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Recensione: QB Keeper. L’amore che ritorna - C.L. Rose

Titolo: QB Keeper. L’amore che ritorna

Autrice: C.L. Rose 

Casa Editrice: Triskell Edizioni

Genere: Sport romance contemporaneo, Second Chance, Brother’s Best Friend, First Love

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TRAMA

Lui l’ha lasciata andare. Lei ha imparato a vivere senza di lui. Ma alcuni amori non smettono mai di lottare.

Tanner Lake ha commesso l’errore più grande della sua vita: lasciare andare Grace, convinto che il loro fosse solo un capitolo passeggero. Da allora, ogni vittoria, ogni traguardo raggiunto sotto le luci dello stadio è stato offuscato dal ricordo di lei. Ma ora è pronto a rimediare. E non ha intenzione di arrendersi.

Grace ha amato Tanner con tutta sé stessa, fino a quando lui le ha spezzato il cuore. Cinque anni dopo, non è più la ragazza che lo aspettava. Ha costruito una nuova vita, imparato a proteggersi… e soprattutto a non voltarsi indietro.

Ma quando Tanner torna, deciso a riconquistarla, il passato riemerge con tutta la sua forza. Tra rimpianti, desideri mai spenti e ferite ancora aperte, Grace dovrà decidere se fidarsi di nuovo… o chiudere definitivamente la porta a quell’amore che una volta era tutto.

RECENSIONE

Miei cari lettori oggi vi parlo del libro QB Keeper – L’amore che ritorna dell’autrice  C.L. Rose e Ringrazio la casa editrice Triskell Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo in anteprima.

“Alcuni amori non smettono mai di lottare.”  Credo che questa frase racchiuda perfettamente l’essenza di QB Keeper – L’amore che ritorna, una storia che parla di primi amori, rimpianti e seconde possibilità, ma soprattutto di due persone che, nonostante il tempo e il dolore, non hanno mai davvero smesso di appartenersi.

Tanner Lake e Grace Valentine si conoscono da sempre. Lui è il migliore amico di Riggs, il fratello maggiore di lei, e le loro famiglie sono legate dai tempi dell’università. Tanner è praticamente cresciuto accanto a Grace, vedendola per anni come quella bambina da proteggere, la “sorellina minore” di casa Valentine. Ma tutto cambia durante un’estate, cinque anni prima.

Tanner torna a Hope Harbor dopo il suo terzo anno ad Harvard e, convinto di trovare Riggs a casa, si ritrova invece solo con Grace. E la ragazza che ha davanti non è più la bambina che ricordava. Grace è pronta a lasciare la città per inseguire il suo sogno di frequentare il California College of Arts e costruirsi un futuro nel mondo della moda.

Complice l’assenza delle loro famiglie, i due iniziano a trascorrere sempre più tempo insieme. Tutto parte da una serata innocente e da un accordo che avrebbe dovuto restare senza conseguenze: Grace vuole perdere la verginità con qualcuno che si prenda davvero cura di lei e Tanner vuole essere sicuro che nessuno possa farle del male. Peccato che tra loro i sentimenti entrino subito in gioco.

Quella che inizia come una semplice estate tra amici si trasforma immediatamente in qualcosa di molto più profondo. Un film guardato insieme, un accordo apparentemente innocente, la complicità che cresce ogni giorno di più e quel sentimento che, quasi senza accorgersene, prende completamente il sopravvento.

Il loro amore nasce nel silenzio, nei momenti rubati e soprattutto al faro, il luogo simbolo della loro storia. Quel faro diventa il rifugio dove possono essere soltanto Tanner e Grace, lontani dagli occhi degli altri. È lì che si innamorano davvero, che imparano a conoscersi, che vivono la parte più bella della loro storia… ma è anche il luogo dove finiscono per distruggersi.

Perché quando Grace decide di rinunciare ai suoi sogni pur di restare con lui, Tanner va nel panico. Convinto di fare la cosa giusta, sceglie di lasciarla andare. Una decisione che segnerà entrambi profondamente.

La parte più dolorosa, però, è che alla fine Grace quei sogni li perde comunque. Tanner l’aveva lasciata credendo di star proteggendo il suo futuro, ma il dolore che le ha lasciato addosso finisce per allontanarla proprio da quella vita che desiderava tanto. E questa cosa, secondo me, rende il loro passato ancora più devastante.

Dopo cinque anni Tanner è diventato il quarterback dei Blizzard e decide finalmente di affrontare il passato e torna finalmente a Hope Harbor per un evento organizzato dai genitori di Grace, dopo essersi tenuto lontano da tutti per troppo tempo, al punto da incrinare persino il rapporto con Riggs. E il contrasto tra loro è immediatamente evidente: Grace ha cercato di ricostruirsi una vita ed è vicina al matrimonio, mentre Tanner è rimasto fermo a lei.

“Decido allora che è arrivato il momento di tornare indietro e affrontare le conseguenze delle mie azioni. Merito di vedere quanto sia diventata felice e realizzata nonostante ciò che le ho fatto. Che sta realizzando i suoi sogni, mentre inconsapevolmente tiene ancora il mio cuore tra le mani. E merita di vedere quanto sia stata vuota la mia vita in questi anni, con la consapevolezza che sono l’unico responsabile.”

E il loro primo incontro è tutt’altro che semplice.

