DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Rael J. Kailani

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Rael J. Kailani

Salve readers, oggi accogliamo nel salotto di Recensioni Young Adult, un’autrice che ho scoperto un anno fa. Mi consigliò il suo libro un’autrice che stimo e fui felice d’averle dato retta. Grazie a lei ho potuto scoprire una penna molto ironica, sarcastica e attuale. Permettetemi di presentarvi l’autrice di Love & Psiche: Rael J. Kailani.

Benvenuta Rael, parlaci un po’ di te…

Ciao Jenny, grazie per quest’opportunità. Così i lettori sanno con chi hanno a che fare e possono scappare prima che sia troppo tardi. 

Sono a dieta drastica da nove mesi odio il caldo, possiedo una falce e so come usarla: se vi sembra che le tre cose siano scollegate tra loro è perché non mi siete mai passati davanti di recente.

1)Come ho già detto, ho letto Love & Psiche un anno fa, pochi giorni dopo la sua uscita. Mi fu descritto come esilarante e fui molto felice di poterlo confermare, Ma dimmi, com’è nata l’idea di mandare un Dio dell’Olimpo sulla terra ai giorni nostri?

Non credo sia esattamente la genialata del secolo, anche grandi bestseller come Percy Jackson o Starcrossed hanno un’idea di base simile. 

Io volevo fare da tempo un bel retelling della storia di Amore e Psiche, è sempre stato uno dei miei miti preferiti al liceo e ho persino portato la statua di Canova alla maturità (sì quella che ho parodiato in copertina. 

Povero Alberto, si starà rivoltando nella tomba. O forse era Antonio). Comunque, non so come, Cedric si è messo in mezzo, mi ha scombinato i progetti ed è uscito quel che è uscito. Adesso, se dico che sono un’autrice seria, non ci crede più nessuno. Infatti non lo dico.

2)Cedric è un personaggio tutto da scoprire, lui è vanitoso, superficiale e sbadato, ma è anche tenero ed estremamente fragile. Cresciuto all’ombra del fratello Eros, non si sente apprezzato dalla sua famiglia e smania per avere quel consenso, quel riconoscimento. Insomma, Cedric è l’esatto opposto di ciò che ci si aspetta da un Dio, come hai concepito l’idea di Dio così “umano”?

Mi piace l’umanità. Come condizione, dico, la gente la odio. Ma l’umanità mi affascina, è un tema ricorrente in tutto quello che scrivo. 

Soprattutto, mi piace l’imperfezione che si porta dietro, perché vuol dire che c’è sempre margine di miglioramento. 

Forse è per questo che i miti greci mi sono sempre piaciuti tanto, perché gli dei erano idealizzati sia nel bene che nel male. Gli sono state attribuite debolezze del tutto umane perché, se persino loro, nella loro magnificenza, sbagliavano, cosa ci si poteva aspettare dai comuni mortali? 

Con Cedric ho seguito le linee guida di 3000 anni fa.

3)Per non parlare di Psiche… Nella mia recensione la definì: La sfiga fatta donna, ma sul serio, come si può essere così sfigati ed essere ancora vivi?

Psiche non è sfigata, è diversamente fortunata. E lo dico davvero: nonostante tutto, è ancora viva, no? Se non è fortuna questa…

4)Sfiga a parte, anche lei è un personaggio complesso, con tante sfaccettature, è solo frutto della tua fantasia o ti sei ispirata a qualcuno?

Psiche è l’unico personaggio di tutto il romanzo che ho inventato da zero, questo perché avevo bisogno di contrapporla a Cedric. O meglio, in realtà Psiche è proprio come Ced ma, a differenza sua, si piace così e riesce ad accettarsi per quello che è. Beh, il più delle volte, almeno.

5)Mentre leggevo alcune parti, Cedric mi ha fatto venire in mente un personaggio di “Che Dio ci aiuti”. Lui è praticamente la Azzurra Leonardi dell’Olimpo, c’è qualcosa di lei in lui?

Non ho visto “Che Dio ci aiuti” e non so chi sia Azzurra, ma, se mi dici così, magari recupero qualche puntata.

6)La vicenda all’inizio sembra complicata e di difficile risoluzione, ma non ho impiegato molto a capire quale fosse il vero obbiettivo, vedere come lo hai fatto penare per arrivarci è stato davvero divertente. Come si costruisce una trama complicata e allo stesso tempo ironica?

Questa domanda me la faccio ogni santo giorno. Se c’è qualcuno all’ascolto (o alla lettura) che ha la risposta, per favore, mi chiami. Posso pagare in biscotti – senza zucchero, senza glutine e senza proteine del latte.

7)Ho visto sulla tua pagina che hai scritto un altro libro: la ruota del divenire, 1-energia. Mi è sembrato di capire che questa volta il protagonista arrivi dall’Eden. Come mai i tuoi personaggi arrivano sempre da luoghi fantastici, ma vivono la loro storia sulla terra?

Mi piace inventare nuovi mondi e immaginare che, in qualche modo, siano legati al nostro. Credo che sia molto interessante il confronto tra la nostra realtà e quella che potrebbe essere e, in qualche modo, mi fa sentire le storie più vicine.

8)Normalmente non leggo fantasy, ma il tuo mi ha colpito e devo essere sincera, lo rileggerei. Pensi che scriverai anche altri generi? C’è un genere che non potresti mai scrivere?

“Una persona non si giudica dai libri che legge, ma da quelli che rilegge.” (cit.)

Per cui attenzione a ciò che decidi di rileggere. Scherzi a parte, ti ringrazio, è davvero un grande complimento per me. La scrittura è anche crescita, per cui non posso escludere che un giorno deciderò di avventurarmi in altre strade. 

