Titolo: Mercy
Autrice: Francesca Veri
Casa Editrice: Always Publishing
Genere: Dark academy romance – age gap
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TRAMA
È bastata una notte per rovesciare l’esistenza privilegiata di Aurora Welsh e decretare la sua clausura. Dalle feste con gli amici e gli ottimi voti passa al totale isolamento, all’Our Lady of Mercy: una prigione di stampo cattolico mascherata da prep school in cui gli studenti vengono piazzati dai loro facoltosi genitori per espiare colpe, imparare l’educazione rigida dei ricchi o rimanere nascosti da chi non desidera avere una delusione tra i piedi. Ora, sola e priva di qualsiasi appiglio, vaga in un ambiente sconosciuto senza null’altro da perdere se non la propria coscienza.
Eppure proprio lì, tra i corridoi austeri dell’Our Lady of Mercy, si nasconde quella che si rivelerà la sua più grande tentazione. Vietata. Indecente. Totalizzante. Con il professor Fleming cedere è inevitabile. Perdersi anche.
Zachary Fleming è un professore autoritario, esigente, eppure rispettato da studenti e colleghi. Però dentro di sé cova un tormento invisibile e rivangare il passato per lui porterebbe alla luce fantasmi che devono restare incatenati. Così ogni settimana Zach tenta di esorcizzarli nel solo modo che conosce: di nascosto nella sua stanza, in compagnia delle sue Lady of Shadows.
Nessuno lo sa. Nessuno nemmeno sussurra. Ma lui sprofonda ogni giorno di più nel peccato, nel ricordo e nel dolore, almeno fino a lei. Quando Aurora mette piede nella sua scuola, Zachary capisce subito che rappresenterà la sua rovina: una Lady perfetta, uguale al suo ideale eppure… infinitamente diversa.
Resistere è impossibile, i suoi demoni lo spingono a indulgere, a osare, a irretirla, perché la passione non si può arginare e l’appagamento del loro bisogno vale ogni rischio.
Le catene che imprigionano i fantasmi di Zachary, però, sono destinate a spezzarsi e liberare verità in grado di scaraventare lui e Aurora in un vortice ancora più buio. Si può conoscere amore se l’unico insegnamento ricevuto è la perversione?
RECENSIONE
Oserei dire uno dei più bei romanzi che abbia letto in questo anno se non tra i primi in assoluto, davvero ottima la scrittura di Francesca Veri che con estrema cura sceglie le parole per affrontare descrizioni e avvenimenti delicatissimi. Mercy , il titolo del romanzo per la casa editrice Always Publishing, significa in Italiano “misericordia- pietà “ .
Già dal titolo stesso si capisce il mood della trama e cioè un misto tra oscurità, peccato, intesi proprio in senso religioso del termine. Ambientato in tempi attuali nelle vicinanze di Seattle, con precisione all’interno del collegio religioso Our Lady of Mercy, appunto “nostra signora della misericordia “. Scritto al tempo presente da entrambi i POV alternati dei protagonisti Aurora e Zachary .
I temi trattati sono molteplici e tutti delicati: abuso e violenza psicofisica, lutto , giudizio pubblico e religioso, status sociale, rapporti familiari difficili , tradimento , fallimento personale.. da qui molteplici sensazioni e sentimenti spesso difficili da accettare o affrontare.
Fin dalle primissime pagine si capisce subito che Aurora ha dei problemi dovuti alla mancanza della mamma , morta precocemente per un incidente stradale. Avendo perso la sua figura guida in età adolescenziale e non avendo quasi alcuna attenzione dal padre , commette facili errori per la sua età che la portano appunto ad essere trasferita nel collegio religioso, per “ riportarla sulla retta via”.
Questo scaturisce l’incontro col giovane professore di letteratura Zachary Fleming che ne rimane immediatamente folgorato per il suo aspetto fisico, non solamente perché bellissima ma soprattutto perché identica al suo incubo femminile del passato , da cui ancora non è riuscito a liberarsi psicologicamente . Anche la giovane e’ fin dal primo incontro inspiegabilmente ma inesorabilmente calamitata dal professore.
Due anime purtroppo giudicate e messe alla gogna in età prematura ,che combattono coi loro demoni, ormai convinti entrambi di essere irrimediabilmente sbagliati , finiscono sempre per commettere il solito peccato, nel solito modo. In realtà sono due anime spezzate che hanno bisogno di essere capite , amate per ciò che sono e aiutate a superare i drammi e le paure che li hanno contraddistinti fin’ora.
Il professor Fleming cerca di esorcizzare la sua malattia, così è convinto di essere: malato! Da dodici anni compie sempre il solito rito sessuale, in realtà subìto per primo su sé stesso da giovane nella stessa scuola dalla sua professoressa, cercando di punire appunto la sua carnefice usando ragazze molto simili fisicamente a lei, una sola volta ciascuna. Nascosto dietro l’immagine del professore taciturno e riservato, si sente un mostro malato , guidato dal demonio, capace di piegare al suo volere ogni donna . Questo è ciò che meschinamente gli è stato insegnato a credere di sé stesso. Ne è convinto fino a quando non appare Aurora.. tutto cambia , si rimette in discussione, nasce un nuovo sentimento sconosciuto nel suo cuore . Cerca di resistere al suo richiamo, per il bene della ragazza stessa,così giovane , ma non riesce a dominarsi, cedendo più volte al bisogno di sentirla sotto le sue mani ,di nascosto da tutti.