Grace è sulla difensiva, ferita, arrabbiata. Tanner invece è fermo nello stesso punto emotivo di anni prima, perché non ha mai davvero smesso di amarla.

“Ma la verità è che ho amato quella ragazza come non ho mai amato nulla in tutta la mia vita. L’ho amata più del football, delle vittorie, o di qualunque altro traguardo. Niente mi ha mai fatto sentire, neppure lontanamente, ciò che mi fa sentire Grace Valentine.”

Grace invece è il personaggio che porta addosso tutte le cicatrici della loro storia. Ha amato Tanner al punto da essere pronta a rinunciare a tutto per lui e, quando lui l’ha lasciata, ha dovuto imparare a sopravvivere al dolore e a costruirsi una corazza. Per questo nel presente è così difficile lasciarlo rientrare nella sua vita.

Ho apprezzato molto il modo in cui i due, pian piano, si riscoprono. Non è soltanto una storia sul ritrovarsi, ma anche sul perdonarsi e sull’accettare tutto ciò che il passato ha lasciato dietro di sé. Molto belle anche le interazioni con i protagonisti dei libri precedenti Blaze Beckham, wide receiver della squadra, Dalton Davis, running back, e Maverick Moran, defensive end della squadra di cui Tanner è QB, che diventano un vero porto sicuro per Tanner nonostante abbia passato anni a isolarsi emotivamente, siano diventati la sua famiglia.

 “Abbiamo organizzato diverse serate insieme da quando hanno iniziato a giocare per i Blizzard. All’inizio, volevo solo prenderli sotto la mia ala e costruire dei rapporti che avremmo portato sul campo, ma con il tempo, Blaze, Dalton e Maverick sono diventati i miei migliori amici. So che può sembrare ridicolo, considerando che ci sono così tante cose di me che non sanno, ma mi vergogno troppo per come ho gestito le cose con Grace all’epoca, e non me la sono sentita di raccontarglielo.”

Ho amato molto la presenza del gruppo all’interno della storia, perché rappresentano davvero un porto sicuro per Tanner nel momento in cui finalmente decide di smettere di affrontare tutto da solo.

E la stessa cosa vale per Grace con Mads, Bella e Dia, che la fanno sentire immediatamente parte del gruppo senza mai metterla a disagio.

In particolare Bella ha un ruolo importante nel percorso di Grace, perché la spinge lentamente a ricostruire quella parte di sé che aveva abbandonato dopo Tanner. Grace infatti negli ultimi cinque anni ha completamente smesso di creare abiti, mettendo da parte il sogno che aveva sempre inseguito, fino a lavorare in un negozio come responsabile acquisti. Ed è proprio grazie al sostegno delle ragazze che ricomincia pian piano a credere di nuovo nel suo talento e nella possibilità di tornare a creare.

Ed è proprio nel negozio che conosciamo Monroe, l’amica di Grace e genio del marketing, un personaggio che mi ha incuriosita tantissimo. Ho avuto la sensazione che tra lei e Riggs ci fosse qualcosa di non detto e, anche se condividono pochissime scene, la loro interazione lascia intuire che sotto sotto potrebbe esserci molto di più. E sinceramente spero davvero di leggere presto la loro storia.

E ovviamente non poteva mancare il conflitto con Riggs, che vive la relazione tra Tanner e Grace come un tradimento. Per anni ha visto la sorella soffrire senza sapere chi fosse il responsabile, e scoprire che dietro tutto c’era il suo migliore amico rende inevitabile lo scontro tra loro.

Il libro è scritto in prima persona con doppio POV, scelta che aiuta molto a comprendere sia Tanner che Grace e a vivere entrambe le prospettive della loro storia.

Nonostante tutte queste premesse, però, devo essere sincera: questo libro non è riuscito a travolgermi quanto speravo. È scritto bene, la lettura è molto scorrevole e i trope presenti — second chance romance, brother’s best friend, first love — funzionano molto bene, ma emotivamente mi è mancato qualcosa.

Non sono riuscita a entrare completamente in sintonia con Tanner e Grace e in alcuni momenti ho percepito la narrazione troppo veloce, quasi come se mancasse il tempo necessario per farmi vivere davvero certe emozioni. Rispetto ai libri precedenti l’ho trovato anche più freddo e meno intenso, nonostante le basi della loro storia fossero molto forti.

Questo però non toglie che resti una lettura piacevole, romantica e piena di angst, perfetta per chi ama le seconde possibilità e quelle storie in cui, nonostante il tempo, la distanza e gli errori, due persone continuano inevitabilmente a ritrovarsi.

E credo che questa citazione finale rappresenti perfettamente Tanner e Grace, il loro amore e tutto ciò che hanno attraversato:

“Forse Riggs aveva ragione. Forse ci amavamo molto prima di sapere cosa significasse il nostro amore. Tanner Lake è parte di me, così come io sono parte di lui. Non è mai stata importante la distanza tra di noi o il tempo che abbiamo trascorso lontani. Ci saremmo sempre ritrovati.”

Anche se personalmente non è riuscito a conquistarmi completamente dal punto di vista emotivo, resta evidente la cura nella scrittura e nel modo in cui C.L. Rose costruisce i suoi personaggi e le loro dinamiche. La sua penna si conferma scorrevole, coinvolgente e capace di rendere la lettura piacevole dall’inizio alla fine.

Alla prossima lettura

Federica F.

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