Titolo: Eclissi di Mezzanotte
Autrice: Martis Lisbon
Casa Editrice: Newton Compton Editori
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Recensione
Eclissi di Mezzanotte racconta la storia di Archibald Spencer ed Helena Warren-Percy, due persone che non potrebbero essere più diverse e che, nonostante questo, riescono a creare un legame destinato a lasciare il segno.
I due si conoscono da bambini e il loro primo incontro è molto particolare: Archibald è il classico terremoto della classe, mentre Helena è una bambina che non parla e che comunica con lui attraverso dei fogli. È proprio da questi piccoli scambi che inizia a nascere il loro rapporto, fatto di fiducia, gesti di gentilezza e di quella sensazione di essere finalmente visti da qualcuno.
Poi, con gli anni, le loro strade si dividono e quando si ritrovano sono ormai adulti e completamente cambiati. Archibald è diventato un musicista di successo, mentre Helena è cresciuta all’interno della famiglia reale, con tutte le responsabilità e le aspettative che ne derivano. A rendere la situazione ancora più complicata c’è il fatto che Helena è già promessa in sposa, nonostante non sia assolutamente d’accordo con questa scelta.
Quello che mi è piaciuto di più è proprio il contrasto tra i due. Archibald è istinto, Helena è controllo, ma entrambi hanno molto più dentro di quello che mostrano.
Archibald, soprattutto, è un personaggio che secondo me non può essere ridotto al semplice “ragazzo ribelle”. Il suo comportamento è fortemente legato al suo passato e alle persone che hanno fatto parte della sua vita.
E qui devo dire che ci sono stati alcuni aspetti che mi hanno fatto davvero arrabbiare. Il rapporto con la sua psichiatra, per esempio, mi ha lasciata parecchio perplessa: quando lui ha sedici anni arriva ad avere un rapporto con lei e, personalmente, trovo gravissimo che una professionista possa oltrepassare in questo modo i limiti con un paziente minorenne. Ancora più pesante è il suo atteggiamento manipolatorio, soprattutto per il modo in cui cerca di influenzare Archibald e di allontanarlo da Helena e dalle persone che gli sono vicine.
Anche la famiglia di Archibald non è certo una delle sue fortune. I suoi genitori mi hanno lasciata davvero senza parole in più di un’occasione: alcune frasi e alcuni comportamenti sono talmente pesanti da avermi messo sinceramente i brividi. E, allo stesso tempo, sono proprio questi aspetti a far comprendere meglio alcune delle sue difficoltà e il motivo per cui dietro alla sua parte più impulsiva ci sia una persona molto più complessa.
Anche Helena ha un passato che non può essere ignorato. Da bambina è stata rapita e, nonostante la terapia l’abbia aiutata a superare in parte quel trauma, è qualcosa che inevitabilmente rimane dentro di lei. A questo si aggiunge il peso della sua famiglia, del ruolo che ricopre e di un matrimonio che è stato deciso per lei. È una ragazza abituata a vivere secondo ciò che gli altri si aspettano, e proprio per questo il rapporto con Archibald assume un significato ancora più importante.
La loro relazione è infatti una delle parti che ho trovato più interessanti, perché non nasce semplicemente dall’attrazione. Prima c’è stato un legame costruito quando erano bambini, quando ancora non avevano idea di cosa sarebbe diventata la loro vita. Ritrovarsi anni dopo significa quindi fare i conti non solo con quello che provano nel presente, ma anche con tutto ciò che sono stati.
I tropes che ho ritrovato sono childhood connection, opposites attract e second chance, con una forte presenza del tema del destino. E devo dire che il contrasto tra il mondo di Archibald, legato alla musica e alla libertà, e quello di Helena, fatto di regole, responsabilità e protocollo, funziona molto bene.
A livello di scrittura, ho trovato questo libro molto scorrevole, nonostante affronti tematiche davvero complicate e di cui purtroppo si parla poco.
Per quanto riguarda invece la parte più romantica e sensuale, ci sono un po’ di scene Spicy che però non risultano fastidiose o di troppo… Secondo me è proprio il giusto per questo libro.
Nel complesso, Eclissi di Mezzanotte mi è piaciuto perché non racconta soltanto la storia di due persone che si innamorano, ma mette davanti a loro anche tutto quello che si portano dietro. Archibald e Helena hanno entrambi delle ferite, delle paure e delle situazioni che non hanno scelto, e il loro rapporto diventa anche un modo per confrontarsi con tutto questo.
Per quanto riguarda le citazioni del libro che mi sono rimaste dentro, ce ne sono due che ricordo per motivi completamente diversi.
La prima frase che mi è rimasta impressa è stata questa, perché l’ho trovata particolarmente toccante e rappresentativa di una verità che non dovrebbe mai essere messa in discussione:
“ Una donna adulta che va a letto con un suo paziente minorenne, non è normale, Archie ! È abuso!”.
L’altra, invece, mi è rimasta impressa per un motivo completamente diverso: mi ha trasmesso una gioia incredibile.
“Ma io sono qui e ti ho detto che non me ne vado, Archibald Spencer”.
È una storia che consiglierei a chi ama i legami nati nell’infanzia, le seconde possibilità, i protagonisti con un passato complesso e soprattutto le storie in cui due persone apparentemente incompatibili finiscono per trovare nell’altra proprio ciò di cui avevano bisogno.
