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Recensione: Il compositore di sogni infranti - Laura Rocca

Titolo: Il compositore di sogni infranti 

Autrice: Laura Rocca

Casa Editrice: Newton Compton Editori

Genere: Contemporary Romance

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TRAMA

Nulla può strapparti una felicità che hai scelto di non avere
Ottimi voti a scuola e un cuore grande, Amethyst è la perfetta incarnazione della ragazza della porta accanto che tutti amano. Tutti, eccetto Ermes. Violinista dal talento immenso e lo sguardo di ghiaccio, è appena stato cacciato da Eton ed è tornato a vivere a due passi da Amethyst, la persona che più detesta al mondo. Passa le giornate a tormentarla e a trovare modi sempre nuovi per ferirla, respingendola con cattiveria. Solo mentre suona, Ermes si trasforma: quando impugna l’archetto, le note del suo violino sono pura poesia. E la melodia racconta una storia diversa: comunica le emozioni, i timori e i desideri che è costretto a soffocare. E confessa l’amore per Amethyst che lui non si concede di rivelare. Perché dietro al comportamento crudele di Ermes si cela un passato doloroso, che lo divora come un demone implacabile e gli impedisce di cedere ai sentimenti per Amethyst. Ermes troverà la forza di fare i conti con i suoi fantasmi e riuscirà a conquistare l’unica ragazza che sia mai riuscita a rubargli l’anima?

RECENSIONE

Una storia meravigliosa, per nulla scontata quella in cui ci trasporta Laura Rocca con la sua abilissima scrittura. Ne Il compositore di sogni infranti possiamo vivere la storia intensa e turbolenta di Ermes e Amethyst nell’Inghilterra dei giorni nostri, in una cittadina circondata da campagne . I due giovani diciassettenni vivono nella stessa proprietà di Sir Huxley, Castle Combe,Hermes è il nipote , figlio della sua unica figlia scomparsa per un incidente quando il ragazzino aveva solo sette anni . Sia la madre che il padre erano violinisti professionisti bravissimi, ma non avevano rapporti con Sir Huxley proprio a causa del loro matrimonio. Il ricco nonno però ottiene la custodia del bambino che ha ereditato il dono di saper suonare e comporre musica col violino in maniera divina. Non ha buoni rapporti col nonno che neanche conosceva  prima della morte prematura dei genitori e questo non lo aiuta di certo ad affrontare il suo “mostro”. Ermes ha paura di essere felice perché la sua mente fanciullesca ha collegato la felicità di vedere i suoi genitori per Natale ,anche se per poco tempo, al dolore provato a causa della  loro morte improvvisa  per  incidente stradale ,subito dopo averlo salutato per tornare al loro lavoro di musicisti. Il ragazzino si è sentito causa della loro morte e da quel momento ha respinto ogni forma di felicità , ogni cosa bella che poteva capitargli nella vita, convinto di essere causa di dolore e sventura. Questa malattia si chiama Cherofobia e Laura Rocca ce la fa conoscere prorprio grazie ad Ermes . È molto profonda nei suoi romanzi la scrittrice italiana proprio perché di solito affronta delle fobie o delle malattie magari poco comuni ma reali e tramite i suoi personaggi riusciamo a comprenderne i meccanismi inconsci che colpiscono alcune persone.

Di solito nell’intreccio del romanzo il protagonista affronta questo problema, nel nostro caso ne Il compositore di sogni  infranti  Amethyst è la ragazza che aiuterà Ermes ad affrontare e provare a risolvere questo suo problema. La giovane che ama aiutare gli altri ha fatto del lavoro della madre , la psicoterapia, la sua stessa vocazione, svolge volontariato in ospedale per rallegrare le giornate difficili dei bambini malati. È la ragazza più buona che possa esistere, non vede del male in nessuno neanche davanti all’evidenza e perdona sempre gli sbagli altrui, anche troppo spesso, non fa altro che aiutare gli altri e cercare di capirli. Per questo riuscirà a far breccia nel cuore di Ermes e far emergere poco a poco il suo vero lato umano, allontanando il “mostro” che lo ha imprigionato in se stesso. Non con poche vicissitudini e difficoltà..  I due ragazzi  si sono conosciuti da piccoli perché il padre di Amethyst lavorava  gia’ come giardiniere nella proprietà del nonno di Ermes e vivevano in una dependance vicino a quella dove adesso è tornato  il ragazzo dopo essere stato cacciato dalla scuola di Eton. I due già da piccoli giocavano insieme e avevano un debole l’uno per l’altra, ma a causa della fobia che cresceva in Ermes, la povera e bella Amethyst veniva sempre respinta in malo modo. “Quando eravamo piccoli, c’era una tenacia quasi masochistica nel suo venirmi sempre a cercare, c’era una fiducia nelle cose belle che io non possedevo, che nemmeno a sette anni potevo più permettermi di avere, eppure… Il tempo passava e Amethyst tornava sempre da me. La respingevo in ogni modo. Quando la ferivo mi sentivo tranquillo, sapevo di aver fatto la scelta giusta, ma poi…”

Lui che già l’amava non voleva farla soffrire, era convinto di essere causa del male altrui se provava felicità.

