DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Dana Dimitrevna

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Dana Dimitrevna

Salve readers, oggi sarà nostra ospite un’autrice al suo secondo libro, oggi ci faremo svelare i segreti dietro Zitto e Baciami, diamo il benvenuto nel salotto di Recensioni Young Adult a Dana Dimitrevna.

Benvenuta Dana, parlaci un po’ di te…

1)Ci racconti com’è nata la storia di Zitto e Baciami?

In realtà è nata per scherzo. Non avevo programmato assolutamente nulla, volevo solo che fosse divertente e spero di esserci riuscita.

2)Hai raccontato la storia da un unico pov, quello della protagonista femminile, facendoci conoscere Lauren a 360°. Ti sei ispirata a qualcuno per creare il suo personaggio? Hai usato un prestavolto? Chi?

Lauren sarei io in gran parte. Fisicamente è l’esatto opposto. Io sono mora con occhi quasi neri, mentre lei è bionda e occhi chiari. Fisicamente mi sono ispirata a Gigi Hadid. Caratterialmente mi somiglia molto. Le ho prestato i problemi familiari e il sarcasmo che mi accompagnavo durante la stesura (2017-2018)

3)Lauren, è molto insicura, si sente inadeguata per la sua famiglia, nella tua mente il personaggio è nato con quella personalità o si è rivelata tale man mano che scrivevi?

Lauren è nata già arrabbiata con sua madre. L’insicurezza è stata una conseguenza poiché quando la madre –la figura più importante della tua vita –ti “disprezza”, ti senti automaticamente insicuro. È un dato di fatto.

4)Mat inizialmente è molto enigmatico, si mostra in modi diversi generando una piacevole confusione, non ti nascondo che io avrei preferito avessi usato il doppio pov alternato, avrei voluto conoscere anche i suoi pensieri, i suoi tormenti. Com’è nato il suo personaggio e hai usato un prestavolto? Quale?

Mat Kodra è il mio personaggio preferito, l’unico che mi rimarrà nel cuore per sempre. Il fatto che lui sia di origine albanese non è casuale.

Lo scherzo da cui è nata questa storia riguarda proprio Mat. Il suo prestavolto è un ragazzo comune che abita nel mio paesino che incontro spesso al pub. È, appunto, albanese anche lui. Ho una cotta per lui da quando ho abbandonato la placenta e negli anni, ahimè, non è scemata. Mi fa lo stesso effetto dopo nove anni (ora mi sparo, promesso).

Per questo motivo non ho voluto scrivere anche il suo punto di vista. Mi sarei sentita come se stessi abusare della sua personalità. Non ho voluto mettermi nei suoi panni, non lo conosco personalmente.

5)Ho apprezzato molto il modo in cui i nonni di Lauren, nonostante il loro incontro, hanno offerto il lavoro a Mat. È più facile trovare persone che pensino male dei ragazzi come lui pur non sapendo niente della loro vita, spesso basta solo la nazionalità. Pensi che in un mondo tanto superficiale sia credibile quella parte della storia? Esistono ancora persone così?

A dire il vero non ci ho mai pensato più di tanto. Non ho dato gran peso. Però sì, credo sia credibile anche se le persone del genere bisogna cercarle col binocolo.

Posso dire che ho un esempio del genere in casa. Mamma si è risposta in Italia e ha trovato un uomo con un grandissimo cuore.

Per cui sì, sono convinta che là fuori ci siano persone che farebbero questo e altro. Mi piace pensarla così. Avendo questo parere, riesco a vivere leggermente meglio e ad adattarmi a questo mondo.

6)Nella recensione ti ho fatto un appunto per non aver specificato in quale zona della Sardegna hai fatto svolgere buona parte della storia: perché non hai scelto un posto preciso dando al lettore la possibilità di visualizzare un luogo preciso?

Un altro punto a cui non avevo pensato. Nella testa avevo solo il mare e lo yacht, da qui ha preso vita la storia. È partito tutto da un film che avevo visto con Zac Efron (non ricordo il titolo). Siccome la storia è stato uno scherzo, non ho dato importanza a tante cose… Non ricordo se ho specificato che l’aeroporto era quello di Olbia, ricordo che ho fatto il calcolo del tempo per arrivarci…

È una storia nata qualche anno fa su wattpad. Su quella applicazione ogni storia va bene. Sinceramente non ho osato nemmeno pensare che un giorno sarebbe diventata cartaceo, e con l’entusiasmo della sorpresa, nel editing ci sono sfuggite queste piccole cose.

7)Dal tuo commento su Instagram ho capito che la frase che ho reputato offensiva, probabilmente non è stata scritta nel modo giusto, facendomi così capire una cosa diversa da quella che intendevi. Può sembrare una sciocchezza, ma spesso basta invertire l’ordine delle parole per stravolgere il significato di una frase. Tu come ti organizzi per la stesura e correzione delle tue storie? Qual è la tua prassi?

Ho pensato per tutto il giorno a questo fatto…  Potrebbe essere una cosa voluta, ma non per Sardegna come popolo, semplicemente per il fatto che fosse un posto scelto dai nonni. Diciamo che lei stava criticando ogni cosa che riguardava sua nonna.

Anche il razzismo di Lauren è nato casualmente, non volevo mostrare questo, è solo venuto fuori così. Sarebbe stupido da parte mia essere razzista quando io per prima sono una straniera in un paese non mio.

Scrivo di getto, quello che viene, viene. Sono capace di scrivere lo stesso capitolo anche 10 volte, finché non mi sento soddisfatta.

