Titolo: Una notte di neve a Tokyo

Autore: Mia Another

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Recensione

Una notte di neve a Tokyo - Mia Another,

Ciao oggi voglio parlarvi del racconto natalizio di Mia Another.

Questo racconto è ambientato in  Giappone, il titolo è Una notte di neve a Tokyo.

Vista dal di fuori la  vita di Kasumi sembra serena. Ha un ottimo lavoro, un marito che sembra essere un ottimo partito.

Ma la verità è un’altra. Lei non è felice, non ama suo marito e suo marito non la ama.

Non si separano soltanto per non dare scandalo.

Quindi hanno fatto un patto.

Ogni anno  per ventiquattro ore  o poco più, lasciamo le fedi nuziali nel posacenere in salotto e usciamo di casa, comportandoci come se non ci fossimo mai conosciuti. 

Andiamo in cerca di compagnia, di qualcuno con cui passare la notte, come faremmo se fossimo single.

È stato necessario stabilire altre regole per evitare ripercussioni gravi. Innanzitutto, dobbiamo evitare di incontrare familiari o conoscenti, quindi è meglio spostarsi in zone che non frequentiamo di solito. 

Non dobbiamo conservare foto, video o messaggi, perlomeno non nei dispositivi che abitualmente usiamo a casa e al lavoro. 

Non possiamo dirci come abbiamo passato la giornata, né dove o con chi, e non dobbiamo farci domande al riguardo. 

Altrimenti, iniziassimo a parlarne, verrebbe meno la prima regola, ovvero quella delle ventiquattro ore.

Per un giorno, una volta all’anno, non devono fingere, possono essere liberi.

Liberi di essere chi vogliono e non sentirsi intrappolati nella loro gabbia dorata.

Il giorno di libertà è proprio la vigilia di Natale.

Questo è il terzo anno in cui la vigilia di Natale si concede di essere un’altra donna.

Kasumi è una donna molto metodica e prenota sempre nello stesso albergo, sempre la stessa camera.

Si sente in colpa per quello che sta per fare, ma non è felice e cerca di porvi rimedio con questa farsa.

 

La prima volta ero  po’ spaventata. Ma ormai è il terzo anno, e mi stupisco di quanto sia diventato facile. Di solito, indosso vestiti nuovi, delle scarpe eleganti, e verso sera vado al bar di un hotel di lusso.

Scelgo sempre lo stesso posto, e, se libero, lo stesso sgabello. Proprio quello su cui sono seduta ora.

Cerco di apparire abbastanza benestante da non avere bisogno di nessuno, e al contempo lascio intuire la mia malinconia a chi sa guardare bene. 

Mi mostro sofisticata, ma non inavvicinabile. Distratta, sprovveduta. E infine, sola… ma non abbandonata.

Naturalmente, è solo apparenza.

 

Quest’anno però le cose non andranno come aveva preventivato.

Kasumi incontra  Theo , un musicista che solo dopo poche ore riuscirà a guardare la vera lei. Riuscirà Kasumi dopo l’incontro a comportarsi come nulla fosse?

«Signora o

signorina?»

«Signorina», mento prontamente.

«Posso sapere come si chiama?».

Questa è la parte che mi piace di più. Quella in cui posso inventare un’identità tutta nuova, essere chiunque, essere chi voglio. Non dico mai il mio vero nome.

Perchè Kasumi si accontenta? Perché la sua vita non è come se l’era immaginata?

Come fanno sia lei che suo marito a far finta di nulla?

Se vi trovaste negli stessi panni di Kasumi come vi comportereste?

Davvero emozionante questo viaggio interiore che l’autrice ci fa compiere con questo suo racconto. Mi ha molto colpito una frase che diceva il padre di Kasumi “Devi essere felice oggi, perché i nostri giorni sono pochi, e non possiamo tornare indietro nel tempo”.

Io penso che abbia davvero ragione e non bisogna perdere tempo perché la vita è una sola.

Voi che ne pensate?

Buona lettura

Terry.

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Trama

Una notte di neve a Tokyo - Mia Another

Kasumi Hojo ha ventotto anni e una vita apparentemente serena. Il suo matrimonio le consente di avere la tranquillità e la sicurezza che ha sempre desiderato, ma dentro di sé sa che non basta per essere felice. 

Questo è il motivo per cui tre anni prima ha stretto un patto con suo marito: ispirandosi alle antiche leggende giapponesi, per un singolo giorno all’anno sono liberi. Liberi di fingere di non essersi mai incontrati, di essere persone diverse, di sfilare la fede nuziale dal dito. 

Ma ovviamente ci sono delle regole. Il “giorno di libertà” non può superare le ventiquattro ore ed è vietato portare in casa qualsiasi tipo di ricordo di quella notte, così come farsi domande a vicenda. 

È la notte di Natale, ed è la terza volta che la storia si ripete. Ma questa volta, trascorse le ventiquattro ore, per Kasumi sarà impossibile dimenticare l’accaduto.

«Una leggenda racconta la storia dell’amore impossibile tra la dea Myoken e il dragone del monte Buko: quest’ultimo è sposato con la dea Suwa ma, per un solo giorno all’anno, in inverno, è libero di trascorrere una notte con colei che ama.»

Una notte di neve a Tokyo - Mia Another
Buona lettura, Terry

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