Titolo: Coprifuoco a mezzanotte. Midnight
Autrice: Penelope Douglas
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: M/M Romance, Enemies to Lovers, Forbidden Love
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RECENSIONE
Miei cari lettori, oggi ho una nuova recensione e questa volta vi porto nel mondo di Penelope Douglas con Midnight Curfew. Preparatevi a entrare tra Sanoa Bay e St. Carmen, due mondi agli antipodi, e a conoscere Dallas e Callum, perché la loro storia è tutto fuorché semplice.
Midnight Curfew è stata una lettura che mi ha regalato davvero tante emozioni, anche se, arrivata alla fine, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa per poterle dare cinque stelle.
La storia di Dallas Jaeger e Callum Ames nasce nel mezzo della rivalità tra Sanoa Bay e St. Carmen: Dallas appartiene alla prima, Callum alla seconda. Sono due realtà profondamente contrapposte da differenze sociali, rancori e soprattutto da un fortissimo senso di appartenenza alla propria terra. Questo conflitto non è semplicemente lo sfondo della storia: è la storia stessa, il punto da cui tutto prende vita.
La narrazione alterna passato e presente e ci permette di scoprire poco alla volta cosa sia realmente successo e perché Callum sia così determinato a distruggere gli Jaeger e a portare via loro ciò a cui tengono di più. Nel passato vediamo nascere il legame tra lui e Dallas, mentre nel presente ci troviamo davanti alle conseguenze di tutto ciò che è accaduto.
Dallas mi è piaciuto. Non posso dire che sia diventato un personaggio indimenticabile, ma l’ho trovato ben costruito e coerente con il mondo degli Jaeger. Come i suoi fratelli porta addosso cicatrici importanti e anche il suo rapporto con la famiglia è tutt’altro che semplice. Ho amato soprattutto il suo lato protettivo verso la propria famiglia e verso Callum, ma ancora di più quello che dimostra nei confronti di Anna-Katherine, la sorellastra di quest’ultimo.
La chimica tra Dallas e Callum è alle stelle. Nel passato la componente fisica è più evidente da parte di Dallas, mentre è chiaro fin da subito che Callum provi qualcosa di molto più profondo. Nel presente, invece, dopo un inizio più difficile, il loro rapporto prende tutta un’altra intensità e persino nei momenti in cui si scontrano si riesce a percepire quanto amore ci sia tra loro.
Ho apprezzato proprio il fatto che la loro ostilità non scompaia magicamente. Callum continua ad avere la sua vendetta da portare avanti e Dallas rimane tutto ciò che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare il suo nemico. Eppure diventa sempre più difficile ignorare ciò che provano.
Anche Callum mi è piaciuto. Ho trovato interessante il fatto che, fin da quando era ragazzo, non abbia mai avuto particolari remore nel mostrare i propri sentimenti per Dallas. Una volta compreso cosa sia successo nel loro passato, infatti, molte delle sue scelte diventano più comprensibili, soprattutto quelle che aveva fatto allora.
Tra le parti che mi hanno emozionata maggiormente c’è sicuramente il rapporto tra Callum e Anna-Katherine, la sua sorellastra. La fiducia che lei ripone in lui è bellissima, soprattutto considerando che Callum sente di aver fallito nel proteggerla quando anche lui era solo un ragazzino. Ora, invece, è disposto a proteggerla da tutto e tutti. Ma ciò che mi ha sorpresa è stato anche il rapporto che, inaspettatamente, si crea tra Anna-Katherine e Dallas. Nonostante tutto quello che li circonda, lei arriva a fidarsi di lui e a lasciarlo entrare, creando un legame che ho trovato davvero dolce e inaspettato.
E poi ci sono i fratelli Jaeger, una dinamica che continua a emozionarmi. Sono ancora alle prese con le proprie ferite e con problemi che devono risolvere dentro di sé, ma quando uno di loro ha bisogno, gli altri ci sono. Il momento in cui aiutano Dallas durante la sua crisi è stato uno dei più belli per me, perché è proprio lì che finalmente abbassa la guardia e lascia emergere tutta la sua vulnerabilità.
Una delle cose che amo della Douglas, però, va oltre la storia d’amore. Nei suoi libri c’è sempre un concetto che ti rimane dentro e sul quale continui a riflettere anche dopo aver terminato la lettura. In Midnight Curfew, attraverso Dallas, la libertà viene vista in un modo tutt’altro che semplice:
«Quindi la libertà è disciplina?», domanda infine Anna-Katherine. «Avere il controllo su noi stessi affinché nient’altro possa controllarci?» […] «La libertà… è avere la disciplina di fare ciò che sappiamo di dover fare».
È anche per questo che non considero Midnight Curfew la solita storia d’amore. C’è il romance, certo, ma ci sono anche la vendetta, la famiglia, le ferite del passato, il senso di appartenenza e la ricerca di sé.
Forse è proprio il percorso di Dallas quello che mi ha coinvolta maggiormente. Per tutto il romanzo lo vediamo combattere contro ciò che prova, cercando di mantenere il controllo, fino a quando, durante la sua crisi, sono proprio i suoi fratelli a costringerlo a smettere di scappare. È uno dei momenti in cui mostra tutta la sua vulnerabilità e, finalmente, ammette ciò che prova per Callum:
«Non voglio che diventi come suo padre». […]
«Non voglio perderlo». […]
«Lo amo».
Ed è forse questo che ho amato di più: per Dallas, amare significa anche accettare di perdere quel controllo a cui si è aggrappato per così tanto tempo.
Lo stile della Douglas rimane, come sempre, inconfondibile. La storia è intensa, la componente spicy è altissima e la chimica tra Dallas e Callum è davvero alle stelle. Il mio unico problema è stato il ritmo: soprattutto nella prima parte ho trovato alcuni momenti un po’ lenti e avrei tagliato qualche passaggio. È questo, più di tutto, che mi ha impedito di arrivare alle cinque stelle.
Per il resto, Midnight Curfew mi è piaciuto. Non mi ha lasciato esattamente la stessa sensazione di altri libri della Douglas, nemmeno della stessa serie, e non posso definirlo indimenticabile. Ma è una storia che mi ha emozionata, che mi ha fatto affezionare ai suoi personaggi e che, soprattutto, mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere.
Perché alla fine, come spesso accade nei libri della Douglas, non rimane soltanto una storia d’amore. Rimane una domanda, qualcosa che continua a girarti in testa anche dopo aver chiuso il libro. In questo caso, la libertà: non quella di poter fare tutto ciò che vogliamo, ma quella di avere il controllo su noi stessi e sulle nostre scelte.
Consiglio Midnight Curfew a chi ama Penelope Douglas e cerca un M/M intenso, tormentato e passionale.
Alla prossima lettura
Federica F.
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