 

Adesso che subentra l’attrazione fisica con l’età più matura tutto si rimette in gioco e stravolge le vite dei due in un eterno tira e molla in bilico tra amore e odio.

 

 

 “Può davvero qualcuno capace di richiamare emozioni così intense essere tanto malvagio?”

 

“«No, Aimieee, non siamo più due bambini ed è meglio che tu la smetta se non vuoi provare qualcosa che ti farà molto più male. È inutile che tenti di essere amichevole, non fare passi falsi con me e stai al tuo posto perché, quando ti avvicini al precipizio, poi cadi e non c’è niente a fermarti». Sposta le labbra contro il mio orecchio. «Niente».”

 

 

Un romanzo molto molto intenso che ho adorato. Ameremo, soffriremo, spereremo, odieremo… insomma vivremo anche noi le passioni e i sentimenti contrastanti dei personaggi.

“Eppure, mi sembra di dichiararglielo ogni volta che la chiamo per nome. Che la amo. Amy. Lei pensa che sia il mio modo di storpiare il suo nome, solo un pretesto per infastidirla. Invece, Amy deriva dall’antico francese Amée, che significa “amata”. Nel silenzio della mia rinuncia, ogni volta che pronuncio il suo nome le ricordo che la amo, le rivelo quello che non potrà e non dovrà mai sapere.”

 

La storia è raccontata al presente da entrambi i POV dei protagonisti alternati fra loro.

Ho trovato molto più maturi della loro età i due protagonisti, avendo solo diciassette anni e compiendone diciotto nel corso della storia . In realtà vivono e affrontano situazioni molto intense e difficili, ma lo fanno con una maturità spesso assente anche negli adulti.

 

Un filo conduttore della storia? Beh ne abbiamo diversi: sicuramente la musica in cui si rifugia Ermes e grazie alla quale riesce ad esprimersi veramente per quello che è , componendo e suonando anche grazie all’amore che prova per Amethyst e per rendere fiera sua madre che gli ha trasmesso la passione per il violino.

“Ho la pelle d’oca ed Ermes attira il mio sguardo come un magnete. Erano anni che non vedevo Ermes suonare, era poco più di un bambino l’ultima volta.”….

“Riempie la scena, l’aria e risucchia tutto. Sembra non esista più nient’altro se non Ermes: la sua testa inclinata contro il violino, i suoi capelli biondi che svolazzano quando si muove, le palpebre abbassate, l’espressione assorta del suo volto e la storia che sta raccontando attraverso la musica. È qualcosa che ha il potere di annebbiarti la mente, stordirti, trascinarti in una realtà parallela dove c’è solo lui. È come se avesse infilato una chiave speciale nel chiavistello della mia anima e mi avesse strappato dal petto un luogo di me stessa che avevo cercato di dimenticare.”

L’arcobaleno , un simbolo ricorrente  a far da cornice a questo amore difficile da sbocciare , ma che avrà addirittura un capitolo finale inedito dedicato..

 

“Sembra che, quando suona, la sua indole malvagia vada a dormire ed esca qualcosa di meraviglioso che neppure lui sa di avere. E ci ripenso ancora. È come un pezzo di vetro aguzzo. Se lo guardi alla luce del sole ti rendi conto di quanto è bello, possono formarcisi dentro arcobaleni di luce, ma se lo tocchi nel modo sbagliato, ti tagli. Devi scoprire come maneggiarlo.”

 

“Lei che ha gli occhi quasi violetti, indaco come il suo nome e capelli di rame, che ha i colori più belli del mondo, quelli del crepuscolo, quando il cielo si screzia d’arancio e del violetto del primo cielo notturno.”

Il colore violetto dell’ametista che troviamo sia nel nome della protagonista ma in tante altre cose che la riguarderanno , ed infine il vetro, i cristalli che si ricollegano all’arcobaleno…

 

Grazie alla presenza del personaggio di Quinn, migliore amico di Amethyst, viene affrontato anche il tema dell’omosessualità nei giovani di  oggi, con una delicatezza e naturalezza estrema .

Insomma un romanzo davvero ricco e interessante , molto profondo e passionale, al quale non mancano repentini cambi di ritmo, continui stravolgimenti e impedimenti.

 

Vi auguro buona lettura , vi rapira’ sicuramente come ogni altro romanzo di Laura Rocca.

Ringrazio ancora Newton Compton per avermi dato l’opportunità di rileggere questo capolavoro di emozioni.

Orny T

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