Anche Aurora non riesce a stare lontana dal tenebroso professore, anch’ella convinta di essere malata:una puttana che non vuole altro se non concedersi. Cerca di non cedere alla tentazione ,ma ovviamente succederà tutto il contrario.
Due anime rotte e malate che però insieme sembrano aggiustarsi, comprendersi e si aiutano a ricominciare a vivere davvero. Ovviamente il problema più grande sarà la loro differenza non solo di età ma anche di ruoli , all’interno poi di una istituzione religiosa , bigotta e ipocrita.
Toccheranno il fondo entrambi..
Non è di certo un romanzo felice e spensierato se non a tratti, ma sicuramente molto intenso e passionale. Ricco di rivelazioni, cambi di ritmo, pericoli, adrenalina , ma anche amore seppur sconosciuto fin’ora ai due protagonisti come sentimento.
Nonostante si stiano conoscendo intimamente continuano a chiamarsi professore e Miss Welsh per tutto il romanzo!
Pochi personaggi corali, ma tra i più importanti la nuova compagna di studi e di stanza di Aurora, Martha e il professore collega Flint, per Zachary.
Mi è piaciuto il rapporto contrapposto tra i protagonisti, i loro pensieri e azioni rispetto alla morale rigorosa ma bigotta ed estremamente ipocrita e cieca della classe dirigente religiosa della scuola così come i luoghi descritti impeccabilmente, ma a stretto contrasto col carattere e le azioni dei due tempestosi amanti: spesso statue e crocefissi “assistono” a scene profane poco adatte ai luoghi..
Mi ha catturato istantaneamente dall’inizio questo romanzo e non ha mai perso né la mia curiosità né attenzione in nessun capitolo.
Davvero una storia strepitosa!
Non vorrei far passare il messaggio che sia solo triste o cupo perché in realtà ci sono anche molti momenti romantici, passionali, positivi e intensi, soprattutto sul finale… ma non posso svelarvi altro , vi esorto solamente alla lettura di Mercy, questo splendido libro di Francesca Veri perché sono sicurissima che lo amerete. Grazie ancora a Always publishing che ci delizia sempre con ottimi romanzi impareggiabili.
Vi allego alcuni estratti :
“È colpa mia. Solo mia. Di nuovo, torna il ricordo di quella luce, poi quello di me nuda come un verme. Sporca, spudorata e indegna. Non vorresti che io parlassi così di me, mamma. Dove sei, mamma?”
“‘Fanculo. Ecco dove sono finita: non in una scuola, ma nel punto esatto in cui si comincia a cadere. E sarò sola, più che mai questa volta. Consegnata di nuovo a qualcuno che deciderà cosa devo essere. Non mi conoscono, ma so per certo che hanno già stabilito tutto: chi sono, cosa ho fatto, quanto valgo. Senza sapere niente, senza accorgersi che tutto quello che stanno osservando è solo la punta dell’iceberg. Il vuoto si spalanca sotto ai miei piedi, e io comincio a scivolare. Piano, ma in maniera inesorabile.”
“Shadows. La parola mi rimbomba in testa come un vizio antico. Il corpo risponde prima di me: un brivido, la gola che si chiude, l’istinto di avanzare e di fuggire nello stesso tempo. Subito dopo, la vergogna. Calda, limpida, incontestabile. Questa ragazza appena arrivata sarebbe la più perfetta tra le mie Lady of Shadows. La Lady per eccellenza, quella da punire più di tutte. E cazzo, è a poca distanza da me… e non potrò mai toccarla. Mai. È la copia quasi perfetta di colei che ricerco ogni lunedì sera, una scadente anestesia che vivrà sotto il mio stesso tetto, camminerà per gli stessi corridoi che hanno visto Amanda irretirmi e poi annientarmi.”
“l’incubo non è mai finito, ha solo cambiato nome. E ciò che mi sta sconvolgendo, adesso, è il fatto che lei è qui per restare. Rinchiusa. La mia ossessione a portata di mano e che tuttavia non posso toccare. Non è ciò che sono abituato a fare. Finirà male. Non so per chi dei due, ma questa faccenda non promette niente di buono.”
“Come se mi stesse toccando, accarezzando. Possedendo. I suoi occhi erano rapaci, ma vi ho letto una buona dose di oscurità sul fondo. Li ho osservati a lungo, mi attraevano come un pozzo senza fine, un universo parallelo da scoprire e in cui mi sarei persa, se non fossi stata costretta a lasciare la stanza. Nascondevano un dolore che so riconoscere, quegli occhi, l’ho sentito chiaro e forte. Era nell’aria, nel filo sottile che teneva unite le nostre iridi. Non so nulla di lui, ma su questo non ho dubbi. È rotto, da qualche parte. Proprio come me.”
“«Non hai il controllo su te stesso, Zachary.» «Non ce l’ho quando me la trovo davanti. Sono malato.» … «Non posso starle lontano. Ci ho provato, davvero, ma è impossibile arginare quello che sento.» Mi sono arreso, cazzo. E non succedeva da almeno un decennio.”
“È la prima volta che qualcuno resta e non vuole purificarmi o dirmi cosa sono. Ha solo ascoltato. E per chi è abituato a essere giudicato a forza, l’ascolto è la forma più alta di misericordia.”
“Mi chiedo se anche Cristo, nell’istante in cui ha ceduto alla morte, abbia provato questa stessa pace disperata: la consapevolezza che ormai è tardi, che tutto è compiuto. Per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa.”
Buona lettura Orny T.
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