Grazie Kira Shell per aver accettato l’intervista con il nostro blog.

Intanto volevo ringraziarti per averci dato una storia diversa, ma comunque da favole che si rispecchia in quello che è la vita vera, con tutto ciò che la circonda. Allora partiamo:

  1. Cosa ti ha spinto a scrivere di Neil e Selene, i tuoi due incasinati?

Avevo voglia di dar vita a qualcosa di mio. Scrivo da quando avevo dieci anni, pertanto sentivo da tempo l’esigenza di “creare”, di mettere su carta i miei ideali, i miei pensieri, il mio mondo. 

Volevo parlare dell’amore e dei sentimenti a modo mio, e quindi dar vita a due personaggi così “imperfetti” mi avrebbe sicuramente aiutata a dare all’amore la forma che volevo, una forma silente, enigmatica, profonda, intensa…atipica.

  1. Neil è un personaggio complesso, so che hai studiato tanto l’abuso per metterlo giù nella tua storia, questo ti ha portato qualche disagio nel momento in cui l’hai scritto?

 

Sono stati necessari circa due anni di documentazione per creare un personaggio come Neil. 

Spesso al termine di uno dei suoi capitoli, avvertivo un forte senso di stordimento e angoscia e mi ci voleva qualche minuto per tornare alla mia realtà. 

Neil non è mai stato un protagonista che mi ha creato disagio, piuttosto mi ha permesso di riflettere su tanti aspetti reali dei quali io personalmente non ho mai vissuto un’esperienza diretta, pertanto dar voce a un uomo come lui è stato per me educativo, un viaggio introspettivo nell’oscurità. 

Ho assorbito i suoi ricordi, il suo trauma, le sue emozioni negative, le sue concezioni a volte sbagliate e illogiche e le ho sentite attraversarmi l’anima ogni volta che le imprimevo su una nuova pagina.

 

  1. So che dentro ogni personaggio c’è un po’ di te, come spieghi nelle tue storie, ma c’è un personaggio in particolare che senti più vicino al tuo animo?

Credo di poter dire sia Selene che Neil. Entrambi, sebbene siano così diversi, hanno molto in comune con la mia personalità.

Hai dato una nuova luce al concetto di “amore” per molti si conclude con un matrimonio, tu hai messo in discussione anche il ti amo. Il tuo è contestualizzato da un grave trauma, ma lo sai che hai dato modo ai ragazzi di oggi di vedere l’amore in maniera differente, ma non meno profonda?

L’amore va oltre le parole, oltre le convinzioni e le convenzioni. 

Una persona può amare in mille modi ed esprimerlo in altri mille. Dalla società abbiamo, passivamente, imparato ad associare: l’amore al “ti amo” e il “matrimonio” a una relazione duratura e impegnativa. 

Non sostengo che questo non sia giusto, sostengo però che non siano necessariamente le uniche forme attraverso le quali manifestare un sentimento o un impegno. 

Ve ne sono altre, e in queste altre, il “ti amo” o la “fede nuziale” potrebbero anche non farne parte, ma ciò non significa che non siano altrettanto vere o potenti.

 

  1. È bello trovare nei libri qualcosa che metta in discussione quello per la quale hai sempre creduto, posso dirti che tu mi hai fatto riflettere su molti punti, scrivendo ti sei fermata anche tu a riflettere o addirittura a psicoanalizzarti? Si dice che scrivendo si psicoanalizzi se stessi.

 

Certo, ho capito di essere più strana di quanto pensassi!

Scherzi a parte. Ognuno di noi è il risultato di un percorso di vita, io scrivendo, ho rivissuto tutto quel percorso da capo.

  1. Selene è stata fin dal principio attratta dalla personalità forte e imprevedibile di Neil, ma anche dal suo aspetto fisico. Quanto è stato difficile creare una donna che si potesse interfacciare con Neil?

Ho sempre temuto che Selene non fosse compresa e, come sospettavo all’inizio (soprattutto nel primo volume della serie) il suo personaggio è stato sottovalutato. 

Accanto a un uomo come Neil, così ostile alla vita, così schivo, così disturbato psicologicamente, era necessario che creassi una personalità femminile più dolce, indulgente, ottimista, ma soprattutto molto intelligente. 

Selene ha avuto subito la capacità di guardare oltre l’aspetto di Neil. 

