Titolo: His greatest treasure
Autrice: Hannah Cowan
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Genere: Romance contemporaneo, Enemies to Lovers, Single mom, Second Chance
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TRAMA
A volte, chi ti manda in escandescenze riesce anche ad accenderti dentro il fuoco della passione…
Oliver Bateman è uno stronzo. Non ci sono altri modi per definirlo. Non lo vedevo da dieci anni e, sebbene il tempo lo abbia reso uno schianto assoluto, non è stato altrettanto generoso con il suo carattere: è rimasto l’orso scontroso di sempre.
Il nostro primo incontro da adulti è stato un disastro, reso ancora più amaro da un dettaglio inaccettabile: non mi ha nemmeno riconosciuta. Come se non bastasse, il destino ha deciso di giocare sporco, rendendoci vicini di casa. Oliver sembra vivere per istigarmi e farmi incazzare, eppure mia figlia sembra essere l’unica capace di vedere oltre la sua corazza.
Ma tra un battibecco e una provocazione, Oliver è riuscito a fare l’impossibile: risvegliare in me sensazioni che credevo sepolte. Sotto il suo tocco e il calore del suo respiro, mi rendo conto di essere molto più di una semplice madre. Riuscirà l’uomo che più detesto al mondo a diventare il mio tesoro più grande, o il passato finirà per dividerci di nuovo?
RECENSIONE
Miei cari lettori oggi vi parlo del libro His Greatest Treasure di Hannah Cowan, quarto volume della serie Greatest Love.
Dopo aver apprezzato molto i romanzi precedenti della serie, mi aspettavo di ritrovare la stessa intensità emotiva e lo stesso coinvolgimento. Questa volta, però, la lettura mi ha lasciata con sentimenti contrastanti. Non è un brutto libro, ma è quello che meno mi ha convinta dell’intera serie.
La storia di Avery parte da una base emotiva fortissima. Tornata dopo anni trascorsi in Svezia, è convinta di non aver mai costruito legami profondi, e invece si ritrova accolta da un affetto che non sapeva di aver lasciato. Questo ritorno alle radici è uno degli aspetti più riusciti del romanzo: parla di appartenenza, memoria e famiglia scelta, ed è scritto con una sensibilità che colpisce.
Avery è un vulcano: calorosa, impulsiva, travolta dalle responsabilità di essere una mamma single ma ancora capace di slanci e spontaneità. Oliver è il suo opposto. Da adolescente aveva una cotta per lei; oggi è il caposquadra dei vigili del fuoco, un uomo taciturno, burbero e a tratti distaccato. Il loro primo incontro da adulti è carico di tensione: lui non la riconosce e questo la ferisce profondamente. Ne nasce una sorta di battaglia fatta di battute taglienti e provocazioni, un gioco di difese e attacchi che è tra le parti più interessanti iniziali del romanzo. Quando Oliver capisce finalmente chi ha davanti, il suo atteggiamento si capovolge — ed è lì che si intravede tutto il potenziale emotivo della loro dinamica.
“«E adesso? Chi sei, stasera?»
«Adesso… adesso sono soltanto io.»Le sfioro la testa con le labbra, mentre assaporo il momento fino in fondo.
«Non sei soltanto tu. Non sminuirti. Tu sei tu, Avery. Una donna.»”
Da questa citazione emerge come Oliver rientri prepotentemente nella vita di Avery: non è solo attratto da lei, ma vuole aiutarla a ritrovare se stessa. Dopo la nascita di Nora, Avery ha praticamente smarrito la propria identità, concentrandosi sempre e soltanto sulla figlia. Oliver diventa quindi un catalizzatore per il suo risveglio, incoraggiandola a riconnettersi con la donna che è, senza negare l’amore e la responsabilità verso Nora.
Proprio per questo dispiace che lo sviluppo della loro relazione sia così frettoloso. I passaggi emotivi che dovrebbero costruire fiducia e intimità vengono compressi, e la storia sembra saltare alcune tappe fondamentali. Alcune evoluzioni appaiono accelerate, quasi obbligate dalla trama, e questo riduce l’impatto emotivo che la coppia avrebbe potuto avere.
Il vero cuore del libro resta Nova. È impossibile non innamorarsi di lei: dolce, autentica, luminosa. Il rapporto madre-figlia è scritto con grande tenerezza ed è la parte più viva del romanzo. Anche la figura del padre di Nova, pur avendo uno spazio marginale, gioca un ruolo importante nell’equilibrio della storia e contribuisce a dare realismo alle scelte di Avery.
“«Voglio essere al tuo fianco anche nei giorni peggiori e godere del tuo sorriso in quelli più belli. Non dovrai più fare la parte sia della buona sia della cattiva. Scegli un ruolo e lasciami l’altro. Possiamo affrontare tutto insieme. E per quanto riguarda i pesi che ti sei caricata sulle spalle, tesoro, scrollateli di dosso e lasciati aiutare. Sono abbastanza forte da sopportarli mentre tu ti riposi. Poi faremo a metà. Basta soffrire da soli. Non accadrà più. Siamo una squadra.»”
“«Lo dirai ancora quando ti si sarà affezionata?»
La guardo e cerco di rimanere il più serio possibile senza però risultare irritante. «Io mi sono già affezionato a lei.»”
Questa citazione dolcissima evidenzia quanto sia forte il legame che si è creato tra Oliver e Nora, oltre al sostegno che lui offre ad Avery. Mostra come la famiglia, anche se ricostruita, possa essere un luogo sicuro e pieno d’amore, e rappresenta uno dei momenti più commoventi del libro.
È sempre bello ritrovare tutta la “banda”: rivedere i personaggi dei libri precedenti, scoprire le novità delle loro vite e respirare di nuovo quell’atmosfera di famiglia allargata che è uno dei punti di forza della serie. Il doppio POV in prima persona rende la lettura scorrevole e permette di entrare facilmente nella mente dei protagonisti, anche se avrei voluto più spazio per approfondire i loro conflitti interiori.
Nel complesso resta una lettura piacevole, con momenti teneri e un’atmosfera familiare che funziona. Pur essendo il volume che mi ha convinta meno della serie, è comunque un libro che merita di essere letto, soprattutto per chi ama questi personaggi e vuole continuare a sentirsi parte del loro mondo.
Ora vi lascio…
Alla prossima lettura
Federica F.
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