In generale faccio le schede dei personaggi e aggiungo anche il colore delle mutande, perché tendo a dimenticarmi i dettagli. Mentre l’idea del capitolo la decido man mano che scrivo.

Prima, però, devo farmi un film mentale. Se riesco a portarla a buon fine, l’idea è quella giusta e merita lavorarci su, se, invece, mi blocco e non riesco a svolgerla mentalmente, cambio idea. La cosa che ho imparato scrivendo è che non bisogna avere fretta.

Inoltre, un’altra cosa importante è essere flessibili. Penso sia sbagliato intestardirsi per un’idea e svolgerla nonostante il suo futuro non sia proprio brillante.

Per quanto riguardano le correzioni, posso vantarmi di aver avuto le migliori lettrici su wattpad. Non ho una scrittura impeccabile in italiano, per cui le mie lettrici mi segnalavano ed io andavo a correggere subito. Per non dire che la mia editrice, Nancy Urzo, ha fatto un bel gran lavoro sui miei testi.

Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente perché senza di lei, questa intervista non ci sarebbe e i miei libri continuerebbero a vivere solo su wattpad.

8)Come nasce il personaggio di Eleonora?

Eleonora è la visione che avevo di mia madre. È un mio modo di percezione. Mi capita spesso di non sentirmi capita né da lei, né dalle persone in generale. Ho avuto un’adolescenza al quanto difficile e la maggior parte delle critiche arrivavano da parte sua; per cui ho scaricato tutte le mie frustrazioni sui miei personaggi. Poverini, devono sopportarmi e obbedirmi.

Ora quando ci penso, mi rendo conto che l’adolescenza ha fatto brutti scherzi nel mio caso.

9)Questo è il tuo secondo romanzo, com’è nata la tua passione per la scrittura?

Beh, dato che sono un personaggio strano anche io, è nato tutto casualmente. Diciamo che la solitudine – soprattutto mentre avevo gente attorno – mi colpisce fin dai tempi dei pannolini e quindi, a un certo punto –intorno ai 20 anni– , avevo due strade davanti: o andare in depressione e crogiolarmi nel dolore, oppure accettare la solitudine e farla mia amica. Così per non pagare lo psicologo, mi sono buttata sulla scrittura.

Beh, la prima storia che ho scritto è stata una cosa banale. Ma è stata una partenza e non ho mai mollato.

Di norma, la gente sente il richiamo di dio per diventare sacerdoti, frati e così via; io sento il prurito alle dita. E, grazie a dio, questo prurito non mi è mai passato.

10)Se pensi al tuo futuro, dove ti vedi tra cinque anni?

Questa è una bella domanda alla quale è sempre difficile rispondere. Tendo a non pensare molto al futuro perché poi vado in ansia, non sentendomi all’altezza dei progetti mentali.

 Magari sarò con il mio vero Mat (la butto lì a caso)

Credo che ovunque mi porti la vita, andrebbe bene. Probabilmente sarò a visitare finalmente la Corea del Sud. L’unica certezza che ho è che non mancherà mai un libro tra le mani.

11)Quali sono i tuoi autori preferiti? E il tuo genere preferito?

Dina Jefferies mi ha conquistato con le sue storie ambientate negli anni ’30.

Felicia Kingsley mi ha conquistato con il suo Matrimonio di convenienza e una Cenerentola a Manhattan

Anna Premoli per ora è la preferita. Ho divorato in 3 giorni il suo libro Un imprevisto chiamato amore. Mi piace molto come scrive e cerco di imparare molto da lei.

Il genere preferito in assoluto sono le commedie romantiche. Ma non escludo le altre. Mi basta che abbia quel poco di romanticismo, giusto per sentirmi innamorata almeno nei libri.

12)C’è un genere al quale credi non ti approccerai mai?

Il mio genere è il romance. Mi piace e mi viene facile scriverne.

Per quanto i miei neuroni facciano spesso le riunioni di gruppo, credo che non riuscirei mai a creare un fantasy. È un mondo che mi sembra difficile da realizzare.

13)Spero di essere riuscita a mantenere le domande generiche, e di non aver fatto spoiler, perciò questa sarà l’ultima domanda: stai già lavorando ad un altro libro? Puoi darci qualche anticipazione?

Per ora sto solo programmando alcune idee. Ho già creato i miei personaggi, vi anticipo solo che il protagonista maschile si chiama Leonardo e lo amo già, mai quanto Mat però. Ho intenzione di dargli una personalità un po’ più dolce. Mentre la protagonista, benché in sedia a rotelle, sarà una pazza avventuriera.

Sarà una storia che non riguarda per niente la mia vita (ho finito le frustrazioni), quindi sono un po’ in pensiero perché ho una leggera paura di non riuscirci.

Per ora nulla è ben definito. È un’idea che mi frulla in testa da mesi, ma finora ho cambiato già cambiato trama tantissime volte.

Dana, siamo arrivate in fondo alla nostra chiacchierata, ti ringrazio per la tua disponibilità e per aver voluto passare un po’ di tempo in nostra compagnia, io e tutto lo staff di Recensioni Young Adult ti salutiamo e ti diamo appuntamento a presto con un tuo nuovo lavoro, Jenny.

Grazie mille davvero per tutto quanto. La proposta è stata una bella sorpresa. Siccome ho poche aspettative in generale, rimango sempre sorpresa quando qualcuno fa qualcosa per me, senza mai aspettarsi nulla in cambio.

Grazie per l’opportunità e per avermi concesso il vostro prezioso tempo. Un abbraccio grande grande.

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Dana Dimitrevna