel modo in cui, tredici anni prima, ha lasciato la casa ed Allison inizia a far domande che sveleranno molte più cose di quante si sarebbe immaginata. 

L’aveva portata lì per permetterle di ricordare, e lei aveva ricordato. Quella reminiscenza, così a lungo dimenticata, l’aveva colpita come un’onda e proprio come un’onda si era ritirata, lasciandola tremante e bagnata.

Le pagine scorrono bene, il romanzo si fa leggere molto volentieri anche se la trama non è ricca di colpi di scena, se non verso il finale. Vi avverto, un paio di scene mi hanno un po’ turbata.

Il personaggio di Allison è particolare, ha vissuto una vita non semplice: prima la morte dei genitori, poi il periodo in orfanotrofio non è stato dei migliori e infine quando finalmente arriva nella casa del Dottor Capello ritrova leggerezza e gioia di vivere e amore. Abbandonare la casa è stato l’ennesimo trauma. Questo percorso la condiziona sicuramente, infatti le scelte di vita e la relazione che intraprenderà ne sono un chiaro segnale. Non posso dire di aver empatizzato con Allison appieno, ho letto la sua storia con curiosità, ma rimaneva comunque un distacco emotivo con la protagonista che non so spiegare a parole. Allison mi sembra una persona “fredda” ma considerando il suo vissuto, ciò che scopriamo con lo scorrere delle pagine, direi che è un elemento totalmente coerente con la trama e la crescita del personaggio.

Aveva commesso un terribile errore a tornare lì. Un errore terribile. Si rese conto che era tornata a casa per trovare la sua vecchia famiglia, che invece non viveva più lì.

I fratelli e le sorelle adottive di Allison faranno la loro comparsa, ovviamente, e con lo scorrere delle pagine scopriremo anche le loro storie e sono tutt’altro che semplici da leggere e comprendere. Non posso dirvi di più perché tante domande troveranno risposta proprio negli ultimi capitoli, ma vi anticipo che un paio di loro sono abbastanza inquietanti come personaggi.

Tutti i fratelli e le sorelle sono accomunati dalla sofferenza: sono tutti stati adottati dal Dottor Capello, nessuno di loro ha avuto una vita semplice prima di conoscerlo. Tutti, nessuno escluso, si sta trascinando le ferite di quegli anni e sta vivendo come meglio può.

Lasciare il passato nel passato sembrava più una forma di perdono, di pietà. Sembrava un modo per andare avanti e dimenticare.

Un mistery, a tratti thriller psicologico, con un ritmo non proprio incalzante, ma Tiffany Reitz ha comunque saputo creare una storia che si fa leggere volentieri e che porta a un bel colpo di scena finale.

Ah, per la parte romance aspettatevi dei risvolti piccanti e c’è anche un pizzico di forbidden love…  

Correte quindi a leggere I Bambini Fortunati e ditemi cosa ne pensate.

Buona lettura

Simona.

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