Per il momento, mi trovo bene dove sto. Il problema è che non ho idea di dove sto. Tendo all’urban fantasy/fantasy contemporaneo YA con (ampie) sfumature romantiche e un pizzico di umorismo. 

Al momento Cedric è l’esperimento di cambio genere più estremo che abbia fatto. Insomma, c’è molto più humor e meno miele che negli altri miei romanzi.

Invece un genere che non potrei scrivere è l’horror. Sono dell’idea che per emozionare il lettore prima di tutto debba emozionarsi l’autore. E il mood “inquietata a morte” non lo reggo a lungo.

9)Pensando al passato, cosa ti spinto a scrivere? Com’è nata la tua passione?

Non sono mai stata molto brava a parlare, sono impulsiva, dico cose di cui mi pento in continuazione e ho un vero talento per distrarmi, così spesso perdo il filo, travalico l’argomento, non arrivo mai al punto. A volte parlo troppo, altre troppo poco, poi passo le ore a rivivere certe conversazioni chiedendomi perché non ho detto qualcosa, o perché l’ho detto, o perché ho detto questo piuttosto che quello. E comunque non credo di riuscire a esprimermi appieno.

Scrivere è il modo di comunicare che sento davvero mio, da sempre. Come diceva Calvino, non arrivo mai a essere davvero soddisfatta delle mie parole, ma almeno posso eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui mi rendo conto.

10)Quali sono i tuoi autori preferiti? Cosa ti piace leggere?

Mi piace leggere principalmente Fantasy e Sci-Fi, ma sono abbastanza onnivora e non parto mai con pregiudizi. Non saprei scegliere un autore preferito perché ho nomi, tra le letture che ho amato di più, che poi con altre loro opere non mi sono piaciuti per niente. 

E autori che ho comprato più spesso perché li leggevo con piacere, che però non sono mai arrivati a colpirmi così tanto da dire che li amo alla follia. Per cui boh, probabilmente sono strana.

Coi cantanti sono peggio, comunque.

11) Se pensi al tuo futuro, dove ti vedi tra dieci anni?

Sempre qui, sul balcone di casa, col PC davanti, le cuffie nelle orecchie e una candela alla citronella accesa (che tanto non funziona, perché qua abbiamo le zanzare corazzate). Però più vecchia di dieci anni.

12)Tra i tuoi due libri, qual è stato più difficile scrivere?

Il terzo. Davvero, in autunno esce il secondo libro della Ruota del Divenire e sto impazzendo, mi maledico ogni dieci minuti per certe scelte stilistiche. Volevo uccidere tutti al capitolo due, ma la mia editor dice che dodici pagine non fanno un libro. Guastafeste.

13)Hai usato dei prestavolto per Cedric e Psiche? Chi?

No, perché non amo imporre la mia visione dei personaggi ai lettori, ma poi posto i disegnini scrausi fatti da me, quindi, ora che ci penso, sono un po’ incoerente.

14) Ho notato una certa padronanza nell’uso dei termini e delle firme d’alta moda, è una tua passione?

Ho fatto da testimone di nozze alla mia editor, e volevo andarci in tuta e scarpe da ginnastica (a mia discolpa, lei mi aveva autorizzata). Alla fine ho fatto lo sforzo di mettere i jeans e i sandali aperti. Senza tacco, ovviamente.

No, persino Psiche ne capisce più di me, di moda, e penso che questo dica tutto. Cedric mi ha costretta a studiare, ma la padronanza dei termini è tutto ciò che sono riuscita ad acquisire. Nessuno mi vorrebbe come personal shopper, fidati.

15)Hai un sogno nel cassetto? Quale?

Che la nutrizionista al prossimo controllo mi dica: «Questo mese puoi mangiare solo gelato e crema catalana». L’ho detto che sono a dieta? Ho scoperto di essere intollerante a tutto ciò che è commestibile.

Ma, a parte questo, non credo di averne. Dovrei controllare bene il cassetto, magari è rimasto qualcosa tra i calzini spaiati, però avevo deciso di tirare fuori tutti i sogni e cominciare a realizzarli, che lasciarli là dentro mi sembrava troppo triste.

16)Ultima domanda: stai lavorando a qualcosa di nuovo? Puoi anticiparci qualcosa?

Come ho detto prima, in autunno esce – se non gli do fuoco prima, certo – il secondo libro de “La Ruota del Divenire”. 

A settembre ci sarà anche un rilancio del primo libro, che è uscito due anni fa un po’ troppo alla chetichella, e avrà un nuovo titolo. 

Questo perché Ultima Stesura, l’associazione di autrici indie di cui faccio parte, sta crescendo, e adesso abbiamo quello che definiamo “il nostro dipartimento di marketing” che mi sta seguendo con amorevole premura (leggi: mi sta col fiato sul collo, fra un po’ mi appare persino in sogno la notte).

Nel frattempo sto scrivendo anche un altro urban fantasy, questa volta a sfondo astrologico, perché è un campo che conosco abbastanza bene mio malgrado e che mi diverte molto. 

Spero di non fare come con Love & Psiche e di restare fedele ai miei propositi, o temo che mi troverò presto in mezzo a un attacco di papere marziane.

Infine ho in progetto di scrivere anche un racconto breve sequel di Love & Psiche, la struttura è pronta, ma devo prepararmi psicologicamente a trattare di nuovo con Ced. Lo so, sarebbe stato più facile scolarsi un barile di AK-47, ma purtroppo sono astemia.

Rael è arrivato il momento dei saluti, io e tutto lo staff di Recensioni Young Adult, ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti invitiamo a tornare col tuo prossimo lavoro, a presto, Jenny.

Grazie e a te e a tutto lo staff. Buon lavoro!

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