Titolo: Her league. Un amore tutto suo
Autrice: Liz Tomforde
Casa Editrice: Always Publishing
Genere: Contemporary Romance
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TRAMA
Desiderarlo è pericoloso.
Cedere… è imperdonabile.
Nipote dello storico proprietario dei Windy City Warriors, Reese Remington respira e vive il baseball da quando ha memoria e si è preparata con dedizione e professionalità a prendere il posto di suo nonno.
Malgrado la sua competenza, Reese sa che essere la prima donna a guidare una squadra significa trovarsi sotto scrutinio costante, saper mantenere il controllo su tutti e dimostrare di saper affrontare tutto, dalle decisioni difficili ai tagli necessari.
Ma Emmett “Monty” Montgomery non è disposto a seguirla alla cieca.
Una leggenda dello sport, abituato a non piegarsi a nessuno, il tatuato e muscoloso allenatore della squadra sembra avercela con lei e con le sue decisioni.
Per Emmett il campo da baseball è casa, i suoi giocatori una famiglia allargata da gestire a modo suo e nel “suo stadio”. Ora che è focalizzato sull’obiettivo di inseguire la vittoria nella World Series per sé e la squadra, l’ultima cosa di cui ha bisogno è una nuova proprietaria che sembra concentrata unicamente sugli affari e non sulla magia che il baseball sa regalare.
Eppure, trascorrere lunghe giornate e infinite trasferte fianco a fianco, gli consente di intravedere la fiamma che brucia in fondo agli occhi di Reese, il suo cuore che batte forte dietro all’ambizione di dimostrarsi all’altezza, fino al punto in cui la tensione che avverte tra sé e il suo nuovo capo si trasforma, e non ha più nulla di professionale. Diventa pericolosamente simile al desiderio, che li colpisce più forte di un fuoricampo.
L’istinto di Monty di prendersi cura degli altri finisce per includere anche Reese, e lei desidererebbe solo lasciarsi andare tra le braccia dell’allenatore.
Ma tra Reese e Emmett non è solo una questione di potere. È una questione di limiti.
E superarli potrebbe costare molto più di una stagione… perdere ogni credibilità, per lei. Per lui, perdere ogni cosa.
Essere la prima donna a possedere una squadra di Major League Baseball non è qualcosa che capita per caso.
Reese Remington ci ha costruito sopra un’intera vita.
Ha una mente brillante, anni di esperienza dietro le quinte e ogni competenza necessaria per stare esattamente dove si trova. Eppure, agli occhi del pubblico, resta solo questo: una donna in un mondo di uomini. Non la professionista che si è guadagnata quel posto, ma un’eccezione da osservare, giudicare… aspettando che sbagli.
E Reese non può permetterselo.
Non può permettersi distrazioni.
Soprattutto quando la distrazione ha il volto, decisamente troppo affascinante, del field manager della squadra. Quello che non perde occasione per mettere in discussione ogni sua decisione.
Emmett Montgomery è stato un All-Star, ora è l’allenatore. Vive il campo come casa e i suoi giocatori come una famiglia. È abituato a fare le cose a modo suo, senza interferenze. L’ultima cosa che vuole è un nuovo capo… e ancora meno una che sembra fredda, distante, completamente concentrata sul lato business.
Ma passare ore insieme, condividere trasferte, ritrovarsi fianco a fianco più di quanto sarebbe prudente… cambia le prospettive.
Perché dietro il controllo di Reese, Emmett comincia a intravedere altro: una determinazione feroce, un’ambizione che non è solo ambizione, ma bisogno di dimostrare, ogni giorno, di meritare quel posto.
E quando le battute pungenti si fanno più accese, qualcosa cambia.
La tensione si trasforma.
I confini iniziano a sfumare.
Quello che nasce tra loro non è più così facile da ignorare.
Ma Reese lo sa bene: c’è fin troppa gente pronta a vederla fallire. E tenere Emmett a distanza resta, sulla carta, la scelta più sicura. Per la squadra. Per la stagione. Per la sua carriera.
Peccato che ci siano partite che non si vincono con la strategia.
E quella tra loro… sembra essere una di queste.
RECENSIONE
Miei cari lettori, oggi sono qui a parlarvi del libro Her League: un amore tutto suo, della bravissima LiZ Tomforde e edito dalla Always Publishing, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di leggerlo in anteprima.
Era un libro che aspettavo tantissimo, quindi l’ho iniziato con ancora più curiosità ed entusiasmo del solito… e posso dire senza esitazione che è stata una conferma totale.
Questo libro mi è piaciuto davvero tantissimo, l’ho letto praticamente tutto d’un fiato. È una di quelle storie che scorrono senza che tu te ne accorga, leggere, coinvolgenti, che ti lasciano addosso quella sensazione di cuore pieno e leggero allo stesso tempo.
È una storia passionale, intensa ma allo stesso tempo pulita. All’inizio sembra qualcosa di proibito, qualcosa da tenere sotto controllo… ma andando avanti si trasforma in qualcosa di profondamente vero.