Ne è stata attratta, certo, ma ha anche compreso che stabilire con lui un legame fisico fosse l’unico mezzo che le avrebbe permesso di raggiungere la sua anima. 

Pertanto, contro ogni suo ideale, ha intrapreso una strada difficile, con un uomo che non faceva altro che porle degli ostacoli per intralciarla e allontanarla da lui.

Selene credo sia il personaggio più importante della serie: una lente d’ingrandimento che aiuta il lettore a scoprire il mondo oscuro di Neil, ad analizzare i motivi che lo hanno indotto a essere così diverso dai suoi coetanei, e infine a comprenderlo senza giudicarlo.

 

  1. Perché la metafora di Peter Pan e Trilly?

Sono sempre stata affascinata dal personaggio di Peter Pan e dal romanzo di Barrie. 

Ho pensato subito che Peter potesse rappresentare il “bambino” che vive dentro di Neil, la sua anima infantile scissa da quella adulta, che è rimasta ancorata ai suoi dieci anni e che non riesce a crescere perché tormentata dal trauma che ha dovuto subire in quella tenera età.

Selene rappresenta la sua Trilli, ma anche la sua Isola che non c’è.

Neil pensa che sia una fata per il suo aspetto delicato ed elegante e per la sua corporatura minuta, al contempo l’associa a un Isola che non c’è, un posto immaginario nel quale lui si perde ogni volta che la bacia o la possiede.

Credo che nessun altro riferimento letterario avrebbe potuto aiutarmi a far comprendere al lettore l’anima e la mente di un protagonista complesso come Neil.

 

  1. Gli ultimi ringraziamenti mi hanno commossa, so cosa vuol dire lasciare un pezzo di sé quando si conclude una storia, e ormai ci hai rovinate tutte, troveremo Neil e Selene ovunque: in una conchiglia, nei biscotti della fortuna, nella favola di Peter Pan, soffriremo per Trilly perché sappiamo come va a finire. Come ti senti a lasciare un successo importante che sarà sullo scaffale di ogni casa?

Io non li ho lasciati, non potrà mai succedere.

Sono rimasta lì, con le mie ali incastrate tra le righe magiche di tutti e quattro i volumi…

I  miei bimbi.

E guai a chi prova a cacciarmi via!

 

  1. Cosa consigli a chi vuole buttarsi nella scrittura e pubblicare il suo romanzo?

Credete in voi stessi. La strada è sicuramente lunga e difficile, ma ciò non vuol dire che sia impossibile raggiungere i propri sogni. 

Debellate invidia, gelosia o competizione, non servono a nulla, rallenteranno soltanto il vostro percorso. 

Pensate piuttosto a lavorare duro, a stringere i denti, a creare e a produrre un buon testo, una trama ben costruita e dei personaggi originali. 

Non abbiate paura di dissociarvi da tutto ciò che è convenzionale, l’originalità è un rischio, ma a volte vale la pena correrlo.

  1. Puoi darci un’anteprima della tua prossima storia? Qualcosa che non hai ancora detto?

La prossima storia sarà un’altra bella sfida per me. Un dark in “stile Shell” come lo chiamo io perché non so esattamente che genere di storia verrà fuori, è molto complicato definirla.

Questa volta entrambi i protagonisti saranno davvero “particolari” e sono già molto entusiasta di presentarli ai lettori, ma devo contenermi perché è ancora presto.

La normalità mi annoia, chi mi conosce lo sa bene, perciò vi lascio immaginare cosa potrò mai inventarmi in questa nuova avventura!

La potenza, la passione bruciante, la suspense e l’amore (nelle sue varie forme) non mancheranno.

Sicuramente posso anticiparvi che lui sarà un protagonista del quale, ad oggi, non si è ancora letto…

Aspiro tantissimo all’originalità, più di quanto abbia fatto finora con i miei romanzi precedenti.

Mi assumerò la responsabilità di correre davvero un bel rischio, ma non ho paura.

Anzi… io sono già pazza di lui!

E, spero che un giorno, possiate esserlo anche voi!

 

Grazie Kira per la tua infinita generosità e la tua bontà, sei sempre in prima linea con i tuoi followers e sei motivo di spinta per chi ti segue.

Un abbraccio, da Monica e dal Team di Recensioni Young Adult.

Recensione

DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA di Kira Shell