E forse è proprio questo il bello di Archibald ed Helena: sono due mondi completamente diversi, ma quando sono insieme sembrano finalmente parlare la stessa lingua.
I due si conoscono da bambini e il loro primo incontro è molto particolare: Archibald è il classico terremoto della classe, mentre Helena è una bambina che non parla e che comunica con lui attraverso dei fogli. È proprio da questi piccoli scambi che inizia a nascere il loro rapporto, fatto di fiducia, gesti di gentilezza e di quella sensazione di essere finalmente visti da qualcuno.
Poi, con gli anni, le loro strade si dividono e quando si ritrovano sono ormai adulti e completamente cambiati. Archibald è diventato un musicista di successo, mentre Helena è cresciuta all’interno della famiglia reale, con tutte le responsabilità e le aspettative che ne derivano. A rendere la situazione ancora più complicata c’è il fatto che Helena è già promessa in sposa, nonostante non sia assolutamente d’accordo con questa scelta.
Quello che mi è piaciuto di più è proprio il contrasto tra i due. Archibald è istinto, Helena è controllo, ma entrambi hanno molto più dentro di quello che mostrano.
Archibald, soprattutto, è un personaggio che secondo me non può essere ridotto al semplice “ragazzo ribelle”. Il suo comportamento è fortemente legato al suo passato e alle persone che hanno fatto parte della sua vita.
E qui devo dire che ci sono stati alcuni aspetti che mi hanno fatto davvero arrabbiare. Il rapporto con la sua psichiatra, per esempio, mi ha lasciata parecchio perplessa: quando lui ha sedici anni arriva ad avere un rapporto con lei e, personalmente, trovo gravissimo che una professionista possa oltrepassare in questo modo i limiti con un paziente minorenne. Ancora più pesante è il suo atteggiamento manipolatorio, soprattutto per il modo in cui cerca di influenzare Archibald e di allontanarlo da Helena e dalle persone che gli sono vicine.
Anche la famiglia di Archibald non è certo una delle sue fortune. I suoi genitori mi hanno lasciata davvero senza parole in più di un’occasione: alcune frasi e alcuni comportamenti sono talmente pesanti da avermi messo sinceramente i brividi. E, allo stesso tempo, sono proprio questi aspetti a far comprendere meglio alcune delle sue difficoltà e il motivo per cui dietro alla sua parte più impulsiva ci sia una persona molto più complessa.
Anche Helena ha un passato che non può essere ignorato. Da bambina è stata rapita e, nonostante la terapia l’abbia aiutata a superare in parte quel trauma, è qualcosa che inevitabilmente rimane dentro di lei. A questo si aggiunge il peso della sua famiglia, del ruolo che ricopre e di un matrimonio che è stato deciso per lei. È una ragazza abituata a vivere secondo ciò che gli altri si aspettano, e proprio per questo il rapporto con Archibald assume un significato ancora più importante.
La loro relazione è infatti una delle parti che ho trovato più interessanti, perché non nasce semplicemente dall’attrazione. Prima c’è stato un legame costruito quando erano bambini, quando ancora non avevano idea di cosa sarebbe diventata la loro vita. Ritrovarsi anni dopo significa quindi fare i conti non solo con quello che provano nel presente, ma anche con tutto ciò che sono stati.
I tropes che ho ritrovato sono childhood connection, opposites attract e second chance, con una forte presenza del tema del destino. E devo dire che il contrasto tra il mondo di Archibald, legato alla musica e alla libertà, e quello di Helena, fatto di regole, responsabilità e protocollo, funziona molto bene.
A livello di scrittura, ho trovato questo libro molto scorrevole, nonostante affronti tematiche davvero complicate e di cui purtroppo si parla poco.
Per quanto riguarda invece la parte più romantica e sensuale, ci sono un po’ di scene Spicy che però non risultano fastidiose o di troppo… Secondo me è proprio il giusto per questo libro.
Nel complesso, Eclissi di Mezzanotte mi è piaciuto perché non racconta soltanto la storia di due persone che si innamorano, ma mette davanti a loro anche tutto quello che si portano dietro. Archibald e Helena hanno entrambi delle ferite, delle paure e delle situazioni che non hanno scelto, e il loro rapporto diventa anche un modo per confrontarsi con tutto questo.
Per quanto riguarda le citazioni del libro che mi sono rimaste dentro, ce ne sono due che ricordo per motivi completamente diversi.
La prima frase che mi è rimasta impressa è stata questa, perché l’ho trovata particolarmente toccante e rappresentativa di una verità che non dovrebbe mai essere messa in discussione:
“ Una donna adulta che va a letto con un suo paziente minorenne, non è normale, Archie ! È abuso!”.
L’altra, invece, mi è rimasta impressa per un motivo completamente diverso: mi ha trasmesso una gioia incredibile.
“Ma io sono qui e ti ho detto che non me ne vado, Archibald Spencer”.
È una storia che consiglierei a chi ama i legami nati nell’infanzia, le seconde possibilità, i protagonisti con un passato complesso e soprattutto le storie in cui due persone apparentemente incompatibili finiscono per trovare nell’altra proprio ciò di cui avevano bisogno.
E forse è proprio questo il bello di Archibald ed Helena: sono due mondi completamente diversi, ma quando sono insieme sembrano finalmente parlare la stessa lingua.
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