Siamo nel mondo del baseball, che qui non fa solo da sfondo, ma è proprio la base di tutto. È la vita di Reese e Monty, ed è anche ciò che rende il loro rapporto così complicato.
Reese è la nuova proprietaria dei Windy City Warriors, il suo ruolo è chiaro: è il capo.
Monty invece è l’allenatore, abituato a gestire la squadra a modo suo, senza interferenze. E proprio da qui nascono le prime difficoltà: lui non è disposto a fidarsi ciecamente di lei, mentre Reese deve imporsi e dimostrare di meritare quel posto ogni singolo giorno.
Il loro rapporto lavorativo all’inizio è tutt’altro che semplice: è fatto di scontri, decisioni messe in discussione, tensioni continue. Nessuno dei due è disposto a cedere davvero, e questo rende tutto ancora più intenso.
Ed è proprio questo che rende tutto “proibito”: non sono solo due persone attratte l’una dall’altra, ma sono capo e dipendente, con ruoli ben definiti e con troppo in gioco.
Per Reese significherebbe rischiare la credibilità in un ambiente che già la mette costantemente alla prova.
Reese mi è piaciuta sin da subito, già da quando era comparsa nel libro precedente. È una donna forte, determinata, che affronta a testa alta un ambiente difficile come quello sportivo, ancora troppo legato a certi pregiudizi.
E poi c’è Monty.
Io lo amavo già, ma in questo libro… è stato semplicemente perfetto.
Abbiamo sempre visto Monty come il mentore, la guida, quasi una figura paterna per i suoi giocatori e padre di Millie. Qui invece lo vediamo finalmente come uomo. E ruba completamente la scena.
Il suo modo di amare è totale, passionale, istintivo. Protettivo, intenso, ma anche ironico e incredibilmente sexy. È uno che sa esattamente cosa vuole… e soprattutto è disposto a fare qualsiasi cosa per proteggere ciò che ama.
E questa cosa si vede ancora di più quando la loro relazione viene allo scoperto: Reese finisce inevitabilmente sotto attacco, e lui non esita un secondo a mettersi in prima linea per difenderla.
Monty è così: mette sempre gli altri al primo posto, protegge con ferocia chi ama, anche se questo significa rischiare o addirittura rinunciare a ciò che per lui è sempre stato tutto… la sua squadra, il suo ruolo, il campo.
E sì, senza dubbi: è diventato il mio protagonista maschile preferito.
Tra lui e Reese la tensione è immediata. All’inizio è scontro puro, battute pungenti, attrito continuo, ma pian piano si trasforma in complicità, in qualcosa che cresce e diventa impossibile da ignorare.
C’è anche una frase che li rappresenta perfettamente e che accompagna tutta la loro evoluzione:
«Non dirmi quello che devo fare».
All’inizio è parte dello scontro, del loro continuo mettersi alla prova, ma andando avanti diventa quasi un loro linguaggio, un modo per stuzzicarsi, cercarsi e dirsi molto più di quello che sembrano.
Pian piano il loro rapporto si trasforma in complicità, in qualcosa che cresce e diventa impossibile da ignorare.
“«Be’, noi non siamo amici, Emmett. Io sono il tuo capo.»
Mi si avvicina e abbassa la voce in modo che possa sentirlo solo io.
«È sempre utile ricordarlo a te stessa, soprattutto quando una giornalista, che a malapena conosco, inizia a farti ingelosire, no? E, giusto per chiarire, non ho nessuna intenzione di diventare tuo amico, Reese.»
Il loro rapporto è così: intenso, combattuto, fatto di attrazione che cercano di controllare… senza riuscirci davvero.
«Perché mi stai guardando così?» mi chiede.
«Non so guardarti in altro modo. Ci ho provato.»
«Io non riesco a toglierti dalla testa» ammette, ed è bello sentire la sua voce esprimere esattamente quello che provo io.
«Allora siamo in due.»
Le scene più passionali sono molto hot, ma mai volgari. Sono scritte benissimo e sempre coerenti con quello che provano, rendendo tutto ancora più reale.
«Cosa cavolo mi stai facendo?».
«Ti sto facendo mio, spero» rispondo senza esitazione. Solleva la testa e i suoi occhi rimbalzano nei miei.
«È questo che vuoi?»
«Sì. Vorrei che tu fossi mio, Emmett.»
I dialoghi sono brillanti, mai banali, sempre dinamici. I personaggi hanno sempre la battuta pronta e questo rende la lettura ancora più scorrevole.
Il libro è scritto in prima persona con doppio pov, cosa che permette di vivere tutto ancora più intensamente.
Ed è stato bellissimo ritrovare personaggi già conosciuti come Isaiah, Kennedy, Kai, Miller e il piccolo Max… quel senso di continuità che rende questa serie ancora più speciale.
Non so se sia il mio preferito in assoluto, ma una cosa è certa: come protagonista maschile, Monty è al primo posto.
Lo consiglio assolutamente a chi ha già letto la serie, ma anche a chi non lo ha ancora fatto: è una storia che merita davvero, intensa, coinvolgente e capace di lasciarti qualcosa anche dopo aver finito l’ultima pagina.
A presto!
Federica F.
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